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lunedì 25 novembre 2013

Referendum & EutanaSIAlegale

I dati dai tavoli di tutto il Paese

SONDRIO E' LA SECONDA PROVINCIA ITALIANA AD AVER RACCOLTO PIU' FIRME PER EUTANASIALEGALE E REFERENDUM


Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com


Non senza un pizzico d'orgoglio (e tanta soddisfazione) RADICALI SONDRIO informa che la Valtellina si è dimostrata, ancora una volta, in prima linea nella difesa dei diritti civili e delle battaglie di Libertà in questo "benedetto, assurdo bel Paese" (come cantava Guccini qualche anno fa). 

Già a fine campagna vi avevamo riferito i dati (positivi) della raccolta firme per i Referendum radicali dei mesi scorsi: mediamente 1.222 sottoscrizioni registrate ai tavoli di RADICALI SONDRIO, un totale di circa 15.000 firme autenticate e oltre 3.000 euro di autofinanziamento raccolto nei mesi da aprile a settembre 2013.

Dal rapporto di EutanaSIAlegale che analizza i dati sui firmatari è possibile notare che, sul totale nazionale di oltre 67.000 firme raccolte e presentate in Parlamento, la provincia di Sondrio si piazza al secondo posto nella classifica relativa al rapporto numero abitanti / sottoscrizioni registrate. Trieste è la prima provincia italiana con 17,5 firmatari ogni 1.000 abitanti, seguita - appunto - da Sondrio (con 5,8 firme) e da Parma e Pordenone (con 3,2 firmatari).

Stesso posto in classifica anche per quanto riguarda la campagna referendaria di quest'estate: sempre Trieste al primo posto (13,61 firme ogni 1.000 abitanti) seguita dalla provincia di Sondrio che qui registra il dato di 6,75 sottoscrizioni ogni 1.000 valtellinesi. Segue in questo caso Teramo con 5,91 firme. 

RADICALI SONDRIO ringrazia tutti quelli che hanno dato il loro contributo in queste occasioni, ricordando ancora una volta che la difesa delle Libertà individuali passa prima dalle piazze e specialmente da quelle di provincia.

Attualmente solo i referendum del pacchetto Giustizia Giusta sono passati al vaglio della Corte di Cassazione con un totale di circa 533mila firme autenticate in tutta Italia. La Corte dovrà esprimersi in merito all'ammissione degli stessi entro le prossime settimane. Vi terremo ovviamente informati.

Qui il rapporto uscito sul sito www.eutanasialegale.it per quanto riguarda la raccolta firme in merito alla proposta di legge di iniziativa popolare in tema di fine vita.

Qui il link per la graduatoria delle sottoscrizioni raccolte nella campagna referendaria dell'estate 2013 (Giustizia Giusta e Cambiamo Noi).


giovedì 2 maggio 2013

Eutanasia, tortura, carceri e droghe


Proposte di legge su eutanasia, tortura, carceri e droghe


SABATO 4 MAGGIO: MOBILITAZIONE STRAORDINARIA PER L'EUTANASIA LEGALE

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


Sabato 4 maggio, in tutta Italia, l'Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani raccolgono le firme per legalizzare l'eutanasia. E' una giornata di mobilitazione straordinaria per avvicinarsi il più possibile all'obiettivo delle 50.000 sottoscrizioni, da portare al più presto in Parlamento, sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e del testamento biologico.

I potenti non vogliono che se ne discuta. La maggioranza dei cittadini, invece, riconosce l'importanza di essere liberi di scegliere, fino alla fine. Ora c'è questo strumento per far cadere il tabù della morte all'italiana, della vergogna e della paura, contro la dignità e il rispetto del malato e di chi lo assiste.


Nell'ambito di questa iniziativa, Radicali Sondrio raccoglieranno anche le firme sulle proposte di legge contro la tortura, a favore della legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri e per la depenalizzazione del consumo delle droghe con la conseguente riduzione dell’impatto penale, promosse da Antigone, Arci, Cgil e da numerose altre associazioni che si occupano del mondo penitenziario e della questione giustizia.

L'appuntamento con i cittadini che vogliono sottoscriverle sarà dunque sabato 4 maggio, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15 alle 19, a Sondrio in piazza Garibaldi, e, con gli stessi orari, a Morbegno in piazza S. Antonio.

I moduli sono inoltre disponibili presso i Comuni di Sondrio, Morbegno, Cosio, Ardenno, Berbenno e Cercino.

venerdì 22 febbraio 2013

Un voto radicale per la lista: AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA'


radicali sondrio


COMUNICATO STAMPA 

UN VOTO RADICALE AL SENATO PER LEGALIZZARE SONDRIO E L'ITALIA. 


DICHIARAZIONE DI GIOVANNI SANSI.

Con l'eliminazione dalla competizione elettorale regionale e per la Camera dei Deputati della lista AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA', che ha posto come obiettivo prioritario quello di interrompere le condizioni di criminalità delle istituzioni lombarde e nazionali, il voto radicale sarà possibile solo per la competizione al Senato, dove sono presenti quei militanti radicali che hanno condotto l'unica lotta politica e giudiziaria di alternativa al sistema di potere Formigoni-Penati-Compagnia delle Opere-Cooperative, avendo scoperto e denunciato la truffa delle firme false del Pdl ed ottenuto le dimissioni di due Consiglieri regionali (uno del Pd, Costanzo, e uno del Pdl, Pozzi), eletti ancorché incandidabili.

Nella lista AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA' per il Senato i candidati locali sono:

GIOVANNI SANSI, iscritto al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale ed alle associazioni Radicali dall'inizio degli anni '90 e da una decina di anni referente locale per il Partito Radicale, ha partecipato attivamente a tutte le campagne elettorali che hanno visto impegnati i Radicali, dalle liste “Bonino-Pannella” alla “Rosa nel Pugno” oltreché alle iniziative politiche referendarie sui diritti civili e le libertà economiche e più recentemente alle manifestazioni per l'amnistia, associandosi al digiuno di Marco Pannella.
FRANCO GIANONCELLI, presidente dell’Associazione “Avanti Diritto”, che per la sua storia, per il suo vissuto, per le sue battaglie è il miglior candidato al parlamento che la provincia di Sondrio possa esprimere per rappresentare la lista “Amnistia Giustizia e Libertà”, che fa dei diritti umani e della giustizia il proprio cavallo di battaglia.

Per la campagna elettorale è stato realizzato un manifesto con l'immagine dei due candidati, affisso in tutta la provincia, dove si chiede provocatoriamente agli elettori: “Vi siete chiesti quanti arrestati, indagati e coinvolti in scandali ci sono stati nel partito che avete votato alle precedenti elezioni? E chi sono coloro che, dal governo e dall’opposizione, hanno accumulato l’attuale spaventoso debito pubblico e consentito lo sfascio della giustizia? Sono quelli che ora chiedono il “voto utile” (certamente per loro) e promettono di cambiare!... se volete crederci ancora...”
Sempre nel manifesto, un rimando al sito di Radicali Sondrio per conoscere “alcune scomode verità sul tribunale di Sondrio”, riguardanti principalmente la gestione della Sezione fallimentare che da trent'anni è coinvolta in scandalosi episodi di saccheggio delle risorse di aziende fallite o fatte fallire e su cui i Radicali hanno promosso ripetute manifestazioni di denuncia.

Giovanni Sansi, a cui l'ottusa burocrazia penitenziaria ha impedito di compiere la visita delle carceri lombarde che si era prefisso con il Consigliere regionale Paola Camillo, ha dichiarato:

“Dopo 25 anni di ripetute condanne delle Corti europee a causa dello sfascio del sistema giudiziario e penitenziario, oggi siamo persino arrivati ad un' ordinanza senza precedenti con cui il Tribunale di Sorveglianza di Padova solleva una questione di incostituzionalità e chiede alla Consulta se vi sia la facoltà di sospendere e rinviare l'esecuzione in carcere della pena di un detenuto non soltanto quand'essa potrebbe determinare «grave infermità fisica» (unico evento oggi contemplato dalla legge), ma anche nei casi in cui verrebbe scontata in condizioni intollerabili di sovraffollamento e dunque si risolverebbe in «trattamenti disumani e degradanti», secondo la definizione della Corte europea dei Diritti dell'uomo di Strasburgo nelle sentenze che hanno condannato già due volte l'Italia per aver lasciato ai carcerati meno di 3 metri quadrati a testa.
E ancora, poche settimane fa, il rapporto annuale dell’EURISPES ci dice che sui diritti civili la stragrande maggioranza degli italiani è molto più avanti della politica: 71,2% di favorevoli alle unioni di fatto, 79,4% alla fecondazione assistita, 63,9% alla pillola abortiva, 77,3% al testamento biologico, 64,6% alla eutanasia. Intanto i vertici dei partiti, che dovrebbero legiferare tenendo conto di questi dati, nei loro programmi ignorano i diritti civili o avanzano proposte del tutto inadeguate. Tutti, tranne i radicali e la lista da loro promossa per le prossime elezioni: Amnistia, Giustizia e Libertà.


Morbegno, 20.02.13 p. RADICALI SONDRIO
Gianfranco Camero
e-mail: gianfrancocamero@gmail.com - tel. 0342610141

venerdì 25 gennaio 2013

Lista di scopo “amnistia giustizia libertà”.

La lista AGL è votabile solo per il Senato della Repubblica, poichè a causa dell'insufficiente numero di firme, non sono state ammesse le liste per la Camera dei Deputati e per la Regione Lombardia.
radicali sondrio

COMUNICATO STAMPA

APPELLO A FIRMARE PER CONSENTIRE LA PRESENTAZIONE DELLE LISTE RADICALI.
I CANDIDATI LOCALI: GIOVANNI SANSI, FRANCO GIANONCELLI E GIANFRANCO CAMERO. 


Nello scorso fine settimana è iniziata anche in provincia di Sondrio la raccolta di firme per consentire la presentazione delle liste “AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA'” promosse dai Radicali.
Sebbene le prime uscite abbiano avuto un riscontro molto positivo da parte dei cittadini, i Radicali rivolgono un appello alla sottoscrizione nel poco tempo che ancora rimane, tenuto conto che i partiti rappresentati nel Consiglio regionale, come ultimo atto della naufragata legislatura, hanno deciso all'unanimità che quelli che avevano denunciato lo scandalo delle firme false e taroccate nella scorsa elezione dovevano raccogliere le firme mentre loro no...
I prossimi appuntamenti saranno a Sondrio (piazza Campello) e Morbegno (piazza S. Antonio e piazza Mattei) sabato 19 gennaio e la mattina seguente.
È inoltre possibile sottoscrivere la lista AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTÀ presso i Comuni di Sondrio (ufficio anagrafe e sportello del cittadino), Morbegno, Cosio Valtellino, Talamona e Traona.
Volutamente “lista di scopo” per rientrare nella legalità dopo 25 anni di ripetute condanne delle Corti europee a causa dello sfascio del sistema giudiziario e penitenziario, con 10 anni per arrivare ad una sentenza definitiva, 9 milioni di processi arretrati, 170mila prescrizioni (di classe) all'anno, 67mila detenuti in 45mila posti regolamentari, il 40% dei reclusi ancora in attesa di giudizio e il 50% di questi che risulterà innocente...

I candidati locali inseriti nelle liste sono:

per il Consiglio regionale ed il Senato

GIOVANNI SANSI, 45 anni, artigiano falegname, iscritto al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale ed alle associazioni Radicali dall'inizio degli anni '90.
Da una decina di anni referente locale per il Partito Radicale, ha partecipato attivamente a tutte le campagne elettorali che hanno visto impegnati i Radicali, dalle liste “Bonino-Pannella” alla “Rosa nel Pugno” oltreché alle iniziative politiche referendarie sui diritti civili e le libertà economiche e più recentemente alle manifestazioni per l'amnistia, associandosi al digiuno di Marco Pannella.
Promotore di ripetute manifestazioni di denuncia riguardanti la gestione della Sezione Fallimentare del Tribunale di Sondrio che da trent'anni è coinvolta in scandalosi episodi di saccheggio delle risorse di aziende fallite o fatte fallire, ha difeso la libertà di stampa contro chi non tollera la critica civile all'operato della magistratura e visitando in diverse occasioni il carcere cittadino ha segnalato la situazione di sovraffollamento e la scarsità di attività riabilitative nonché l’inutilità, per i detenuti e per la società, della reclusione.
Convinto sostenitore della necessità dell'autofinanziamento della politica, è da sempre contrario ai finanziamenti pubblici ai partiti, ai sindacati e alle chiese, attivandosi per raccogliere fondi all'insegna del motto “o li chiedi o li rubi”.

per il Senato


FRANCO GIANONCELLI, presidente dell’Associazione “Avanti Diritto”, che per la sua storia, per il suo vissuto, per le sue battaglie è il miglior candidato al parlamento che la Provincia di Sondrio possa esprimere per rappresentare la lista “Amnistia Giustizia e Libertà”, che fa dei diritti umani e della giustizia il proprio cavallo di battaglia.
La sua storia inizia nel 1997 con l’iniquo fallimento della propria azienda, che chiude e i dipendenti vengono licenziati. Perde il suo patrimonio frutto di anni di sacrifici di più generazioni. La salute e il cuore ne risentono (è portatore di pace maker).
Ma poiché crede nella giustizia e si fida delle istituzioni non ci sta. Con uno scatto d’orgoglio inizia a combattere con dignità e determinazione quella che negli anni diventerà una sempre più ardua battaglia.
Lo fa per avere ristoro dei torti subiti, per ridare credibilità alla propria azienda, nell’interesse di quegli stessi creditori in nome dei quali il fallimento è stato dichiarato e che a distanza di oltre quindici anni stanno ancora aspettando di ricevere un euro.
Si sono susseguite cause civili, denunce penali, sensibilizzazioni a mezzo stampa. È stato quasi tutto inutile. Le sue domande sono state sistematicamente rigettate, le sue denunce archiviate e le informazioni a mezzo stampa punite. Eppure la sua vicenda ha consentito di far scorgere uomini e fatti, interni al sistema giudiziario della provincia di Sondrio, che usano la giustizia come strumento e paravento per interessi personali, con una continuità inquietante, come denunciano i radicali dal 1987, dalla campagna che contribuì alle dimissioni dalla magistratura del Presidente del Tribunale di Sondrio Luigi Minotta, indagato per interesse privato in atti d’ufficio.
Ecco perché alla veneranda età di ottant’anni ha accettato di candidarsi al parlamento per mettere la sua esperienza al servizio di tutti.

per la Camera

GIANFRANCO CAMERO, radicale sin dalla tenera età, vittima delle “ultimarie” che, diversamente dalle più note primarie, investe della candidatura il perdente ovvero chi meno di altri riesce a trovare giustificazioni per sottrarsi: così forse non si seleziona il migliore, ma sicuramente si sceglie il più “disinteressato”.

Morbegno, 16.01.13 p. RADICALI SONDRIO

Gianfranco Camero

e-mail: gianfrancocamero@gmail.com - tel. 0342610141

domenica 13 gennaio 2013

Giovanni Sansi

Tante sottoscrizioni alla lista regionale Amnistia, Giustizia e Libertà

OTTIMO INIZIO PER GIOVANNI SANSI, CANDIDATO ALLE REGIONALI

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com


Il significativo afflusso di sottoscrittori ai tavoli per la lista regionale AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA'  ha dimostrato, nonostante la scarsa informazione sui media più influenti, che  le iniziative promosse dai RADICALI riscontrano tra i cittadini un interesse notevole.
In un solo giorno infatti sono state raccolte, in provincia di Sondrio, 184 firme pari al 37% del totale necessario per la presentazione della lista regionale in provincia. Siamo pronti, e ci auspichiamo al più presto, a partire con la sottoscrizione sulle liste nazionali.

martedì 25 dicembre 2012

A volte ritornano

Ineleggibile per il Tribunale

COSTANZO, PROMEMORIA PER GLI ELETTORI DEL PD 

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com



Angelo Costanzo risulta essere candidato alle primarie del PD, che si terranno sabato 29 dicembre per scegliere i designati a far parte delle liste per le prossime elezioni parlamentari.

Già consigliere regionale del PD, a seguito di un ricorso presentato dai Radicali, è stato dichiarato ineleggibile il 12 gennaio 2012 dal Tribunale di Milano che ha accertato la sua continuità nello svolgimento della funzione di Consigliere di Amministrazione dell'ALER sondriese (Azienda Lombarda per l'Edilizia Residenziale) ben oltre la scadenza stabilita dalla legge nel caso di candidati alle elezioni regionali che siano amministratori di enti controllati dalla Regione, violando la norma che intende tutelare il principio di uguaglianza fra i candidati, escludendo dalla competizione elettorale quei soggetti che per la loro particolare posizione o incarico potrebbero influenzare la volontà degli elettori.

Il 12 luglio scorso la Corte d'Appello dello stesso Tribunale ha respinto il suo ricorso, dichiarandolo decaduto dalla carica di Consigliere con sentenza immediatamente esecutiva, divenuta poi definitiva in mancanza di ulteriore ricorso.

A partire dalla trattazione del suo caso nella Giunta delle elezioni in Regione - risolta con uno scambio di favori per salvare la poltrona di un esponente del Pd, appunto Costanzo, e uno del PdL , Giorgio Pozzi (poi decaduto), egualmente ineleggibile per analogo motivo – l'ex consigliere ha cercato in tutti i modi di anticipare le proprie dimissioni dall'ALER, rettificando l'autocertificazione presentata in Regione e persino la presenza ai CdA, nonché le registrazioni in Camera di Commercio, il tutto con la complicità del Presidente dell'ALER, Gildo De Gianni (Lega). E questo per evitare di lasciare il seggio non ad un avversario politico bensì ad un “compagno” di partito di un'altra provincia a cui l'ha sottratto, illegittimamente, per oltre due anni!

In una recente intervista ad un settimanale locale, Angelo Costanzo ha dichiarato: “La mia presenza in quel CdA non ha influito in nessun modo sulla mia elezioni. Un errore che ho pagato a caro prezzo. Per questo ho la coscienza a posto.”

A noi piace ricordare che sulla questione della mancanza di verità sono stati mandati a casa non solo candidati ma anche Presidenti statunitensi.

I Radicali sondriesi offrono questo promemoria agli elettori ed ai dirigenti del PD, preannunciando che per quanto ci sarà possibile continueremo, anche nel corso della campagna elettorale, a richiamare questa vicenda di malcostume politico.

sabato 22 dicembre 2012

Firme Pdl


Esposto sulle firme del Pdl alle regionali del 2010

I RADICALI CHIEDONO UN PRONUNCIAMENTO DELLA MAGISTRATURA PRIMA DELLA PRESCRIZIONE

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


I Radicali sondriesi si sono rivolti con una lettera al Procuratore della Repubblica per sollecitare una risposta alla richiesta di accesso agli atti, inoltrata con un'istanza del 3 ottobre scorso, e riguardante un esposto in materia elettorale che ha dato origine ad un'indagine il cui fascicolo risulta essere ancora pendente.

Si tratta di una segnalazione riguardante presunte irregolarità commesse dal PdL nella raccolta delle firme a sostegno del candidato della circoscrizione provinciale, in occasione delle scorse elezioni regionali del 2010, depositata dai Radicali alla Procura della Repubblica in concomitanza con la presentazione delle liste.
Nello specifico si dava notizia che su 1.328 firme computate come valide ben 1.300 erano state raccolte a Sondrio il solo venerdì 26 febbraio (ultimo giorno di raccolta), come risultava dalle autenticazioni apposte in calce ai 68 moduli che le contenevano. L'altro aspetto degno di nota era la straordinaria prestazione dell'unico autenticatore, il consigliere provinciale Alberto Pasina (PdL), che per compiere questa impresa titanica si era stimato che avesse impiegato perlomeno 43 ore consecutive, per far fronte alla supposta ressa dei sostenitori confluiti a Sondrio, da Livigno a Chiavenna, come risultava agli atti.

Inoltre erano state riscontrate una serie di irregolarità formali - come ad esempio ben 676 certificati che attestavano l’iscrizione nelle liste elettorali dei relativi firmatari che erano stati rilasciati dai rispettivi Comuni in data precedente alla stessa sottoscrizione! - riguardanti 988 firme, numero più che sufficiente per invalidare la presentazione della lista.

Ora, in prossimità di una nuova competizione elettorale regionale, sebbene il PdL e gli altri partiti presenti nel Consiglio lombardo abbiano pensato bene di esentarsi dall'onere della raccolta delle firme, i Radicali sondriesi ritengono legittimo richiedere un pronunciamento sulla vicenda dei competenti organi giudiziari, che nel frattempo hanno potuto raccogliere gli elementi di giudizio necessari, prima che eventualmente il fascicolo in questione finisca fra i circa 200 mila casi di prescrizione annua.

mercoledì 5 dicembre 2012

da Rita Bernardini

Questa è carina. Mi chiama un funzionario della Digos per dirmi che deve notificarmi un atto (già so di cosa si tratti... devono comunicarmi che sono INDAGATA per la disobbedienza civile sulla CANNABIS TERAPEUTICA del 9 novembre scorso).
Mi dice "dove gliela notifichiamo?". Io rispondo di essere al Partito Radicale, ma che possono notificarmela alla Camera a partire dalle ore 12.15. Lui mi risponde "Non sarebbe meglio lì al Partito?" e io replico "meglio alla Camera dei Deputati" e lui "ma è più complicato..." E io "appunto".

martedì 20 novembre 2012

Presentazione del libro "Certi Diritti che le coppie conviventi non sanno di avere..."


 Gabriella Friso presenterà il libro: "Certi Diritti che le coppie conviventi non sanno di avere..." 
a Tirano  
venerdì 30 novembre,( al posto del previsto 23 novembre),  alle 20.45.
 presso la Libreria il Mosaico  (Indirizzo: Viale Italia, 29, 23037 Tirano Sondrio)

lunedì 19 novembre 2012

Tharcisse Karugarama, Ministro della Giustizia del Ruanda si è iscritto al Partito Radicale

Tharcisse Karugarama, Ministro della Giustizia del Ruanda, in occasione della Conferenza "Science for Peace" a Milano della Fondazione Umberto Veronesi, si è iscritto al Partito Radicale. Dal 2006 Karugarama, ha assunto l'incarico di Ministro della Giustizia, dopo essere stato vicepresidente e presidente della Corte suprema della Repubblica del Ruanda
PROFILO
1979: Laurea in Giurisprudenza (LL.B Hons); Makerere University.
1980: Specializzazione in pratica legale, Law Development Centre, Kampala (Dip. LP).
1983: Diploma di lingua francese (riconoscimento: Honorable), Parigi, Francia. Studente esterno presso l'Alliance Française di Kampala.
1987: Certificato di operatore in ambito sociale; Nsamizi Entebbe, Uganda.
1988-1993: Numerosi certificati in studi sullo sviluppo rurale e delle comunità.
1997: National Centre for State Courts, Washington D.C., USA.
1998: Ecole Nationale de la Magistrature (ENM); Parigi, Francia.
ESPERIENZA LAVORATIVA
In Ruanda
2006 - oggi Ministro della Giustizia e Procuratore Generale, Repubblica del Ruanda;
Luglio 2004 - Luglio 2006: Presidente della Corte Suprema della Repubblica del Ruanda;
Luglio 1999 - Dicembre 2003: Vice Presidente, Corte Suprema del Ruanda;
Giugno 1996 - Luglio 1999: Pubblico Ministero, Corte di Appello, Ruhengeri;
Tre anni come Presidente della Commissione di riforma legale del Ruanda, e al contempo Vice Presidente, Corte Suprema;
Breve incarico per il film documentario della CNN Rwanda Cry Justice;
Due anni come Co-ordinatore del Progetto Lutheran World Federation (LWF) nella provincia di Umutura
All'estero
1980 – 1984 Procuratore di Stato, Ministero della Giustizia, Uganda
1984 – 1987 Programme Assistant, UNHCR, Kampala, Uganda
1988-1994, District Projects Officer (DPO), SWIP/UNICEF, Uganda

sabato 3 novembre 2012

Report


Il team Gabanelli

"IL PAPA RE", AL SECOLO ROBERTO FORMIGONI, IN ONDA DOMENICA 4 NOVEMBRE 

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com



Gentili telespettatori, vi comunichiamo che domenica 4 novembre alle 21.30 andrà in onda la nuova puntata di Report che si si intitola: "IL PAPA RE" ed è a cura di Alberto Nerazzini.

Roberto Formigoni, il presidente di Regione più longevo d'Italia, cade dopo quasi diciott'anni di governo ininterrotto perché un'onda giudiziaria senza precedenti travolge lui, la sua giunta e il Consiglio. È l'epilogo di una legislatura sciagurata, nata con lo scandalo delle firme false per la presentazione della lista Formigoni e che in soli due anni e mezzo è riuscita a offrire un compendio davvero variegato di inchieste e accuse di reato, «una sorta di olimpiade della corruzione, o comunque della malversazione e della cattiva politica», per usare le parole del consigliere di opposizione Civati. Ma la fine dell'ennesima legislatura formigoniana segna anche l'epilogo dell'uomo politico? Oppure Formigoni è già pronto per una nuova stagione? Magari con un nuovo partito?

L'inchiesta «Il Papa Re» racconta il fenomeno politico Formigoni, tornando alle origini del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione fondato da Don Giussani e racconta il suo braccio politico, il Movimento Popolare creato proprio da Formigoni. Parla dei rapporti poco noti tra CL e Berlusconi, con testimonianze inedite. Racconta gli sviluppi delle nuove inchieste che lo riguardano o lo sfiorano, ritorna su quelle chiuse del recente passato. Perché «Il Papa Re» indaga anche sull'entourage di Formigoni, sugli uomini del Presidente che erano indagati ieri e sono indagati oggi; esplora il riservato e misterioso mondo dei memores domini, l'associazione di monaci laici a cui da 42 anni appartiene Formigoni e che raggruppa i ciellini dedicati totalmente a Dio, nel rispetto della promessa di obbedienza, povertà e verginità.

L'inchiesta di Report in onda domenica 4 novembre, realizzata da Alberto Nerazzini, indaga su un sistema politico e di potere che supera i confini della Lombardia, con le sue ramificazioni nel sistema economico, nell'educazione, e con la sua decennale trasversalità. Con interviste inedite, per esempio, svela i protagonisti dell'ultima inchiesta della Procura di Milano che coinvolge i vertici della Compagnia delle Opere di Bergamo e, ancora una volta, sfiora il «Papa Re». 

mercoledì 17 ottobre 2012

Mozione Generale

L'approvazione del Comitato Nazionale 

IL TESTO INTEGRALE DELLA MOZIONE DI RADICALI ITALIANI DELL'OTTOBRE 2012






Di seguito il testo integrale della mozione generale presentata dal Segretario di Radicali Italiani Mario Staderini e dal Tesoriere Michele De Lucia, e approvata dal Comitato Nazionale.

Il Comitato nazionale di Radicali Italiani, riunitosi a Roma il 12, 13 e 14 ottobre 2012, ascoltate le relazioni del Segretario e del Tesoriere, le approva.
Il Comitato rivendica come, grazie alla pluridecennale esperienza e alla continuità delle lotte per la legalità degli appuntamenti elettorali e per la pubblicità dei momenti istituzionali e dell’utilizzo delle risorse pubbliche, i Radicali sono stati precursori e determinanti nell’innescare il processo di crisi e disgregazione dei blocchi di potere partitocratico che hanno stravolto e corrotto l’istituto della Regione, a partire dal Lazio di Renata Polverini e dalla Lombardia di Roberto Formigoni. Una verità che i media di regime hanno sistematicamente nascosto agli italiani e quasi sempre falsificato, negando la natura “altra” della storia e del vissuto radicale.
Si aggrava, in questo modo, la censura e la rimozione sistematica delle campagne politiche radicali che è alla base anche della grave situazione economica e organizzativa del Movimento, al punto da metterne gravemente in discussione la stessa possibilità di continuare ad operare oltre la data stabilita per la tenuta dell’XI Congresso, convocato a Roma dal 1° al 4 novembre.
Il Comitato impegna gli organi dirigenti a integrare il documento “La Peste italiana” con specifici approfondimenti, in particolare per quanto riguarda la denuncia dell'illegalità del processo democratico e della giurisdizione, al fine di restituire memoria sulla continuità e sulla durata di alcuni dei fronti di resistenza più significativa e per meglio armare le lotte future.
Il Comitato denuncia i tentativi in corso –rispetto ai quali il Presidente della Repubblica è purtroppo inerte e non esente da responsabilità- per mantenere il carattere antidemocratico delle prossime elezioni, a partire dalla fase di presentazione delle liste,  le cui condizioni si prefigurano identiche a quelle che hanno determinato, da ultimo, i casi di illegalità conclamata nelle elezioni regionali.  Ma, soprattutto, l’annunciata, pervicace volontà di modificare le regole del gioco a poche settimane dal voto - in aperto contrasto con il principio di stabilità delle leggi elettorali elaborato a livello di Consiglio d’Europa e riconosciuto dalla Corte europea dei diritti dell’uomo - pone la Repubblica al di fuori di ogni standard internazionale. 
Il Comitato sostiene l’iniziativa nonviolenta condotta dal 18 settembre dal deputato radicale Maurizio Turco affinché i cittadini siano almeno informati di questa realtà e impegna gli organi dirigenti a proseguire nelle iniziative politiche e giudiziarie volte all’affermazione del principio “conoscere per deliberare” e alla riparazione in favore degli italiani di quanto sinora negato dal servizio pubblico radiotelevisivo, in primo luogo con la cancellazione per quattro anni delle tribune politiche, obbligatorie per legge.
Il Comitato, considerata l'opportunità di fare tesoro persino di elezioni truccate per creare nuove occasioni di lotta politica e di denuncia del carattere di delinquente professionale dello Stato italiano, dà mandato agli organi dirigenti: 
  • nell'immediato, di predisporre delle liste radicali per la legalità sulle quali iniziare da subito a raccogliere firme –con un tavolo simbolico in piazza del Quirinale- e così avvertire i cittadini che il processo elettorale è di già iniziato, in quanto la legge fissa in sei mesi precedenti al termine di deposito delle liste il momento a partire dal quale vanno raccolte le oltre 160 mila sottoscrizioni necessarie per partecipare alle elezioni politiche;
  • di operare assieme ai soggetti della “galassia” per la predisposizione di liste radicali per le elezioni, sia politiche nazionali che regionali e locali; tali liste dovranno essere aperte alle personalità e ai militanti di ogni provenienza politica e civile che si riconoscono negli obiettivi di alternativa radicale, nonviolenta e democratica. Il Comitato rivolge un urgente appello perché tali personalità e militanti, a partire dai protagonisti della lotta per la legalizzazione della giustizia e del carcere, partecipino con pieno diritto al Congresso;
  • di depositare in Corte di Cassazione i quesiti referendari sinora predisposti e quelli che si riusciranno a preparare. Queste proposte, da presentare a Congresso invitando singole personalità e organizzazioni disponibili ad esserne copromotori, dovranno essere tali da esprimere  un programma di governo alternativo;
  • di avviare l’urgente mobilitazione di tutte le forze militanti per consentire l’avvio in contemporanea della campagna di raccolta firme per le elezioni e della campagna referendaria, con una selezione dei quesiti già depositati.
Il Comitato, inoltre, prende atto della scelta di Bersani, Nencini e Vendola di procedere congiuntamente alla stesura di una “carta d’intenti”, escludendo totalmente il movimento radicale e referendario; una scelta che, pur non sorprendendo, appare quanto mai scandalosa, sia nel metodo con il quale quegli apparati hanno tagliato fuori dalla decisione i loro stessi dirigenti e militanti, sia nel merito di una continuità con il peggio delle tradizioni trasformiste e togliattiane.
Il Comitato saluta e ringrazia le 1.611 persone – 1.148 iscritti e 463 contribuenti – che hanno deciso di sostenere il Movimento per il 2012, per un autofinanziamento complessivo di 203mila euro, e si appella a tutti gli iscritti e ai militanti affinché si mobilitino, assieme agli organi dirigenti, per la raccolta di almeno duecento nuovi iscritti, o l’equivalente in contributi, entro la tenuta del Congresso stesso.
Il Comitato, infine, saluta le oltre 300 mila firme raccolte sugli otto referendum di "Roma Sì muove" che rappresentano uno straordinario patrimonio di partecipazione ed entusiasmo oltre che la migliore risposta al malaffare partitocratico,  e ringrazia le centinaia di volontari che hanno organizzato banchetti referendari durante i mesi estivi nonostante gli ostacoli frapposti dall'assenza di legalità, dai media di regime e dagli apparati di quelle forze politiche e sociali che hanno vissuto con timore la prospettiva di dare voce, attraverso i referendum, a quei cittadini che hanno costantemente ingannato.

sabato 13 ottobre 2012

Cappato & Federic

Il Presidente dei Radicali federalisti europei e il membro della Direzione nazionale dei Radicali italiani 

SEA-SERRAVALLE: "COMUNE E PROVINCIA VENDANO INSIEME TUTTE LE QUOTE PER CREARE LA CITTA' METROPOLITANA DELLA MOBILITA' SOSTENIBILE" 

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com


"Invece di perdersi nell'ingegneria finanziaria, appesantiti da diffidenze politiche e interessi di bottega contrastanti, il Comune e la Provincia di Milano dovrebbero unire le proprie forze per realizzare una grande operazione che liberi risorse per rilanciare l'economia milanese e lombarda. Proponiamo a Pisapia e Podestà di mettersi assieme per vendere la totalità delle quote pubbbliche di Serravalle e di SEA, attraverso due gare internazionali -una per Serravalle e una per SEA- dismettendo sia le quote del Comune che quelle della Provincia. In questo modo si massimizzerebbe l'introito per i due Enti pubblici, i quali potrebbero ridurre tasse e debito, e assieme investire per un grande piano di infrastrutture ecologiche per i trasporti. In questo modo Milano anticiperebbe nei fatti la creazione di una "Città metropolitana della mobilità sostenibile".

giovedì 11 ottobre 2012

Firmigoni

Formigoni condannato per diffamazione ai Radicali nelle elezioni regionali del 2010

FIRME FALSE, FORMIGONI CONDANNATO A RISARCIRE 110 MILA EURO AI RADICALI

Luigi Ferrarella

MILANO - Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni è stato condannato dalla giudice Carmen D’Elia a 900 euro di multa e 110 mila euro di risarcimento per aver diffamato i Radicali della lista Bonino-Pannella, nelle persone del candidato alle elezioni regionali 2010 Marco Cappato e di Lorenzo Lipparini, tacciandoli di aver partecipato a una macchinazione finalizzata a escludere il centrodestra dalle elezioni regionali 2010. Il risarcimento è così costituito: 50mila euro a Marco Pannella come rappresentante della lista, 30 mila euro a testa ai due militanti.

LA REAZIONE - «Quando c'è di mezzo Formigoni si innovano anche le leggi», ha commentato a caldo il governatore lombardo. «È la prima volta - ha esclamato - che un tribunale mette bocca in una polemica tra politici. È una sentenza che istituisce un precedente».

LE ACCUSE - La sentenza è la conseguenza della reazione-boomerang di Formigoni un anno fa all'emergere (su input dei Radicali) di firme false nella presentazione della sua lista alle elezioni regionali 2010. In dichiarazioni a quattro quotidiani, il 5 marzo 2010 Formigoni non solo si difese, ma si azzardò a ribaltare le accuse, addebitando ai Radicali d'aver «potuto compiere qualsiasi atto manipolativo, compresa la sottrazione di documenti» in tribunale; in particolare avanzò il sospetto che, essendo «rimasti 12 ore da soli con in mano penne e borse» a controllare i registri, avessero «potuto manipolare le liste, correggerle, spostare i documenti come volevano», al punto che «51 certificati, a una prima verifica segnalati come presenti, dopo la visita dei Radicali non c' erano più».

FIRME EFFETTIVAMENTE FALSE - Questa ricostruzione per il pm Mauro Clerici si è rivelata falsa. Come le 926 firme effettivamente false senza le quali le sue liste nel 2010 non avrebbero potuto presentarsi al voto e raccogliere 2 milioni e 700 mila suffragi contro il candidato pd Filippo Penati: vicenda per la quale il pm Alfredo Robledo ha chiesto il rinvio a giudizio» di un nugolo di consiglieri provinciali Pdl, della responsabile elettorale Pdl Clotilde Strada, e (come istigatore) dell'allora coordinatore Pdl e oggi presidente della Provincia di Milano Guido Podestà.

I RADICALI - «Un giudice ha riconosciuto l'onore ai radicali. Noi da 10 anni denunciamo in tutta Italia come i partiti raccolgono le firme». È il commento di Marco Cappato, esponente radicale, sulla sentenza del Tribunale di Milano.

mercoledì 10 ottobre 2012

Diffamazione contro i Radicali

Domani la Sentenza

LA LUNGA NOTTE DI FIRMIGONI

Lorenzo Lipparini
www.lorenziolipparini.it




Milano, 10 ottobre 2012 -   Domani, giovedì 11 ottobre, alle ore 14.30, si terrà presso la IV sezione penale bis del tribunale di Milano l'ultima udienza del processo che vede imputato il Presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni per diffamazione nei confronti dei Radicali Marco Pannella, Marco Cappato e Lorenzo Lipparini. Il processo riguarda le dichiarazioni di Formigoni sulle firme false presentate a sostegno della propria candidatura, a suo avviso frutto di un complotto dei Radicali. L'udienza è convocata per ascoltare le repliche delle parti, alle quali seguirà la lettura della sentenza. Il Pubblico Ministero ha chiesto un anno di reclusione per Formigoni e il pagamento di 500 euro, i Radicali il risarcimento dei danni non patrimoniali per 200.000 euro. All'udienza saranno presenti gli esponenti Radicali Marco Cappato e Lorenzo Lipparini, assistiti dall'avvocato Giuseppe Rossodivita. 

mercoledì 11 luglio 2012

Formigoni, Radicali, processo per diffamazione su firme false. Domani requisitoria PM e parte civile.

Prosegue il processo

DOMANI LA REQUISITORIA E LA PARTE CIVILE

Lorenzo Lipparini
www.lorenzolipparini.it



Domani, giovedì 12 luglio, alle 9.30, si terrà presso la IV sezione penale del Tribunale di Milano (ex lavoro) l'udienza del processo che vede il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni imputato di diffamazione a mezzo stampa aggravata per aver accusato i Radicali di aver manomesso le firme da lui presentate per la propria candidatura alle regionali del marzo 2010 (900 delle quali riconosciute false dagli stessi sottoscrittori).

Durante l'udienza si terrà la requisitoria del Pubblico Ministero e quella dell'avvocato di parte Civile, Giuseppe Rossodivita, che difende gli interessi di Marco Cappato, Lorenzo Lipparini e Marco Pannella.