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mercoledì 15 aprile 2015

In piazza per Rom e testamento biologico

Sindaco di Sondrio firma per il riconoscimento di Rom e Sinti

PROSEGUE LA CAMPAGNA SUL RICONOSCIMENTO DI ROM E SINTI E PER IL TESTAMENTO BIOLOGICO

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com

Continua l'iniziativa di Radicali Sondrio sulla proposta di legge a favore della minoranza Rom e Sinti e per l'istituzione del Registro dei testamenti biologici nel capoluogo: nuovo tavolo di raccolta firme sabato 18 aprile, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19:30, a Sondrio in piazza Campello (lato sud chiesa).

Nel corso della prima uscita di sabato scorso, il Sindaco di Sondrio, Alcide Molteni, ha firmato (foto) per il riconoscimento della minoranza Rom e Sinti, così come il Consigliere provinciale Sandro Sozzani e la Consigliera comunale Floriana Valenti; quest'ultimi hanno anche sottoscritto l'appello sul testamento biologico, al quale ha dato il suo consenso anche il Consigliere comunale Andrea Massera.

Con oltre 12 milioni distribuiti in tutti i Paesi, Rom e Sinti sono la più grande minoranza europea. Non hanno una terra di riferimento, neppure l’India delle lontane origini, e diversamente da altre minoranze non avanzano rivendicazioni territoriali, quindi non hanno mai fatto guerre per per avere una patria, non hanno sedi di rappresentanza, sono cittadini del luogo nel quale vivono: rappresentano perciò il perfetto popolo europeo, ma ciononostante sono il popolo più discriminato d’Europa.

Presenti nel nostro Paese sin dal 1400, sono la minoranza storico-linguistica più svantaggiata e stigmatizzata nonostante gli obblighi internazionali e comunitari dell’Italia e gli interventi di numerose organizzazioni internazionali, tra cui il Consiglio d’Europa, l’OSCE e l’Unione europea. In Italia sono circa 150.000, per oltre la metà cittadini italiani, ma tuttavia continuano a essere considerati fondamentalmente come estranei e nomadi.

Anche per questa irriducibilità all’omologazione, le amministrazioni pubbliche hanno sempre perseguito una politica del contenimento e della marginalizzazione. Eppure la partecipazione di Rom e Sinti alla vita collettiva con il proprio contributo umano e culturale è necessario per superare l’esclusione di un popolo che ha attraversato secoli di discriminazione fino allo sterminio razziale e che non deve rimanere confinato nei ghetti fisici e spirituali, nei quali troppo spesso viene relegato destinandolo all’assistenza e non alla propria responsabilità.

Il testo della proposta di legge intende tutelare il loro patrimonio linguistico-culturale con istituti analoghi a quelli previsti dalla legge del 1999 per tutte le altre minoranze, sanzionare le discriminazioni fondate sull'appartenenza ad etnie minoritarie in attuazione del principio costituzionale di eguaglianza, contrastare i pregiudizi nei confronti di questi gruppi sociali che sono causa della scarsa integrazione e della loro marginalizzazione sociale ed economica.

Quanto al testamento biologico, sulla scia di 135 Comuni (fra cui Milano) e un'intera Regione (il Friuli Venezia Giulia), le 63 firme raccolte in poche ore sull'appello rivolto al Consiglio comunale sondriese testimoniano la volontà diffusa di responsabilizzare l’amministrazione pubblica nella ricezione e validazione gratuita dei biotestamenti al livello più vicino al cittadino, mandando così anche un messaggio molto chiaro al Parlamento in grave ritardo nell'affrontare la questione con una legge nazionale.


mercoledì 15 maggio 2013

EutanaSIAlegale


Proposte di legge su eutanasia, tortura, carceri e droghe

EUTANASIALEGALE, UNA SCELTA DI LIBERTA’

Claudia Osmetti




In Italia sono quasi 90mila i malati terminali che muoiono ogni anno, principalmente di cancro. Il 62% di questi lo fa grazie all’aiuto dei medici, con l’eutanasia clandestina. Sì, clandestina, cioè illegale. Perché nel nostro Paese la “dolce morte” non è prevista a livello legislativo. Ed è per questo che molti vanno all’estero: in Svizzera o in Olanda, in Belgio, in Lussemburgo dove il suicidio assistito e l’eutanasia attiva sono consentiti dalle leggi dello Stato. In Germania e in Svezia, invece, è possibile ricorrere all’eutanasia passiva, cioè alla sospensione del cosiddetto accanimento terapeutico. Da noi, no.

Eppure oltre la metà degli italiani, secondo le statistiche, è favorevole alla legalizzazione dell’eutanasia. Perché oltre la metà degli italiani crede che sia doveroso lasciare liberi i malati di scegliere, in determinate condizioni, di preferire una morte opportuna piuttosto che una vita imposta nella sofferenza.

Il dibattito politico oggi non ne parla, troppo impegnato com’è a cercare di districare la complicata matassa dell’IMU sì o IMU no. La discussione su come si muore in Italia difficilmente conquista le prime pagine dei quotidiani, a meno che alcune storie personali si impongano sull’opinione pubblica per la loro forza dirompente. Come quella di Eluana Englaro o Piergiorgio Welby.

Nel nostro la “dolce morte” è giuridicamente assimilabile all’omicidio volontario e il suicidio assistito è punito, a norma dell’articolo 580 del Codice Penale, con la reclusione da 5 a 12 anni. Il diritto costituzionale a non essere sottoposti a trattamenti sanitari contro la propria volontà è costantemente violato, in virtù del concetto giuridico per cui la salute è un diritto inalienabile, cioè incedibile e tutto sommato neanche autogestibile. Altro che, il-corpo-è-mio-e-lo-gestisco-io. “In Italia, ogni anno mille malati terminali si suicidano per la negata eutanasia e altri mille tentano di togliersi la vita”, ha dichiarato qualche settimana fa Carlo Troilo, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni.

Per questo proprio l’Associazione Coscioni ha lanciato la campagna “EuntanaSIAlegale – Per vivere liberi, fino alla fine”. Lo scopo è quello di portare all’attenzione dei nostri parlamentari il progetto di legge di iniziativa popolare “Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia”. Poche regole, chiare, che “stabiliscono con precisione come ciascuno possa esigere legalmente il rispetto delle proprie decisioni in materia di trattamenti sanitari, ivi incluso il ricorso all’eutanasia” (il testo è direttamente consultabile all’indirizzo www.eutanasialegale.it). Per fare in modo che il Parlamento (quantomeno) discuta la proposta servono 50.000 firme.

In questa campagna Sondrio si è confermata una città impegnata nella difesa dei diritti civili, con all’attivo oltre 400 firme già raccolte in poche settimane. Attualmente è possibile firmare per la proposta di legge anche nei Comuni di Sondrio, Morbegno, Cosio, Ardenno, Berbenno, Mantello, Tirano, Villa di Tirano, Bianzone, Cercino e – tra pochi giorni – Grosotto.

Nell’ambito di questa iniziativa, poi, il gruppo Radicali Sondrio ha raccolto oltre 300 firme sulle proposte di legge per l’introduzione del reato di tortura, a favore della legalità e il rispetto dei diritti costituzionali nelle carceri e per la depenalizzazione del consumo delle droghe con la conseguente riduzione dell’impatto penale. Queste proposte sono state promosse dall’Associazione Antigone, dall’Arci, dalla Cgil e da numerose altre associazioni che si occupano del mondo penitenziario e della questione giustizia, come il Coordinamento dei garanti dei diritti dei detenuti.

Il prossimo appuntamento in programma è per sabato 18 maggio a piazza Garibaldi (Sondrio) dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19. Firmare per legalizzare l’eutanasia non è solo una scelta di civiltà, è anzitutto una scelta di libertà.


giovedì 9 maggio 2013

Eutanasia, tortura, carceri e droghe

Proposte di legge su eutanasia, tortura, carceri e droghe

TRECENTO FIRME IN UN GIORNO: PROSEGUE L'INIZIATIVA DEI RADICALI

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


In occasione della mobilitazione straordinaria dello scorso 4 maggio sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e del testamento biologico, Radicali Sondrio ha raccolto 300 firme autenticate in Provincia, mentre a livello nazionale si sono superate le 15.000 sottoscrizioni.
Sempre nello stesso giorno si sono aggiunti alle personalità che avevano già firmato, comeUmberto Veronesi, anche lo scrittore e giornalista Roberto Saviano e l'astrofisica Margherita Hack.
La mobilitazione è seguita alla presentazione alla stampa del video di Piera Franchini, malata terminale di cancro, accompagnata in una clinica svizzera da Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, per richiedere l'eutanasia. Il video è stato visualizzato in rete da circa 200.000 persone.

Per cominciare a porre rimedio a questa situazione, l'Associazione Luca Coscioni propone un testo di legge con poche regole chiare, che stabiliscano con precisione come ciascuno possa esigere legalmente il rispetto delle proprie decisioni in materia di trattamenti sanitari, compreso il ricorso all'eutanasia.
Nell'ambito di questa iniziativa, Radicali Sondrio ha raccolto anche 250 firme sulle proposte di legge per l'introduzione del reato di tortura, a favore della legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri e per la depenalizzazione del consumo delle droghe con la conseguente riduzione dell’impatto penale, promosse da Antigone, Arci, Cgil e da numerose altre associazioni che si occupano del mondo penitenziario e della questione giustizia.
Il prossimo appuntamento con i cittadini che vogliono sottoscriverle sarà per sabato 11 maggio, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15 alle 19, a Sondrio in corso Italia.
I moduli sono inoltre disponibili presso i Comuni di Sondrio, Morbegno, Cosio, Ardenno, Berbenno, Mantello e Cercino.

giovedì 2 maggio 2013

Eutanasia, tortura, carceri e droghe


Proposte di legge su eutanasia, tortura, carceri e droghe


SABATO 4 MAGGIO: MOBILITAZIONE STRAORDINARIA PER L'EUTANASIA LEGALE

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


Sabato 4 maggio, in tutta Italia, l'Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani raccolgono le firme per legalizzare l'eutanasia. E' una giornata di mobilitazione straordinaria per avvicinarsi il più possibile all'obiettivo delle 50.000 sottoscrizioni, da portare al più presto in Parlamento, sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e del testamento biologico.

I potenti non vogliono che se ne discuta. La maggioranza dei cittadini, invece, riconosce l'importanza di essere liberi di scegliere, fino alla fine. Ora c'è questo strumento per far cadere il tabù della morte all'italiana, della vergogna e della paura, contro la dignità e il rispetto del malato e di chi lo assiste.


Nell'ambito di questa iniziativa, Radicali Sondrio raccoglieranno anche le firme sulle proposte di legge contro la tortura, a favore della legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri e per la depenalizzazione del consumo delle droghe con la conseguente riduzione dell’impatto penale, promosse da Antigone, Arci, Cgil e da numerose altre associazioni che si occupano del mondo penitenziario e della questione giustizia.

L'appuntamento con i cittadini che vogliono sottoscriverle sarà dunque sabato 4 maggio, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15 alle 19, a Sondrio in piazza Garibaldi, e, con gli stessi orari, a Morbegno in piazza S. Antonio.

I moduli sono inoltre disponibili presso i Comuni di Sondrio, Morbegno, Cosio, Ardenno, Berbenno e Cercino.

mercoledì 24 aprile 2013

Eutanasia, tortura, carceri e droghe


Proposte di legge su eutanasia, tortura, carceri e droghe

I RADICALI INIZIANO LA RACCOLTA FIRME

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com



Anche in Provincia di Sondrio, i Radicali iniziano la raccolta di firme per le proposte di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e del testamento biologico, contro la tortura, a favore della legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri e per la depenalizzazione del consumo delle droghe con la conseguente riduzione dell’impatto penale.


Il primo appuntamento con i cittadini che vogliono sottoscriverle sarà sabato 27 aprile, dalle 9 alle 12, a Sondrio in piazza Campello, a cui seguirà l'intera giornata del sabato seguente, 4 maggio, con una presenza in piazza, a Sondrio e a Morbegno, dei Radicali.


I moduli sono inoltre disponibili presso i Comuni di Sondrio, Morbegno, Cosio, Ardenno, Berbenno e Cercino.


Ben oltre la metà degli italiani, secondo ogni rilevazione statistica, è a favore dell'eutanasia legale, per poter scegliere, in determinate condizioni, una morte opportuna invece che imposta nella sofferenza. I vertici dei partiti e la stampa nazionale, invece, preferiscono non parlare di come si muore in Italia, tranne quando alcune storie personali si impongono: Eluana e Beppino Englaro, Giovanni Nuvoli, i leader radicali Luca Coscioni e Piero Welby. Oggi, chi aiuta un malato terminale a morire - magari un genitore o un figlio che implora di porre fine alla sofferenza del proprio caro - rischia molti anni di carcere. Il diritto costituzionale a non essere sottoposti a trattamenti sanitari contro la propria volontà è costantemente violato, anche solo per paura, o per ignoranza e la conseguenza è il rafforzamento della piaga tanto dell'eutanasia clandestina che dell'accanimento terapeutico. Per rimediare a questa situazione, l'Associazione Luca Coscioni, propone un testo con poche regole chiare, che stabiliscano con precisione come ciascuno possa esigere legalmente il rispetto delle proprie decisioni in materia di trattamenti sanitari, compreso il ricorso all'eutanasia.

Le altre tre proposte sono promosse da Antigone, Arci, Cgil e da numerose altre associazioni che si occupano del mondo penitenziario e della questione giustizia.

La prima intende sopperire a una lacuna normativa grave: in Italia manca il crimine di tortura nonostante vi sia un obbligo internazionale in tal senso; il testo prescelto è quello codificato nella Convenzione delle Nazioni Unite.

La seconda riguarda i diritti dei detenuti e la riduzione dell’affollamento penitenziario, intervenendo sui flussi in ingresso e in uscita ovvero su quelle leggi che producono detenzione senza produrre sicurezza pubblica. Viene quindi rafforzato il concetto di extrema ratio per la carcerazione preventiva, proponendo modifiche alla legge Cirielli sulla recidiva, imponendo l’introduzione di una sorta di “numero chiuso” sugli ingressi in carcere, affinché nessuno vi entri qualora non ci sia posto. Congiuntamente all'istituzione di un Garante nazionale per i diritti dei detenuti, si prevede l’abrogazione del reato di clandestinità previsto dalla legge Bossi-Fini.

Infine la terza proposta mira a modificare la legge sulle droghe, che tanta carcerazione inutile produce nel nostro Paese, con il superamento del paradigma punitivo della legge Fini-Giovanardi, depenalizzando i consumi, diversificando il destino dei consumatori di droghe leggere da quello di sostanze pesanti, diminuendo le pene, restituendo centralità ai servizi pubblici per le tossicodipendenze.

giovedì 7 febbraio 2013

Alcune verità sul Tribunale di Sondrio

La giustizia di casa nostra

ALCUNE SCOMODE VERITA' SUL TRIBUNALE DI SONDRIO

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com



Quasi nessuno conosce la complessa realtà del Tribunale di Sondrio, dove alcuni magistrati onesti e capaci convivono, non sappiamo come, con quella “tradizione” di nequizie che lo accompagna da almeno un trentennioDi “queste cose” non si parla, salvo noi. A titolo di esempio riprendiamo alcune “perle giudiziarie”, non potendo dare un quadro analitico completo delle tante vicende inquietanti.


LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE
Venticinque anni fa anni fa Radicali Sondrio senza soldi né mezzi avviavano, malgrado il silenzio degli organi di informazione, una campagna nei confronti del Presidente del Tribunale Luigi Minotta che contribuì alle dimissioni di quest’ultimo dalla Magistratura, per evitare guai peggiori, essendo indagato per interessi privati in atti d’ufficio.

DEPRADATE LE AZIENDE FALLITE, O FATTE FALLIRE
Le scarse cronache di quel tempo (‘l Gazetin, La Padania e poco altro) e qualche raro procedimento giudiziario giunto a buon fine portarono alla luce una realtà inquietante, quella di curatori fallimentari che ingrassavano sui fallimenti di aziende, depredate per interessi privati, senza alcuna cura per i diritti dei creditori.

UN CURATORE FALLIMENTARE IN GALERA
È il caso del fallimento della ISAV di Giovanni Grignano, gestito dal curatore fallimentare Alberto Necchi, finito in carcere nel 1987 (Gazetin, sett. 2010 – Bassissima, lordissima, lentissima): qui ne sono state fatte di tutti i colori, nella completa impunità e sotto gli occhi assonnati o complici di giudici e procuratori, distribuendo addirittura fondi ad una azienda non più esistente da 13 anni (Robustellini Spa), creando a tale scopo documenti falsi (Gazetin, nov. 2011 – Falso d’autore).
E c’è chi in pochi mesi e con poco sforzo, da curatore, si porta a casa il modesto compenso di 80 milioni di £, ed eravamo nel 1995 (Gazetin, ott. 2011 – Profitti e perdite).

CONDANNA EUROPEA
La gestione del Tribunale di Sondrio di questa vicenda comportò per lo Stato Italiano una condanna della Commissione Europea dei Diritti dell’Uomo, per la durata biblica della gestione fallimentare (15 anni).

TRIBUNALE DI SONDRIO E TRIBUNALE DI BRESCIA: MARCIO QUI, MARCIO LA'.
Competente per le imputazioni a magistrati di Sondrio è il Tribunale di Brescia.
La lotta esemplare di Giovanni Grignano portò a denunciare un gruppo di persone di un certo rango (giudici, curatori fallimentari, avvocati, esponenti di banche locali, periti) per associazione a delinquere, abuso d’ufficio, omissioni di atti d’ufficio, omessa denuncia, corruzione, favoreggiamento personale e reale, truffa aggravata, falsa perizia, oggetto di 38 pratiche per procedimenti penali poi occultati (con altri 20.000 fascicoli) presso la Procura di Brescia, sino all’intervento del Procuratore Generale di Milano che “perquisì” il Tribunale di Brescia “recuperando” i procedimenti penali occultati, nascosti in una soffitta a dimostrazione che le accuse di Grignano avevano sostanza e gravità; l’unico a pagare pare sia stato un cancelliere del Tribunale di Brescia. (vedi comunicato stampa radicali/Avanti diritto sett. 2011)

CONTINUA L'ABBUFFATA
Da allora ad oggi le cose non sono cambiate, se non in peggio. Il caso della soc. Gianoncelli, “aiutata” a fallire e depredata, con un procedimento in atto da 14 anni ed il suo carico di ingiustizie è testimone dello stato dell’arte di una giustizia malata che elargisce sopraffazioni e arbitrio invece che legge e diritto (Gazetin, dic. 2009 Fallimenti S.p.a.; Gazetin, giu. 2010 – Il piacere di fare le ...spese; Gazetin lug. 2011 – Il Gioco dell’Oca).
Per chi volesse opportunamente approfondire sono a disposizione un decennio di cronache di Enea Sansi, Vanna Mottarelli e altri temerari, pubblicate su 'l Gazetin con l’audace ambizione di far conoscere qualche verità nel mare dell’omertà (http://labos.valtellina.net/gazetin/Gianoncelli0.htm).
Scandalo nello scandalo, la vicenda del giudice Paci e della sua sentenza con le motivazioni interamente copiate (21 pagine e mezza su 22), errori compresi, dal documento dell’avvocato dei “fallimenti” Nicola Marchi, con qualche cambio, sottrazione, sostituzione di vocabolo qui e là.
In seguito alla pubblicazione dell’articolo apparso sul Gazetin (giu. 2011 – Io copio, tu incolli lei paga) è stato quanto meno disposto il pensionamento del giudice, presumiamo per motivi di salute.

FRANCO GIANONCELLI
Franco, Presidente dell’Associazione “Avanti Diritto” una delle vittime di questa giustizia malata, persona di grande onestà e dignità, malgrado gli affronti e le ingiustizie subite, socio di una ditta portata al fallimento, è oggi candidato al Senato della Lista Amnistia, Giustizia, Libertà.
Le speranze sono riposte nell’azione civile dei cittadini che vorranno non più tollerare che la giustizia sia infangata ed il diritto sia rovesciato nel suo contrario.
L’invito al lettore è quello di diffondere queste note, di votare al Senato i candidati della Lista Amnistia Giustizia libertà, di sostenere l’azione dell’Associazione “Avanti Diritto”.

SERVIZI IGIENICO-SANITARI
Non lasciamo soli i pochi magistrati “capaci ed onesti”: il Tribunale, da solo, nemmeno riesce a risolvere i problema dell’acqua dei suoi cessi. (Gazetin, nov. 2010 – Servizi igienici-giudiziari).

mercoledì 5 dicembre 2012

da Rita Bernardini

Questa è carina. Mi chiama un funzionario della Digos per dirmi che deve notificarmi un atto (già so di cosa si tratti... devono comunicarmi che sono INDAGATA per la disobbedienza civile sulla CANNABIS TERAPEUTICA del 9 novembre scorso).
Mi dice "dove gliela notifichiamo?". Io rispondo di essere al Partito Radicale, ma che possono notificarmela alla Camera a partire dalle ore 12.15. Lui mi risponde "Non sarebbe meglio lì al Partito?" e io replico "meglio alla Camera dei Deputati" e lui "ma è più complicato..." E io "appunto".

mercoledì 7 novembre 2012

lo Stato di Washington e quello del Colorado votano per la legalizzazione della marijuana per "uso ricreativo".

Referendum, l'America dice si alla marijuana e alle nozze gay Ondata liberale nelle urne: lo Stato di Washington e quello del Colorado votano per la legalizzazione della marijuana per "uso ricreativo". Il Massachusetts solo per "fini terapeutici". Via libera ai matrimoni omosessuali negli Stati di Washington, Maryland e Maine. Bocciata invece in California l'abolizione della pena di morte (ansa)
 - Lo Stato di Washington e del Colorado dicono sì alla legalizzazione della marijuana per "uso ricreativo". Dai referendum americani arriva una ventata liberale: dopo "l'uso terapeutico" (già dal 2009 legalizzato in Colorado, facendo di Denver una sorta di mecca per l'acquisto di cannabis curativa) ora sarà possibile possedere erba anche senza ricetta. In sostanza fumarsi una canna non sarà più un reato, e neanche portarsela in giro. Basterà averne meno di un'oncia, l'equivalente di circa 28 grammi (una soglia abbastanza alta), per non incorrere in alcuna sanzione. Anche in Massachusetts si è votato sull'uso della marijuana, ma il referendum riguardava l'uso terapeutico. Gli elettori chiamati in questa tornata elettorale si sono espressi a favore della legalizzazione, con il 63% dei consensi. Il referendum eliminerà le pene civili e penali per quei pazienti che useranno la marijuana a scopo curativo, ma il paziente dovrà ottenere una certificazione da parte di un medico e dovrà iscriversi in un'apposita lista. In ballo non c'era solo la questione droga: i 176 referendum su cui si è votato toccavano temi molto accesi e anche curiosi. Dai matrimoni gay, passando per l'uso obbligatorio dei preservativi nei film porno e i finanziamenti all'aborto. Risultato importante per i diritti degli omosessuali a Washington, Maryland e Maine: il referendum approva i matrimoni omosessuali. È la prima volta che viene dato il via libera ai matrimoni gay in un referendum. La Florida ha respinto una proposta per proibire l'uso di fondi pubblici per l'aborto per assicurazioni sanitarie che comprendano le interruzioni volontarie della gravidanza. Il 55% ha votato contro il cosiddetto Emendamento 6 e solo il 45% a favore. In contrasto con la ventata liberal degli altri referendum, arriva invece il voto della California sulla pena di morte: gli elettori hanno detto no alla sua abolizione. (07 novembre 2012)

Da "La Repubblica.it"

lunedì 5 novembre 2012

9 NOVEMBRE MANIFESTAZIONE PRO CANNABIS TERAPEUTICA A MONTECITORIO


Venerdì 9 novembre, dalle 11.00 alle 14.00, si terrà a Piazza Montecitorio, nel centro di Roma, una Manifestazione antiproibizionista per chiedere l’accesso alla cannabis per motivi terapeutici.
Oltre a rivendicare l’uso della cannabis per chi soffre, la mobilitazione, organizzata davanti alla Camera dei Deputati, mira anche a sensibilizzare il Governo al fine di ottenere la depenalizzazione, per uso personale, della coltivazione della marijuana.