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giovedì 18 aprile 2013

Firmigoni


Cappato e Lipparini: "Grazie ai 3 anni di ritardo, il beneficiario è Senatore della Repubblica e i denuncianti sono fuori dalle istituzioni"

IL TRIBUNALE DI MILANO DICHIARA FALSE LE FIRME A SOSTEGNO DI FORMIGONI ALLE REGIONALI 

Radicali Sondrio 
radicalisondrio@gmail.com

Il Tribunale Civile di Milano ha depositato oggi il dispositivo della sentenza che dichiara false 723 firme prodotte a sostegno della Lista Formigoni in occasione delle lezioni regionali del 2010. Le controparti dei querelanti sono state condannate a pagare agli attori Cappato e Lipparini le spese processuali, liquidate in Euro 15.000,00, oltre accessori di legge. Si tratta di un numero di firme false tale da invalidare la presentazione a suo tempo della Lista Regionale per la Lombardia che sosteneva la candidatura dell’ex presidente della Giunta Regionale Lombarda Roberto Formigoni.

Marco Cappato e Lorenzo Lipparini, i Radicali che hanno intentato la causa contro la truffa Firmigoni, hanno dichiarato: "L'Italia è il Paese dell'impunità e dell'antidemocrazia. Il risultato, grazie anche alla sentenza della Corte costituzionale che ha imposto alla giustizia amministrativa di attendere la giustizia civile, è che colui che avrebbe dovuto andarsene a casa -in ragione della truffa elettorale senza la quale non avrebbe nemmeno potuto essere candidato e della diffamazione contro i Radicali- invece che a casa è al Senato della Repubblica italiana e si appresta a votare il nuovo Capo dello Stato. Nel frattempo, i suoi soci di menzogne leghisti e pidiellini governano tranquilli la Lombardia. Siamo anche il Paese dove chi ha scoperto e denunciato la truffa -i Radicali- stato cacciato dalle istituzioni regionali e nazionali. Ci auguriamo che qualcuno dei neoeletti Consiglieri regionali chiederà alla Regione se le parcelle degli avvocati difensori esterni della Regione Lombardia, che tanto hanno fatto per cercare di impedire o ritardare l’accertamento di una scomoda verità, siano state pagate dalla Regione, ovvero dai noi tutti cittadini contribuenti ed elettori."

Gli avvocati Mario Bucello, Simona Viola e Renato D’Andrea, che hanno assistito i Radicali nel giudizio hanno dichiarato: “La decisione da un lato ci conforta, perché mostra la sensibilità del Tribunale Civile di Milano verso le speciali e delicate esigenze di giustizia che circondano i giudizi elettorali per altro verso, nonostante gli sforzi di celerità profusi anche dal Tribunale, la sentenza giunge quando ormai il Consiglio Regionale - abusivamente eletto grazie a operazioni manipolative – è stato sostituito da nuove elezioni. Se l’accertamento della falsità fosse stato di competenza del Giudice Amministrativo avrebbe potuto sopraggiungere in tempo utile per invalidare le elezioni. In questo quadro è indispensabile porre rapidamente all’ordine del giorno del  nuovo Parlamento la necessità delle riforme volte a rendere effettiva la giustizia elettorale per scoraggiare nuovi abusi, assegnando al Giudice Amministrativo la competenza a decidere sulle falsità emerse nei procedimenti elettorali”.

giovedì 14 marzo 2013

La Destra - Storace per la Lombardia


Regionali 2013: oltre 500 firme in tre giorni con un solo autenticatore

I RADICALI PRESENTANO UN ESPOSTO SULLA LISTA LA DESTRA - STORACE PER LA LOMBARDIA

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


Mercoledì 13 marzo, gli esponenti radicali Giovanni Sansi e Gianfranco Camero hanno depositato alla Procura della Repubblica di Sondrio un esposto riguardante le firme della lista provinciale “la Destra Storace per la Lombardia”, con candidato Domenico Barbalace, collegata alla candidatura alla Presidenza della Regione di Roberto Maroni.

Sebbene questa lista sia stata poi esclusa dalla partecipazione alle recenti elezioni regionali, sono state comunque presentate presso l'Ufficio elettorale circoscrizionale sondriese oltre 500 firme raccolte con il sostegno della Lega Nord, dopo che un accordo fra i due partiti, comportante la modifica del simbolo, aveva costretto i promotori de “La Destra di Storace” ad una corsa contro il tempo per riavere le sottoscrizioni nella nuova modulistica.

A seguito dell'accesso agli atti esercitato dai Radicali, dall'esame dei moduli è emerso che la raccolta delle firme si è svolta in soli tre giorni con le seguenti modalità, attestate dall'unico autenticatore, Maurizio Piasini, consigliere provinciale della Lega Nord, che ne ha certificato l'autenticità: a Sondrio il 21 gennaio scorso, risultano aver firmato 48 elettori residenti a Sondalo, Grosio e nella zona di Tirano e sempre a Sondrio, il giorno seguente, ben 64 elettori provenienti da Livigno, 59 dalla zona di Tirano e 23 dalla zona di Morbegno, mentre il terzo giorno, a Tirano, hanno sottoscritto 62 elettori residenti principalmente nella zona di Sondrio ed in parte in Comuni dell'alta Valtellina.

In proposito gli esponenti radicali hanno dichiarato: “Riteniamo alquanto bizzarro questa sorta di turismo elettorale che ha coinvolto un totale di 256 elettori, che in tre giorni risultano essersi recati anche ad un centinaio di chilometri da casa (come nel caso di Livigno) per sottoscrivere, probabilmente in gran parte, la presentazione di una lista collegata, risultando invece più verosimile che la raccolta delle firme qui considerate sia avvenuta principalmente tramite fiduciari locali, in assenza di autenticatore o comunque in presenza di un soggetto diverso da quello che ne ha certificato l'autenticità, il tutto nel contesto di illegalità tipico di queste procedure elettorali".

"A conferma di ciò sono ormai numerosi i procedimenti pendenti sulla irregolarità nella raccolta di firme alle scorse elezioni, oltreché alle precedenti elezioni regionali: dall'indagine della procura di Lodi su una vera e propria rete specializzata nel fornire firme false ai movimenti politici e che ha avuto avvio da un elenco di 500 sottoscrittori de “La Destra di Storace” firmato da un giudice di pace che in realtà non l’aveva mai visto, sino alla procura di Monza che ha aperto un’inchiesta sulle firme della lista Maroni indagando per falso un consigliere provinciale monzese della Lega Nord, mentre ci siamo opposti all'archiviazione del procedimento a carico di Alberto Pasina (Pdl) per le 1.300 firme del 2010 apparentemente raccolte tutte a Sondrio l'ultimo giorno possibile, per finire con il presidente della provincia di Milano, Guido Podestà (Pdl), che dovrà affrontare un processo riguardante la falsità di 926 firme a sostegno del listino di Roberto Formigoni e della lista del Pdl in occasione delle regionali precedenti”.

mercoledì 9 gennaio 2013

Firme Pdl


L'esposto radicale nei confronti del Pdl

I RADICALI PRESENTANO OPPOSIZIONE ALL'ARCHIVIAZIONE E CHIEDONO NUOVE INDAGINI

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com 



Nei giorni scorsi, gli esponenti radicali Giovanni Sansi e Gianfranco Camero hanno depositato presso la Procura della Repubblica di Sondrio l'istanza di opposizione all'archiviazione del procedimento che trae origine da un esposto radicale riguardante presunte irregolarità commesse dal PdL nella raccolta delle firme a sostegno del candidato della circoscrizione provinciale, in occasione delle scorse elezioni regionali del 2010.


Infatti, a seguito del recente interessamento dei Radicali circa l'esito della vicenda ancora pendente con una lettera di sollecito al Procuratore, è stata notificata la richiesta di archiviazione al GIP, con facoltà di accedere agli atti.


Dalla consultazione del fascicolo giudiziario relativo all'indagine, svolta nei mesi seguenti all'esposto, si è constatato che, dei 1.304 sottoscrittori della lista provinciale del PdL che risultavano aver firmato in un unico luogo e data ovvero a Sondrio il 26 febbraio 2010 e con unica autenticazione dell'allora assessore provinciale Alberto Pasina (PdL), sono stati sentiti dagli incaricati di Polizia Giudiziaria un campione di poco più dell'uno per cento.

La maggioranza assoluta di questi ha dichiarato che l'autenticatore in questione non era presente e i rimanenti (con una sola eccezione) non sono stati in grado di poterlo affermare.

Alberto Pasina, sentito dagli investigatori, ha riconosciuto che il candidato Baitieri è stato deciso pochi giorni prima della scadenza dei termini e conseguentemente la raccolta di firme si è concentrata in quel breve lasso di tempo aggiungendo poi che, sebbene questa sia avvenuta con modalità e in luoghi diversi, l'autentica è stata materialmente “ratificata” dallo stesso in Sondrio.

I Radicali concordano pertanto circa la formulazione dell'eventuale sussistenza del reato di “falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici” a carico di Pasina, mentre contestano l’assoluta assenza di accertamenti per quanto riguarda i responsabili della presentazione della lista PdL, ai fini di eventuali ipotesi penali concorsuali.

Dal quadro delineato dagli inquirenti, sebbene in carenza di mirati e approfonditi elementi di indagine, emerge la conferma di quanto ipotizzato dai Radicali: la raccolta delle firme è avvenuta principalmente tramite fiduciari locali, forse già prima dell'indicazione del candidato, compilando talvolta i moduli con i dati anagrafici di presunti firmatari (questo spiegherebbe le 40 firme cancellate e i 676 certificati rilasciati anticipatamente), prevalentemente senza autenticatore o comunque diverso da quello poi indicato, il tutto nel contesto di illegalità tipico di queste procedure elettorali che, in mancanza di una soluzione, non potrà che riguardare anche le imminenti elezioni.

In conclusione, i ricorrenti hanno chiesto al GIP l'estensione delle indagini a tutti i sottoscrittori e i necessari accertamenti relativi ai responsabili della presentazione della lista PdL, nella convinzione che, stanti i tempi ristretti di raccolta delle firme (4 0 5 giorni), la candidatura di Baitieri mai avrebbe potuto perfezionarsi nel rispetto del dettato normativo.

martedì 25 dicembre 2012

A volte ritornano

Ineleggibile per il Tribunale

COSTANZO, PROMEMORIA PER GLI ELETTORI DEL PD 

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com



Angelo Costanzo risulta essere candidato alle primarie del PD, che si terranno sabato 29 dicembre per scegliere i designati a far parte delle liste per le prossime elezioni parlamentari.

Già consigliere regionale del PD, a seguito di un ricorso presentato dai Radicali, è stato dichiarato ineleggibile il 12 gennaio 2012 dal Tribunale di Milano che ha accertato la sua continuità nello svolgimento della funzione di Consigliere di Amministrazione dell'ALER sondriese (Azienda Lombarda per l'Edilizia Residenziale) ben oltre la scadenza stabilita dalla legge nel caso di candidati alle elezioni regionali che siano amministratori di enti controllati dalla Regione, violando la norma che intende tutelare il principio di uguaglianza fra i candidati, escludendo dalla competizione elettorale quei soggetti che per la loro particolare posizione o incarico potrebbero influenzare la volontà degli elettori.

Il 12 luglio scorso la Corte d'Appello dello stesso Tribunale ha respinto il suo ricorso, dichiarandolo decaduto dalla carica di Consigliere con sentenza immediatamente esecutiva, divenuta poi definitiva in mancanza di ulteriore ricorso.

A partire dalla trattazione del suo caso nella Giunta delle elezioni in Regione - risolta con uno scambio di favori per salvare la poltrona di un esponente del Pd, appunto Costanzo, e uno del PdL , Giorgio Pozzi (poi decaduto), egualmente ineleggibile per analogo motivo – l'ex consigliere ha cercato in tutti i modi di anticipare le proprie dimissioni dall'ALER, rettificando l'autocertificazione presentata in Regione e persino la presenza ai CdA, nonché le registrazioni in Camera di Commercio, il tutto con la complicità del Presidente dell'ALER, Gildo De Gianni (Lega). E questo per evitare di lasciare il seggio non ad un avversario politico bensì ad un “compagno” di partito di un'altra provincia a cui l'ha sottratto, illegittimamente, per oltre due anni!

In una recente intervista ad un settimanale locale, Angelo Costanzo ha dichiarato: “La mia presenza in quel CdA non ha influito in nessun modo sulla mia elezioni. Un errore che ho pagato a caro prezzo. Per questo ho la coscienza a posto.”

A noi piace ricordare che sulla questione della mancanza di verità sono stati mandati a casa non solo candidati ma anche Presidenti statunitensi.

I Radicali sondriesi offrono questo promemoria agli elettori ed ai dirigenti del PD, preannunciando che per quanto ci sarà possibile continueremo, anche nel corso della campagna elettorale, a richiamare questa vicenda di malcostume politico.

sabato 3 novembre 2012

Firmontopoli

Bagarre nel centrodestra

INCHIESTA SULLE FIRME, SCONTRO NEL GRUPPO PDL SULLE PARCELLE AI LEGALI

Andrea Senesi
Corriere della Sera

giovedì 11 ottobre 2012

Firmigoni

Formigoni condannato per diffamazione ai Radicali nelle elezioni regionali del 2010

FIRME FALSE, FORMIGONI CONDANNATO A RISARCIRE 110 MILA EURO AI RADICALI

Luigi Ferrarella

MILANO - Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni è stato condannato dalla giudice Carmen D’Elia a 900 euro di multa e 110 mila euro di risarcimento per aver diffamato i Radicali della lista Bonino-Pannella, nelle persone del candidato alle elezioni regionali 2010 Marco Cappato e di Lorenzo Lipparini, tacciandoli di aver partecipato a una macchinazione finalizzata a escludere il centrodestra dalle elezioni regionali 2010. Il risarcimento è così costituito: 50mila euro a Marco Pannella come rappresentante della lista, 30 mila euro a testa ai due militanti.

LA REAZIONE - «Quando c'è di mezzo Formigoni si innovano anche le leggi», ha commentato a caldo il governatore lombardo. «È la prima volta - ha esclamato - che un tribunale mette bocca in una polemica tra politici. È una sentenza che istituisce un precedente».

LE ACCUSE - La sentenza è la conseguenza della reazione-boomerang di Formigoni un anno fa all'emergere (su input dei Radicali) di firme false nella presentazione della sua lista alle elezioni regionali 2010. In dichiarazioni a quattro quotidiani, il 5 marzo 2010 Formigoni non solo si difese, ma si azzardò a ribaltare le accuse, addebitando ai Radicali d'aver «potuto compiere qualsiasi atto manipolativo, compresa la sottrazione di documenti» in tribunale; in particolare avanzò il sospetto che, essendo «rimasti 12 ore da soli con in mano penne e borse» a controllare i registri, avessero «potuto manipolare le liste, correggerle, spostare i documenti come volevano», al punto che «51 certificati, a una prima verifica segnalati come presenti, dopo la visita dei Radicali non c' erano più».

FIRME EFFETTIVAMENTE FALSE - Questa ricostruzione per il pm Mauro Clerici si è rivelata falsa. Come le 926 firme effettivamente false senza le quali le sue liste nel 2010 non avrebbero potuto presentarsi al voto e raccogliere 2 milioni e 700 mila suffragi contro il candidato pd Filippo Penati: vicenda per la quale il pm Alfredo Robledo ha chiesto il rinvio a giudizio» di un nugolo di consiglieri provinciali Pdl, della responsabile elettorale Pdl Clotilde Strada, e (come istigatore) dell'allora coordinatore Pdl e oggi presidente della Provincia di Milano Guido Podestà.

I RADICALI - «Un giudice ha riconosciuto l'onore ai radicali. Noi da 10 anni denunciamo in tutta Italia come i partiti raccolgono le firme». È il commento di Marco Cappato, esponente radicale, sulla sentenza del Tribunale di Milano.

mercoledì 10 ottobre 2012

Diffamazione contro i Radicali

Domani la Sentenza

LA LUNGA NOTTE DI FIRMIGONI

Lorenzo Lipparini
www.lorenziolipparini.it




Milano, 10 ottobre 2012 -   Domani, giovedì 11 ottobre, alle ore 14.30, si terrà presso la IV sezione penale bis del tribunale di Milano l'ultima udienza del processo che vede imputato il Presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni per diffamazione nei confronti dei Radicali Marco Pannella, Marco Cappato e Lorenzo Lipparini. Il processo riguarda le dichiarazioni di Formigoni sulle firme false presentate a sostegno della propria candidatura, a suo avviso frutto di un complotto dei Radicali. L'udienza è convocata per ascoltare le repliche delle parti, alle quali seguirà la lettura della sentenza. Il Pubblico Ministero ha chiesto un anno di reclusione per Formigoni e il pagamento di 500 euro, i Radicali il risarcimento dei danni non patrimoniali per 200.000 euro. All'udienza saranno presenti gli esponenti Radicali Marco Cappato e Lorenzo Lipparini, assistiti dall'avvocato Giuseppe Rossodivita. 

mercoledì 26 settembre 2012

Firmigoni

Aspettando la sentenza 

DOMANI FORMIGONI CHIAMATO A DIFENDERSI SULLA DIFFAMAZIONE CONTRO I RADICALI 

Lorenzo Lipparini
www.lorenzolipparini.it


Domani, giovedì 27 settembre, alle ore 9.30, si terrà presso la IV sezione penale bis del tribunale di Milano l'udienza del processo che vede imputato il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni per diffamazione nei confronti dei Radicali Marco Pannella, Marco Cappato e Lorenzo Lipparini.

Il processo riguarda le dichiarazioni di Formigoni sulle firme false presentate a sostegno della propria candidatura, a suo avviso frutto di un complotto dei Radicali. Domani sarà il turno dell'intervento della difesa, in vista dell'ultima udienza del 4 ottobre.

A curare gli interessi dei Radicali sarà l'avvocato GiuseppeRossodivita, cosigliere regionale del Lazio che con Rocco Berardo ha fatto scoppiare lo scandalo sulle spese dei gruppi
consiliari della Pisana.

Il Pubblico Ministero ha chiesto un anno di reclusione per Formigoni e il pagamento di 500 euro, i Radicali il risarcimento dei danni non patrimoniali per 200.000 euro.



giovedì 12 luglio 2012

Radicali: Formigoni insiste, e noi lo quereliamo di nuovo

Dichiarazione di Marco Cappato e Lorenzo Lipparini, Radicali - Lista Bonino Pannella
FORMIGONI INSISTE E NOI LO QUERELIAMO DI NUOVO 

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com

Quanto affermato da Formigoni ai microfoni di Sky tg24 - cioè che lui ci ha accusato di fatti veri- dimostra l'inclinazione alla recidiva del personaggio. Il processo ha accertato che i fatti di cui lui ci ha accusati erano falsi, ivi compresa la circostanza che noi avremmo avuto tra le mani le sue liste per 12 ore senza controllo. L'accesso agli atti, che duro' al massimo 3 o 4 ore, come riferito dai testimoni durante il processo, vide infatti la costante presenza dei funzionari della Corte d'Appello. D'altra parte alla loquacita' mediatica di Formigoni non ha corrisposto una sua loquacita' in Tribunale dove e' rimasto contumace evitando di sottoporsi all'esame del PM e del nostro Avvocato Giuseppe Rossodivita. E proprio a quest'ultimo abbiamo appena conferito un nuovo mandato per querelare di nuovo il Formigoni recidivo di Sky tg24.


Queste le dichiarazioni di Formigoni, a seguito della richiesta del PM di 1 anno per diffamazione a mezzo stampa aggravata nei confronti dei Radicali.

REGIONALI: FORMIGONI, RADICALI SONO MAESTRI MANIPOLAZIONE (ANSA) - MILANO, 12 LUG - ''I crimini sono solo quelli dei Radicali, maestri di manipolazione, di contraddizioni e di menzogna''. Lo afferma in una dichiarazione il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, replicando alle affermazioni dei Radicali dopo la richiesta di condanna per diffamazione. (ANSA). 

RADICALI: DOPO POZZI, ANCHE COSTANZO DECADE DAL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO PER LA DENUNCIA RADICALE

Comunicato stampa dei Radicali, Lista Bonino - Pannella

DOPO POZZI, ANCHE COSTANZO DECADE DAL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO PER LA DENUNCIA RADICALE

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com


La Corte d'Appello del Tribunale di Milano ha respinto il ricorso del Consigliere regionale Angelo Costanzo (Pd, Sondrio), che così decade dalla carica di Consigliere poichè la sentenza è immediatamente esecutiva.

Il caso era stato aperto un anno fa dal ricorso presentato da Gianfranco Camero, di Radicali Sondrio, che aveva rilevato la tardività delle dimissioni di Costanzo dal Consiglio di Amministrazione dell' ALER sondriese, controllata dalla Regione, in occasione delle elezioni regionali del 2010.

Gianfranco Camero ha dichiarato: "Dopo la sentenza che ha fatto decadere il Pdl Giorgio Pozzi per gli stessi motivi di incandidabilità, la sentenza di oggi rappresenta un piccolo passo avanti in direzione del rispetto dello Stato di diritto". "L'elezione di Pozzi e Costanzo era stata ratificata all'unanimità da tutti i partiti del Consiglio regionale lombardo; la sentenza di oggi va a colpire dunque non soltanto un singolo episodio, ma le gravi e trasversali responsabilità politiche da parte di un Consiglio regionale totalmente abusivo", ha aggiunto Lorenzo Lipparini, rappresentante della Lista Bonino - Pannella. "Dalle firme false apposte in nome di Roberto Formigoni al tentativo bipartisan di salvataggio di candidati incandidabili, il Consiglio regionale della Lombardia è divenuto ormai luogo simbolo di un'opera sistematica di distruzione della democrazia".

mercoledì 11 luglio 2012

Formigoni, Radicali, processo per diffamazione su firme false. Domani requisitoria PM e parte civile.

Prosegue il processo

DOMANI LA REQUISITORIA E LA PARTE CIVILE

Lorenzo Lipparini
www.lorenzolipparini.it



Domani, giovedì 12 luglio, alle 9.30, si terrà presso la IV sezione penale del Tribunale di Milano (ex lavoro) l'udienza del processo che vede il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni imputato di diffamazione a mezzo stampa aggravata per aver accusato i Radicali di aver manomesso le firme da lui presentate per la propria candidatura alle regionali del marzo 2010 (900 delle quali riconosciute false dagli stessi sottoscrittori).

Durante l'udienza si terrà la requisitoria del Pubblico Ministero e quella dell'avvocato di parte Civile, Giuseppe Rossodivita, che difende gli interessi di Marco Cappato, Lorenzo Lipparini e Marco Pannella.

domenica 17 giugno 2012

Lenta lex, sed lex

Giustizia di casa nostra

DUE ANNI DOPO, LO STATO DEI LAVORI 

Filippo Azimonti 

Angelo Costanzo consigliere regionale PD
Giorgio Pozzi ex consigliere regionale PDL
Sono passati più di due anni da che Giorgio Pozzi è entrato al Pirellone forte delle sue 16mila preferenze. Peccato che fosse ineleggibile in quanto le sue dimissioni dal Consiglio di amministrazione di Nord Energia, una controllata di TreNord e Regione erano arrivate con 17 giorni di ritardo, quando il candidato pidiellino era sicuro di essere stato eletto


Ma c’è voluta una sentenza della Cassazione per stabilire che quel posto spettava alla prima dei non eletti, Paola Camillo, che di voti ne aveva presi solo 309, ma che aveva, giustamente, fatto ricorso contro l’elezione del potente Pozzi.

La giunta per le elezioni della Regione aveva, ovviamente, deciso altrimenti. Già, perché in una micidiale logica “bipartisan” c’era un altro ineleggibile da tutelare, Angelo Costanzo del Partito democratico che sedeva nel consiglio di amministrazione dell’Aler e che, come il collega e avversario politico, aveva pasticciato nel formalizzare le proprie dimissioni. A farsene garante era stato il presidente dell’Aler, Gildo De Gianni, della Lega dopo che il caso era stato sollevato dai radicali. Ma nella sentenza di primo grado del tribunale civile, Costanzo era stato dichiarato ineleggibile e del suo ricorso deciderà, il 12 luglio, la Corte d’Appello e poi ci sarà, probabilmente, la Cassazione, visto che le sentenze si rispettano solo quando sono favorevoli.

Un altro caso di “nobile” resistenza e di affezione alla propria poltroncina senza alcun rispetto per le regole cui per primi “i rappresentanti del popolo sovrano” dovrebbero attenersi. In questo caso la regola appare del tutto ragionevole e non si può considerare un eccesso burocratico stabilire che venga tutelato il principio di uguaglianza fra i candidati, escludendo dalla competizione elettorale quei soggetti che per la particolare posizione o incarico ricoperti potrebbero influenzare la volontà degli elettori. D’altronde lo stesso Presidente, con il caso delle firme “false”, ha costituito un solido precedente in tema di violazione delle norme ed, evidentemente, ha trovato degli emuli altrettanto spregiudicati.

Ci sono voluti due anni, grazie alla “complicità del Consiglio, perché un tribunale sancisse l’ineleggibilità di Pozzi, manca qualche settimana perché si decida delle sorti di Costanzo, cui il suo partito si è ben guardato dal chiedere un passo indietro «in attesa della decisione dei giudici». Quanto dovremo aspettare e quanti ricorsi si consumeranno prima che i giudici sentenzino su Roberto Formigoni per dimostrarci che in questi due anni abbiamo solo scherzato?

sabato 9 giugno 2012

Costanzo, Pd, Lega

Niente da dichiarare?

PROCESSO D'APPELLO SULL'INELEGGIBILITA' DI COSTANZO IL 12 LUGLIO A MILANO

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


Giacomo Ciapponi
segretario provinciale PD
Il prossimo 12 luglio si terrà presso la Corte di Appello di Milano il secondo grado di giudizio circa l'ineleggibilità del Consigliere regionale Angelo Costanzo (Pd), a seguito del ricorso proposto dallo stesso contro la sentenza pronunciata dal Tribunale Civile milanese il 12 gennaio scorso, con cui è stato dichiarato l'annullamento della sua elezione.

Il Tribunale di primo grado ha infatti accertato che Costanzo ha continuato a svolgere la funzione di Consigliere di Amministrazione dell'ALER sondriese (Azienda Lombarda per l'Edilizia Residenziale) ben oltre la scadenza stabilita dalla legge nel caso di candidati alle elezioni regionali che siano amministratori di enti controllati dalla Regione, violando la norma che intende tutelare il principio di uguaglianza fra i candidati, escludendo dalla competizione elettorale quei soggetti che per la particolare posizione o incarico ricoperti potrebbero influenzare la volontà degli elettori. A seguito della documentazione acquisita presso l'ALER dal Collegio giudicante, a nulla sono valsi i tentativi di anticipare le proprie dimissioni, rettificando l'autocertificazione presentata in Regione e, dopo il ricorso presentato dai Radicali, persino la presenza ai CdA nonché le registrazioni in Camera di Commercio, il tutto con la complicità del Presidente dell'ALER, Gildo De Gianni (Lega).

Con l'approssimarsi di questa nuova scadenza di giudizio, i Radicali intendono evidenziare la natura puramente strumentale, con fini dilatori, dell'appello presentato da Costanzo, poiché incentrato unicamente sulla presunta tardività dell'istanza che ha dato origine al procedimento mentre nulla più vien detto sulla questione di merito.

Messo a parte l'aspetto ironico per cui sia il dimissionario tardivo Costanzo a discettare sulla pretesa tardività altrui, ciò rappresenta comunque l'ammissione della violazione della legge sulla ineleggibilità: non sarebbe pertanto lecito chiedere al consigliere regionale illegittimo di lasciare il posto peraltro ad un “compagno” di partito di altra provincia anziché tentare la strada di una difesa cavillosa? Non sarebbe ora di ammettere che, a suo tempo, nella Giunta delle elezioni ci fu uno scambio di favori per salvare dalla decadenza dalla carica un esponente del Pd, Costanzo, e uno del PdL , Giorgio Pozzi, egualmente ineleggibile per motivo analogo?

E che dire del silente segretario provinciale del Pd che in un'intervista della scorsa estate sulla stampa locale dichiarava di attendere l'esito del ricorso? Penati è stato sospeso dal partito sebbene non ancora processato. Forse si ritiene che quanto accertato da un tribunale e non più contestato nel merito dall'interessato non debba comportare conseguenti comportamenti politici di salvaguardia delle istituzioni e del partito stesso?

E che fine ha fatto il confronto apertosi sempre la scorsa estate all'interno della Lega Nord a proposito del supporto di De Gianni, ora sbugiardato da una sentenza di tribunale?

sabato 2 giugno 2012

Caso Pozzi

Edilizia poco chiara

APPARTAMENTI ABUSIVI AL POSTO DEI SOTTOTETTI, NEI GUAI GIORGIO POZZI

da La Provincia di Como


Anche l'imprenditore e politico marianese Giorgio Pozzi è finito nei guai per l'inchiesta valtellinese dello scorso autunno sui sottotetti trasformati abusivamente in abitazione. In tutto si parla di oltre cento mansarde irregolari, realizzate dopo il 2005 nei Comuni del Bormiese. Al primo blitz, con oltre 80 appartamenti ispezionati, ne era seguito un altro lo scorso mese di aprile.

Altri 30 i sottotetti passati al setaccio dalla Fo-restale in quell'occasione. Gli uomini della Forestale si erano concentrati sulla zona di Valdisotto, in particolare sulle frazioni di Cepina, Oga e Piatta.

Ieri gli inquirenti, sempre sotto la direzione della Procura di Sondrio e muniti di decreto ispettivo, sono entrati in azione a Bormio, zona via Milano. Oggi è in programma una seconda tranche di ispezioni, come sanno bene i proprietari delle abitazioni a cui è stato notificato il provvedimento.

A quanto risulta, si tratta per la maggior parte di immobili realizzati dalle ditte che fanno capo agli imprenditori Enrico Bracchi e, appunto, Giorgio Pozzi. Il sospetto, anche per questi appartamenti, è quello dal quale ha preso avvio tutta l'inchiesta e che ha già trovato decine e decine di conferme a Valdisotto. In pratica, secondo gli inquirenti,  gli appartamenti sarebbero stati realizzati e accatastati come abitazioni fornite di solaio (non abitabile, quindi) e invece vendute come appartamenti mansardati, con una porzione di alloggio nel sottotetto. Quelle che sulla carta dovrebbero essere delle soffitte, insomma, si sarebbero trasformate in attraenti - e ben più costose - mansarde.

Ecco il trucco Per rendere possibile la vantaggiosa (per il venditore) metamorfosi, è sufficiente realizzare dei piccoli lavori che consentano l'accorpamento del solaio all'appartamento: aperture, scale, allacciamenti ecc. A Valdisotto di elementi così, tutti realizzati illegalmente, ne sono stati trovati a bizzeffe, tanto che il Comune ha emesso un'ordinanza di demolizione con l'obiettivo di ripristinare la legalità in una terra che soltanto negli ultimi anni si ritrova suo malgrado al centro delle cronache per presunti abusi edilizi .

Sembra che anche a Bormio la situazione riscontrata dai forestali sia sostanzialmente la stessa, ma soltanto nei prossimi giorni si potrà avere qualche conferma in più. L'inchiesta ha vissuto un momento particolarmente difficile lo scorso mese di novembre, quando in commissione era stata approvata una proposta di legge regionale che avrebbe portato di fatto alla sanatoria. La disposizione però ha sollevato un'ondata di polemiche tali che, alla fine, la maggioranza che l'aveva proposta ha dovuto alzare bandiera bianca e lasciar perdere.

(Inchiesta partita in autunno: già un centinaio gli abusi contestati ) 

Chi è l'ex assessore regionale?

«Giorgio Pozzi è nato a Como nel 1955 e risiede a Mariano Comense dove svolge l'attività di imprenditore. È fondatore della Giorgio Pozzi & C., società che opera nel settore immobiliare, di cui è amministratore unico e che nel corso del tempo ha cambiato nome in Generai Project & Contract». È la prima parte del profilo biografico del politico comasco che si legge nel sito pdlregionelombardia.it. Pozzi, ex assessore regionale ai Trasporti molto vicino a Formigoni, in qualità di fondatore della società immobiliare Gp & C sta vendendo diversi appartamenti nel Sondriese, in Alta Valle. Proprio le abitazioni realizzate negli anni scorsi dalla Generai Project & Contract sono tra quelle passate in rassegna in questi giorni dagli agenti del corpo forestale a cui è stata affidata l'inchiesta della Procura di Sondrio su un presunto maxiabuso edilizio. Pozzi ricopre la carica di consigliere regionale oltre a ricoprire sempre un ruolo di primo piano nel centrodestra comasco, ma sulla sua testa pende una richiesta di ineleggibilità in quanto si sarebbe dimesso tardivamente dal cda di una società controllata dalla Regione, la Nord Energia SpA.

martedì 20 marzo 2012

Formigoni dà del pirla a Zamponi? è già stato rinviato a giudizio per aver diffamato i Radicali

POSTED ON MARTEDÌ 20 MARZO 2012 BY LORENZO LIPPARINI IN FIRME FALSE, FORMIGONI

Oggi il Presidente Formigoni ha dato l’ennesima prova di come è possibile negare l’evidenza e perdere il controllo messo di fronte alla realtà dei fatti. Formigoni ha vistosamente negato in aula (ripreso da Repubblica.it) quanto il consigliere Idv Zamponi gli ha ricordato: il presidente è l’undicesimo politico regionale davanti ai giudici, rinviato a giudizio per aver diffamato i radicali. In più occasioni ha infatti affermato pubblicamente, ripreso da tutti gli organi di stampa e le televisioni, che le firme false, che gli hanno consentito di essere eletto per la quarta volta alla guida della regione, sono state consegnate ai radicali che hanno potuto manipolarle, correggerle e spostare i documenti come volevano. Di fronte ai 900 cittadini che hanno riconosciuta come falsa la propria firma davanti a un pubblico ufficiale (sono ancora 4 i processi aperti sulla falsificazione delle firme) ha addirittura ipotizzato che fossero ancora una volta organizzati dai Radicali.

Messo alle strette Formigoni non è riuscito a fare di meglio che dare del Pirla a Zamponi, replicando in salsa lombarda le gesta di Berlusconi, che al Parlamento europeo diede del Kapò al socialista Martin Schulz che lo incalzava.

Le scuse ai radicali e agli elettori truffati non sono mai arrivate e oggi, ancora una volta, Formigoni ha scelto di autoassolversi invece che ritrattare. Incurante dei processi giudiziari, conosce molto bene quelli mediatici: cita sentenze che gli darebbero ragione e continua a negare tutto, anche l’evidenza.

Lui e l’intero consiglio regionale se ne devono andare.

mercoledì 29 febbraio 2012

Formigoni, Biografia non autorizzata : by Lorenzo Lipparini

A fine febbraio, in tutte le librerie, la biografia non autorizzata di Roberto Formigoni, di Lorenzo Lipparini con introduzione di Marco Cappato.

Nel secondo anniversario della scoperta radicale delle firme false che hanno portato Formigoni a presiedere (per la quarta volta) la regione Lombardia, il punto sui processi, le luci e le ombre del leader ciellino.

Tutto poteva spettarsi Roberto Formigoni, il quasi ventennale presidente della regione Lombardia che da anni si propone come successore di Silvio berlusconi. Ma non che a scrivere la sua biografia non autorizzata fosse Lorenzo Lipparini, il suo incubo peggiore, il giovane radicale che ha fatto tremare lui e tutto il Pdl lombardo, presentando l’esposto sulle firme irregolari che aveva lasciato il governatore senza lista e che qui viene raccontato in dettaglio come mai prima d’ora. Ma non solo: l’infanzia di Formigoni su quel «ramo del lago di Como», le polemiche sul padre “fascistissimo”, le inchieste giudiziarie e il rapporto simbiotico con Comunione e Liberazione. Un Formigoni inedito, narrato con precisione chirurgica e con altrettanta correttezza: una biografia documentata e imparziale, che, fuori da ogni logica politica, racconta l’uomo e il politico che ha plasmato intorno a sé l’intera regione Lombardia. Il cattolicissimo amico e discepolo di don Giussani che ha spalancato, senza batter ciglio, le porte del Consiglio regionale a Nicole Minetti, intrattenitrice dell’ex premier alle feste di Arcore. con buona pace della sua guida spirituale.

TITOLO: Formigoni. Biografia non autorizzata

AUTORE: Lorenzo Lipparini

INTRODUZIONE: Marco Cappato

EDIZIONE: Editori internazionali riuniti

PAGINE: 207

PREZZO: 16,00 euro

ISBN: 978-88-359-9112-0