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martedì 31 marzo 2015

Appello di Matteo Ariano a favore dell' etnia Rohingya


Salve a tutti,
vi scrivo per chiedere il sostegno a un'iniziativa che ho iniziato a portare avanti a favore dell'etnia rohingya. I Rohingya sono una minoranza birmana di religione musulmana tra le più calpestate al mondo; ho avuto modo di scriverne su due numeri di "Radical Nonviolent News" (numeri 57-58) 
Avevo intitolato i miei due pezzi "Gli innominabili", perchè il Governo birmano rifiuta di riconoscerne l'identità e, quindi, perfino di nominarli. Per chi volesse approfondire, consentitemi di rinviare ai due articoli già scritti, così da non appesantire troppo questa mail. 

Nel corso di questo mio studio della loro vicenda, sono entrato in contatto con il segretario dell' "European Rohingya Council". Gli ho proposto di predisporre una petizione online per chiedere al Pontefice di compiere un gesto che, sinora, solo Barack Obama ha compiuto: nominare, in pubblico, quest'etnia, pronunciando la parola "Rohingya".
Dopo aver ottenuto l'assenso, da ieri siamo partiti. Ho preparato sulla piattaforma informatica "Change.org" una lettera aperta al Pontefice, in inglese, italiano, francese e spagnolo, in cui, dopo aver illustrato la situazione di quel popolo, gli si chiede di pronunciare, in uno dei suoi discorsi ufficiali, la parola "Rohingya", così da togliere il velo di silenzio su questo popolo. Del resto, i cattolici in Birmania sono essi stessi una minoranza.
Vi chiedo, quindi, compagni, il vostro supporto, anzitutto con una firma, in secondo luogo aiutandomi a diffondere questa petizione, pubblicandola sulla vostra bacheca FB o in qualunque altro modo riteniate opportuno, 
sono aperto a suggerimenti. 
Un saluto,
Matteo Ariano

martedì 10 settembre 2013

Questione Siria

Non c'è pace senza giustizia

IL CONSIGLIO COMUNALE DI TORINO SU INIZIATIVA RADICALE CHIEDE L'ATTIVAZIONE DELLA GIUSTIZIA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN SIRIA

RadicaliSondrio
radicalisondrio@gmail.com

da Radicali Italiani

Ieri sera il Consiglio Comunale di Torino ha approvato un ordine del giorno che ha recepito, tra l'altro, gli emendamenti proposti da Silvio Viale (consigliere comunale PD, Presidente di Radicali Italiani) che chiedono: di sostenere con il Governo italiano e in tutte le sedi nazionali e internazionali la necessità che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite deferisca alla Corte Penale Internazionale chiunque si sia reso responsabili di crimini di guerra o contro l’umanità in Siria; di aderire all’iniziativa di digiuno lanciata da Papa Francesco per domani, sabato 7 settembre; di convocare in audizione i rappresentanti dell’opposizione siriana residenti a Torino per confrontarsi su possibili azioni da intraprendere per sollecitare la comunità internazionale ad un’azione diplomatica più forte, finalizzata a facilitare la transizione verso una democrazia e uno stato di diritto.

Silvio Viale e Giulio Manfredi (Comitato nazionale Radicali Italiani):
Nell'agosto 1995 il Consiglio Comunale di Torino approvò un ordine del giorno di fonte radicale che richiedeva l'attivazione del Tribunale Penale Internazionale sull'ex Jugoslavia contro i serbi Ratko Mladic e Radovan Karadzic per i crimini da loro commessi in Bosnia, in particolare a Sarajevo. Nel settembre 1998 Torino fu la prima città italiana a chiedere l'incriminazione di Slobodan Milosevic per i crimini che stava perpetrando in Kosovo, con una comunità internazionale ancora alla finestra. La storia si ripete perchè non vogliamo imparare nulla dalla storia. Non c'è pace senza giustizia; i radicali lo ripetono ancora oggi sia ai pacifisti ad ogni costo, che, ieri in Bosnia oggi in Siria, non si pongono minimamente il problema di indebolire i dittatori oppressori dei propri popoli sia a chi investe tutte le energie nell'intervento militare senza porsi il problema dell'attivazione della giustizia internazionale.

Conosciamo i rapporti di forza. Siamo consapevoli che Vladimir Putin difficilmente sarà giudicato per i crimini da lui commessi in Cecenia, altrettanto gravi di quelli commessi da Milosevic nell'ex Jugoslavia e da Assad in Siria. Questo non toglie nulla alla necessità ed urgenza di una mobilitazione dell'opinione pubblica internazionale perchè la Corte Penale Internazionale possa, finalmente, essere messa in grado di operare a 360 gradi; per Mladic, Karadzic e Milosevic l'incriminazione rappresentò l'inizio della fine del loro potere. Deve accadere questo anche per Assad.

Torino, 6 settembre 2013

N.B. Oltre un anno fa l'Associazione radicale Adelaide Aglietta ha lanciato un appello per l'incriminazione di Assad alla Corte Penale Internazionale. L'appello puo' essere firmato online: http://www.associazioneaglietta.it/