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martedì 25 dicembre 2012

A volte ritornano

Ineleggibile per il Tribunale

COSTANZO, PROMEMORIA PER GLI ELETTORI DEL PD 

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com



Angelo Costanzo risulta essere candidato alle primarie del PD, che si terranno sabato 29 dicembre per scegliere i designati a far parte delle liste per le prossime elezioni parlamentari.

Già consigliere regionale del PD, a seguito di un ricorso presentato dai Radicali, è stato dichiarato ineleggibile il 12 gennaio 2012 dal Tribunale di Milano che ha accertato la sua continuità nello svolgimento della funzione di Consigliere di Amministrazione dell'ALER sondriese (Azienda Lombarda per l'Edilizia Residenziale) ben oltre la scadenza stabilita dalla legge nel caso di candidati alle elezioni regionali che siano amministratori di enti controllati dalla Regione, violando la norma che intende tutelare il principio di uguaglianza fra i candidati, escludendo dalla competizione elettorale quei soggetti che per la loro particolare posizione o incarico potrebbero influenzare la volontà degli elettori.

Il 12 luglio scorso la Corte d'Appello dello stesso Tribunale ha respinto il suo ricorso, dichiarandolo decaduto dalla carica di Consigliere con sentenza immediatamente esecutiva, divenuta poi definitiva in mancanza di ulteriore ricorso.

A partire dalla trattazione del suo caso nella Giunta delle elezioni in Regione - risolta con uno scambio di favori per salvare la poltrona di un esponente del Pd, appunto Costanzo, e uno del PdL , Giorgio Pozzi (poi decaduto), egualmente ineleggibile per analogo motivo – l'ex consigliere ha cercato in tutti i modi di anticipare le proprie dimissioni dall'ALER, rettificando l'autocertificazione presentata in Regione e persino la presenza ai CdA, nonché le registrazioni in Camera di Commercio, il tutto con la complicità del Presidente dell'ALER, Gildo De Gianni (Lega). E questo per evitare di lasciare il seggio non ad un avversario politico bensì ad un “compagno” di partito di un'altra provincia a cui l'ha sottratto, illegittimamente, per oltre due anni!

In una recente intervista ad un settimanale locale, Angelo Costanzo ha dichiarato: “La mia presenza in quel CdA non ha influito in nessun modo sulla mia elezioni. Un errore che ho pagato a caro prezzo. Per questo ho la coscienza a posto.”

A noi piace ricordare che sulla questione della mancanza di verità sono stati mandati a casa non solo candidati ma anche Presidenti statunitensi.

I Radicali sondriesi offrono questo promemoria agli elettori ed ai dirigenti del PD, preannunciando che per quanto ci sarà possibile continueremo, anche nel corso della campagna elettorale, a richiamare questa vicenda di malcostume politico.

domenica 17 giugno 2012

Lenta lex, sed lex

Giustizia di casa nostra

DUE ANNI DOPO, LO STATO DEI LAVORI 

Filippo Azimonti 

Angelo Costanzo consigliere regionale PD
Giorgio Pozzi ex consigliere regionale PDL
Sono passati più di due anni da che Giorgio Pozzi è entrato al Pirellone forte delle sue 16mila preferenze. Peccato che fosse ineleggibile in quanto le sue dimissioni dal Consiglio di amministrazione di Nord Energia, una controllata di TreNord e Regione erano arrivate con 17 giorni di ritardo, quando il candidato pidiellino era sicuro di essere stato eletto


Ma c’è voluta una sentenza della Cassazione per stabilire che quel posto spettava alla prima dei non eletti, Paola Camillo, che di voti ne aveva presi solo 309, ma che aveva, giustamente, fatto ricorso contro l’elezione del potente Pozzi.

La giunta per le elezioni della Regione aveva, ovviamente, deciso altrimenti. Già, perché in una micidiale logica “bipartisan” c’era un altro ineleggibile da tutelare, Angelo Costanzo del Partito democratico che sedeva nel consiglio di amministrazione dell’Aler e che, come il collega e avversario politico, aveva pasticciato nel formalizzare le proprie dimissioni. A farsene garante era stato il presidente dell’Aler, Gildo De Gianni, della Lega dopo che il caso era stato sollevato dai radicali. Ma nella sentenza di primo grado del tribunale civile, Costanzo era stato dichiarato ineleggibile e del suo ricorso deciderà, il 12 luglio, la Corte d’Appello e poi ci sarà, probabilmente, la Cassazione, visto che le sentenze si rispettano solo quando sono favorevoli.

Un altro caso di “nobile” resistenza e di affezione alla propria poltroncina senza alcun rispetto per le regole cui per primi “i rappresentanti del popolo sovrano” dovrebbero attenersi. In questo caso la regola appare del tutto ragionevole e non si può considerare un eccesso burocratico stabilire che venga tutelato il principio di uguaglianza fra i candidati, escludendo dalla competizione elettorale quei soggetti che per la particolare posizione o incarico ricoperti potrebbero influenzare la volontà degli elettori. D’altronde lo stesso Presidente, con il caso delle firme “false”, ha costituito un solido precedente in tema di violazione delle norme ed, evidentemente, ha trovato degli emuli altrettanto spregiudicati.

Ci sono voluti due anni, grazie alla “complicità del Consiglio, perché un tribunale sancisse l’ineleggibilità di Pozzi, manca qualche settimana perché si decida delle sorti di Costanzo, cui il suo partito si è ben guardato dal chiedere un passo indietro «in attesa della decisione dei giudici». Quanto dovremo aspettare e quanti ricorsi si consumeranno prima che i giudici sentenzino su Roberto Formigoni per dimostrarci che in questi due anni abbiamo solo scherzato?