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sabato 13 giugno 2015

Raccolta firme

Testamento biologico e riconoscimento di Rom e Sinti

ALTRE SOTTOSCRIZIONI "ILLUSTRI" AI NOSTRI TAVOLI: PROSEGUE LA RACCOLTA FIRME DI RADICALI SONDRIO


Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


L'iniziativa di Radicali Sondrio sulla proposta di legge per il riconoscimento della minoranza Rom e Sinti (208 firme) e per l'istituzione del Registro dei testamenti biologici nei Comuni (316 firme), nel corso dell'ultimo mese, ha visto aggiungersi alcune adesioni significative. Dopo il Sindaco di Sondrio, anche quello di Morbegno, Andrea Ruggeri, ha sottoscritto il testo a favore di Rom e Sinti, mentre per il testamento biologico hanno firmato il Sen. Jonny Crosio (Lega Nord), il consigliere comunale morbegnese Maurizio Pasina e il consigliere sondriese Filippo Rebai.

Sarà possibile firmare per queste proposte sabato 13 giugno, dalle 9:30 alle 12:30, a Sondrio in piazza Garibaldi (davanti al Bar Sport).


Intanto la Commissione Europea ha formalizzato in una lettera al governo italiano l'accusa di  violazione della direttiva 2000/43/CE che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dall’origine etnica. L’articolo 3 della direttiva vieta la discriminazione in materia di “accesso a beni e servizi e alla loro fornitura, incluso l’alloggio”.  Ora, nella Capitale - come in altre città italiane - per accedere alle graduatorie delle case popolari o affitti agevolati, vengono escluse le persone che vivono nei villaggi attrezzati, anche se cittadini italiani. Questa esclusione, che comprende principalmente i residenti dei campi per rom, ha innescato il circolo vizioso dell’emergenza abitativa e dunque la necessità del “sistema campi”. Solo nel 2013 il Comune di Roma ha speso 25 milioni di euro per la gestione di campi dove vivono appena 1200 famiglie. Al contrario tutti i progetti europei di inserimento abitativo sono stati finanziati attraverso fondi europei destinati all’integrazione sociale dei cittadini Rom, ma il nostro Paese non ha mai fatto richiesta di questi fondi UE, preferendo spendere milioni di euro dei cittadini italiani per la politica illegale di segregazione razziale nei campi. Peraltro in Italia i cittadini Rom, Sinti e Camminanti rappresentano lo 0,2% della popolazione, cioè circa 170 mila individui (una delle percentuali più basse in Europa): di questi, solo il 2-3% pratica ancora forme di nomadismo (secondo una indagine condotta dal Senato). 40 mila vivono in campi, i restanti in abitazioni, eppure oltre I`80% degli italiani continua a ritenere che Rom e Sinti siano «nomadi».


Dopo la risposta del governo ora è in corso un'indagine, al termine della quale, la Commissione potrà avviare una procedura di infrazione con la messa in mora. Nell'eventualità di una condanna dovremmo scegliere se pagare ogni anno una salatissima multa europea per non aprire le liste anche alle persone rom residenti nei campi, oppure accedere alle linee di finanziamento europeo che possano pagare interamente tutti i progetti di inserimento sociale tra cui case popolari e aiuto all’affitto come è stato già fatto in altri paesi europei.

Peste gialla in Valtellina

Stampa libera, ma non troppo

NELLE REDAZIONI DE LA PROVINCIA E IL GIORNO CON QUESTO COMUNICATO STAMPA PROVOCATORIO


Claudia Osmetti
cla.osmetti@gmail.com


Sabato scorso (6 giugno 2015) una delegazione di Radicali Sondrio si è presentata alle redazioni valtellinesi de La Provincia di Sondrio e Il Giorno con questo comunicato stampa - manifesto provocatorio:




Si tratta di una prima pagina (ideale, ovvio) del più diffuso quotidiano valtellinese, creata direttamente da noi. Dopo più di un mese di raccolte firme in merito alla proposta di legge sul riconoscimento di Rom e Sinti e l'appello al Comune di Sondrio per l'istituzione del registro del testamento biologico, infatti, i due principali giornali della Valtellina non ci hanno dedicato nemmeno un piccolo box. Neanche una riga, cioè, è stata spesa per informare il cittadini della nostra presenza in piazza. 

Così abbiamo deciso di pensarci noi. E abbiamo consegnato questo comunicato stampa - provocazione direttamente ai direttori dei giornali in questione. Oggi, a distanza di una settimana, qualche piccolo risultato sulla stampa locale lo abbiamo ottenuto. 

mercoledì 15 aprile 2015

In piazza per Rom e testamento biologico

Sindaco di Sondrio firma per il riconoscimento di Rom e Sinti

PROSEGUE LA CAMPAGNA SUL RICONOSCIMENTO DI ROM E SINTI E PER IL TESTAMENTO BIOLOGICO

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com

Continua l'iniziativa di Radicali Sondrio sulla proposta di legge a favore della minoranza Rom e Sinti e per l'istituzione del Registro dei testamenti biologici nel capoluogo: nuovo tavolo di raccolta firme sabato 18 aprile, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19:30, a Sondrio in piazza Campello (lato sud chiesa).

Nel corso della prima uscita di sabato scorso, il Sindaco di Sondrio, Alcide Molteni, ha firmato (foto) per il riconoscimento della minoranza Rom e Sinti, così come il Consigliere provinciale Sandro Sozzani e la Consigliera comunale Floriana Valenti; quest'ultimi hanno anche sottoscritto l'appello sul testamento biologico, al quale ha dato il suo consenso anche il Consigliere comunale Andrea Massera.

Con oltre 12 milioni distribuiti in tutti i Paesi, Rom e Sinti sono la più grande minoranza europea. Non hanno una terra di riferimento, neppure l’India delle lontane origini, e diversamente da altre minoranze non avanzano rivendicazioni territoriali, quindi non hanno mai fatto guerre per per avere una patria, non hanno sedi di rappresentanza, sono cittadini del luogo nel quale vivono: rappresentano perciò il perfetto popolo europeo, ma ciononostante sono il popolo più discriminato d’Europa.

Presenti nel nostro Paese sin dal 1400, sono la minoranza storico-linguistica più svantaggiata e stigmatizzata nonostante gli obblighi internazionali e comunitari dell’Italia e gli interventi di numerose organizzazioni internazionali, tra cui il Consiglio d’Europa, l’OSCE e l’Unione europea. In Italia sono circa 150.000, per oltre la metà cittadini italiani, ma tuttavia continuano a essere considerati fondamentalmente come estranei e nomadi.

Anche per questa irriducibilità all’omologazione, le amministrazioni pubbliche hanno sempre perseguito una politica del contenimento e della marginalizzazione. Eppure la partecipazione di Rom e Sinti alla vita collettiva con il proprio contributo umano e culturale è necessario per superare l’esclusione di un popolo che ha attraversato secoli di discriminazione fino allo sterminio razziale e che non deve rimanere confinato nei ghetti fisici e spirituali, nei quali troppo spesso viene relegato destinandolo all’assistenza e non alla propria responsabilità.

Il testo della proposta di legge intende tutelare il loro patrimonio linguistico-culturale con istituti analoghi a quelli previsti dalla legge del 1999 per tutte le altre minoranze, sanzionare le discriminazioni fondate sull'appartenenza ad etnie minoritarie in attuazione del principio costituzionale di eguaglianza, contrastare i pregiudizi nei confronti di questi gruppi sociali che sono causa della scarsa integrazione e della loro marginalizzazione sociale ed economica.

Quanto al testamento biologico, sulla scia di 135 Comuni (fra cui Milano) e un'intera Regione (il Friuli Venezia Giulia), le 63 firme raccolte in poche ore sull'appello rivolto al Consiglio comunale sondriese testimoniano la volontà diffusa di responsabilizzare l’amministrazione pubblica nella ricezione e validazione gratuita dei biotestamenti al livello più vicino al cittadino, mandando così anche un messaggio molto chiaro al Parlamento in grave ritardo nell'affrontare la questione con una legge nazionale.


mercoledì 8 aprile 2015

Primavera in piazza

Dall'8 aprile campagna per il riconoscimento di Rom e Sinti

RADICALI SONDRIO IN PIAZZA A FAVORE DEI ROM E PER IL TESTAMENTO BIOLOGICO 


Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com

L’8 aprile si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale delle popolazioni Rom, istituita dall’ONU nel 1979.
Quando si parla di Shoah difficilmente si ricorda che anche i Rom e i Sinti furono sterminati sotto il nazismo e che quel genocidio riguardò ben 500.000 persone: i Rom lo chiamo Porrajmos, il «divoramento». Quella persecuzione razziale, purtroppo, non è terminata con la fine della seconda guerra mondiale e, proprio nel nostro tempo, torna ad assumere aspetti che fanno inorridire ma dei quali sembra esserci ben poca consapevolezza istituzionale.
A partire proprio dall’8 aprile, inizia in tutta Italia la raccolta di firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare “Norme per la tutela e le pari opportunità della minoranza storico-linguistica dei rom e dei sinti”, presentata per conto di 43 associazioni rom e sinte e con l'adesione di ARCI, CGIL, UIL, Radicali Italiani e Rifondazione Comunista.
Il testo della proposta di legge intende tutelare il patrimonio linguistico-culturale dei rom e sinti con istituti analoghi a quelli previsti dalla legge del 1999 per tutte le altre minoranze, sanzionare le discriminazioni fondate sull'appartenenza ad etnie minoritarie in attuazione del principio costituzionale di eguaglianza, contrastare i pregiudizi nei confronti di questi gruppi sociali che sono causa della scarsa integrazione e della loro marginalizzazione sociale ed economica.
Radicali Sondrio promuove un primo tavolo di raccolta firme per sabato 11 aprile, dalle 9 alle 12:30, a Sondrio in piazza Campello.
Nella stessa occasione sarà anche possibile sottoscrivere un appello rivolto al Consiglio comunale del capoluogo per l'istituzione del Registro dei testamenti biologici, a partire dalla Proposta di deliberazione di iniziativa popolare in base alla quale il Comune di Milano ha regolamentato la materia nel 2013.

La petizione ricorda come già 133 Comuni (fra cui Milano) e un'intera Regione (il Friuli Venezia Giulia) hanno deliberato l’istituzione di un registro del testamento biologico, risultando operativo quindi per quasi 14 milioni di italiani a livello locale (il 23% della popolazione italiana); in altri 41 Comuni sono state presentate proposte di mozioni o delibere in consiglio comunale e in alcuni casi con la modalità dell'iniziativa popolare.