Visualizzazione post con etichetta Marco Cappato. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Marco Cappato. Mostra tutti i post

giovedì 31 ottobre 2013

Libertà di scelta

Testamento biologico

MILANO: APRE LO SPORTELLO IN UN MODULO LE DECISIONI SUL "FINE VITA"

Zita Dazzi
La Repubblica


Articolo già pubblicato sul quotidiano La Repubblica il 29 ottobre 2013

A pochi mesi dal via libera in consiglio comunale, Palazzo Marino comincia a raccogliere il testamento biologico dei milanesi, cioè quelle dichiarazioni scritte spontanee in cui siano esplicitatele proprie volontà per quel che riguarda il «fine vita», sia in caso di morte, sia nella sventurata eventualità che si cada in uno stato di coma irreversibile o di incoscienza totale. Questo aveva stabilito la delibera approvata il 7 luglio scorso dall'aula. E questo si va a realizzare, dal prossimo 11 novembre, negli uffici dell'assessorato alle Politiche sociali di largo Treves 2, dove sarà in funzione uno sportello per depositare le «attestazioni anticipate di volontà sui trattamenti sanitari». Con questa formula si fa riferimento a tutte a prelievi e trapianti di organi o di tessuti in caso di morte cerebrale. Nel registro il cittadino potrà anche indicare se desidera la cremazione e la dispersione delle ceneri. I moduli sono già in stampa e così Milano si aggiungerà a quell'elenco di città dove si precede il Parlamento sulla strada dell'attuazione dei diritti della persona, così come sono indicati a livello generale nella Costituzione.
Nel "testamento biologico" — ancora senza valore legale, mancando a livello nazionale una legge in materia — ogni persona potrà lasciare disposizioni a medici e familiari sul da farsi in caso di una malattia o di un incidente che procuri uno stato di incoscienza permanente ed irreversibile. La delibera del luglio scorso richiamava l'articolo 32 della Costituzione dove si legge «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario». La stessa delibera spiega che gli «atti depositati al registro possono essere richiesti dal dichiarante o da persona di sua fiducia, ma anche dal responsabile della struttura sanitaria presso cui si trovala persona». Chiunque ricordi il caso Englaro ha presente il dibattito che vi fu sulle scelte da fare e sulle difficoltà che ebbe papà Bepino per provare quali fossero realmente le intenzioni di sua figlia Eluana.
Ora il Comune, sulla scia di ben due petizioni popolari — una promossa dai radicali, l'altra dalle chiese protestanti e da alcune associazioni laiche — che in città nel corso del 2012 hanno raccolto migliaia di firme, ha deciso di dar corso al nuovo registro. E il secondo, dopo quello sulle unioni civili e lo scopo è di nuovo quello di essere di stimolo al legislatore nazionale. «Continuiamo sulla strada dei diritti — spiega l'assessore Pierfrancesco Majorino — con semplicità, contando sulla partecipazione dei cittadini e chiedendo al parlamento di uscire dal suo surreale immobilismo». Dal gennaio, lo sportello si trasferirà nella Casa dei diritti, che il Comune apre in via DeAmicis 10

mercoledì 11 settembre 2013

I referendum a Milano

Seduta del Consiglio Comunale di Milano del 9 settembre 2013

CAPPATO: "PISAPIA SBAGLIA A SNOBBARE I REFERENDUM RADICALI E L'AMNISTIA"

RadicaliSondrio
radicalisondrio@gmail.com


Vi proponiamo l'intervento del consigliere comunale di Milano Marco Cappato alla seduta del Consiglio Comunale di lunedì scorso 9 settembre:

“Grazie Presidente. Signor Sindaco non le nascondo di non aver apprezzato le sue parole sulla mancata urgenza di una riforma della giustizia per questo paese, che lei nell’intervista a L’Espresso ha rimandato a quando comincerà una nuova fase politica. Credo di poter accostare quell’intervista a quella di pochi giorni prima, sulla quale sembrava volere esprimere l’accordo o la preparazione a ipotesi di elezioni anticipate. Nella condizione delle carceri milanesi o nella condizione del Palazzo di giustizia si trovano delle ragioni che non riguardano la prossima fase politica, riguardano quella presente.

Sto concludendo i miei tre giorni di digiuno per la situazione della giustizia delle carceri e insieme a noi molti direttori, insieme al sindacato dei direttori degli istituti di pena,  che hanno digiunato per esprimere così la loro volontà di non collaborare con uno Stato criminale in Europa, sanzionato per la condizione criminale della giustizia e delle carceri. Mentre parliamo il carcere di San Vittore e di Opera sono carceri fuorilegge e fuori dalla legalità internazionale.

Tutto questo riguarda Milano. Lei nella sua intervista ha risposto che manca un progetto complessivo di riforma e bisognerà averlo pronto, questo progetto, quando comincerà una nuova fase politica. Mi prendo la responsabilità di ringraziare l’ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, perché ha sottoscritto dodici referendum dei quali molti appartengono certamente alla sua storia, Sindaco, più che a quella di Berlusconi e riguardano direttamente l’urgenza di questa fase politica. Uno dei referendum riguarda l’urgenza di carceri che scoppiano per i reati minori legati agli stupefacenti. Altri sul reato di clandestinità, sui reati legati all’immigrazione e sul malfunzionamento di una giustizia irresponsabile. Tra questi referendum c’è anche quello sull’ergastolo e c’è la proposta di amnistia legale contro l’amnistia in corso dell’impunità delle prescrizioni che distrugge le possibilità di giustizia per i cittadini.

Dopo la firma di Berlusconi tante persone, persone che magari in nulla appoggiano il partito di Berlusconi o che lo appoggiano, hanno fatto la fila all’anagrafe, hanno fatto la fila ai banchetti, firmando per quelli sui quali erano d’accordo, non necessariamente per tutti i quesiti.

Io credo che questo centri con Milano, centri con la condizione di illegalità delle nostre carceri, centri qualcosa con le condizioni di illegalità della nostra giustizia, con quei direttori di penitenziari e quei detenuti che con noi hanno condotto e stanno conducendo ancora oggi uno sciopero della fame.

Mi importava dirle questo perché lei si esprime su temi di politica nazionale che hanno un enorme ricaduta sulla vita economica, civile e sociale di questa Città. Credo che la posizione da lei espressa non aiuti la soluzione di un problema così strutturale, così urgente e così grave che fa dell’Italia un paese in piena flagranza criminale, cioè di crimini che vengono compiuti ogni giorno contro i diritti dei cittadini. Grazie”.

giovedì 11 luglio 2013

Testamento biologico

Comitato Iniziative Popolari "Milano RadicalMente Nuova" e del Gruppo Radicale federalista europeo

APPROVATA A MILANO LA DELIBERA SUL TESTAMENTO BIOLOGICO: ANCHE RADICALI SONDRIO AVEVA AIUTATO NELLA RACCOLTA FIRME


RadicaliSondrio
radicalisondrio@gmial.com


"Con 24 voti a favore 4 contro e 1 astensione, è stata approvata dal Consiglio comunale di Milano la delibera per il testamento biologico. 15 mesi fa avevamo avviato la raccolta firme per le proposte di iniziativa popolare su 5 proposte laiche per Milano. Dopo il registro delle Coppie di fatto e la Delibera anti-discriminazioni, con il voto di oggi il Consiglio comunale approva anche il Registro del testamento biologico. Si tratta di un nuovo passo avanti per una città più laica e aperta, in vista di Expo 2015, e di un messaggio importante per il Parlamento nazionale, dal quale chiediamo una buona legge sul testamento biologico e l'eutanasia. Come Radicali, ringraziamo innanzitutto gli oltre 6.000 cittadini che hanno sottoscritto la proposta di iniziativa popolare e senza i quali il risultato di oggi non sarebbe stato possibile". Con queste parole Marco Cappato, Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, ha commentato oggi, giovedì 11 luglio 2013, la decisione del Comune di Milano di aprire al testamento biologico.

Cappato ha anche aggiunto che "la delibera approvata non obbliga il Comune alla conservazione materiale dei testamenti biologici, ma consente ai cittadini di attestare in Comune il luogo dove li conservano. Questa soluzione (condizionata dai rilievi della Segreteria generale in merito alla pricacy) se da una parte è meno impegnativa per il Comune, dall'altra consente ai cittadini di esprimersi liberamente, anche sull'interruzione della nutrizione e idratazione artificiale e sull'eutanasia, che può già essere ottenuta all'estero. Come Radicali, proseguiamo la raccolta firme per la legalizzazione dell'eutanasia, che a Milano ha già raccolto il consenso di oltre un terzo dei Consigieri comunali".

RadicaliSondrio hanno partecipato, a Milano, nei mesi scorsi alla raccolta firme promossa da: Cellula Luca Coscioni “Yasmine Ravaglia”, Radicali italiani, Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, Associazione Radicale “Certi Diritti”, CIG – ArciGay Milano, Associazione Enzo Tortora – Radicali Milano, Radicali Senza Fissa Dimora, Anticlericale.net.