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domenica 26 gennaio 2014

Inaugurazione dell'Anno giudiziario

Sabato 25 gennaio

ANCHE RADICALI SONDRIO A MILANO PER CHIEDERE LA LEGALITA' DELLA SITUAZIONE VALTELLINESE

Claudia Osmetti
cla.osmetti@gmail.com


Si è svolto ieri mattina (sabato 25 gennaio 2014) dalle 8.30 alle 12.30 il presidio radicale davanti al Palazzo di Giustizia di Milano in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario a cui ha partecipato anche una delegazione di Radicali Sondrio e dell’Associazione Avanti Diritto.

Dal 1987 Radicali Sondrio è impegnato nella campagna sulla legalità del tribunale valtellinese: in quell’occasione, e a seguito di indagini formali, si arrivò alle dimissioni dell’allora presidente del tribunale di Sondrio in carica. Oggi il caso più eclatante è quello della s.n.c. Gianoncelli: un fallimento durato 16 anni nel quale è stato approvato un solo piano di riparto verso i ceditori e per importi minimi.  Le restanti risorse, infatti, sono state destinate alle spese legali per la copertura delle cause intentate dal curatore fallimentare nei confronti di soggetti estranei al fallimento. Eppure le denunce penali relative alla violazione della legge fallimentare e alle irregolarità delle procedure seguite sono state tutte archiviate o per esse è stata proposta l’archiviazione senza nessuna indagine formale.

Radicali Sondrio denuncia da decenni come all’interno del tribunale di Sondrio sussistano situazioni di grave incompatibilità che dovrebbero essere rimosse. Per questo anche a Milano in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario  abbiamo chiesto riferendoci direttamente al ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, di aprire articolate inchieste sulle modalità di conduzione delle procedure fallimentari e sulle archiviazioni delle numerose denunce ad esse collegate e di accertare se sussistano incompatibilità tali da richiedere il trasferimento d’ufficio di alcuni giudici.

Siamo qui a Milano per dire che la giustizia che non funziona si ripercuote anche in realtà piccole, come succede a Sondrio” ha commentato ai microfoni di Radio Radicale Giovanni Sansi di Radicali Sondrio. “Una giustizia malata coinvolge tantissime persone anche in Provincia. Il nostro tribunale non funziona come dovrebbe in un paese civile, siamo qui per ribadirlo”.

Nel corso della manifestazione è intervenuto il tesoriere del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito (PRNTT), Maurizio Turco, che ha preso parola durante l’a cerimonia all’interno della Corte di Appello; mentre fuori dalla sede del Tribunale una ventina di militanti hanno manifestato sottolineando l’urgenza del provvedimento di amnistia. Tra gli altri era presente anche il tesoriere di Radicali Italiani, Valerio Federico. Hanno partecipato anche i militanti e i dirigenti dell’Associazione Radicali Milano – Enzo Tortora.

Maurizio Turco ha sottolineato la condizione di flagranza in cui verte lo Stato italiano in materia di carceri e trattamento inumano dei propri detenuti: “Il disastro non è annunciato, il disastro è in atto. Lo dicono i numeri mostruosi dei processi arretrati civili e penali: a milioni di cittadini non si rende il servizio giustizia se è vero com’è vero che una giustizia ritardata è una vera e propria giustizia negata”. Ha quindi ricordato come non è per noi radicali un problema economico a cui lo Stato dovrà far fronte, non è un problema di bilanci e risarcimenti ma di diritto e di legalità che ogni giorno viene palesemente violata”. “L'amnistia e l'indulto sono i presupposti necessari per poi procedere a una non più rinviabile e profonda riforma del sistema giustizia”. “È chiaro - ha concluso poi Turco - che quando oggi viene emesso un ordine di esecuzione della pena vi è la certezza e l'accettazione del rischio che quella pena verrà eseguita in condizioni inumane e degradanti, sarà privazione della dignità dell'essere umano, sarà altro dalla pena della reclusione, sarà illegale. Di fronte a questo stato di cose la giurisdizione non può continuare a far finta di nulla”.


Qui il volantino distribuito durante la manifestazione con tutti gli specchietti sul “caso Gianoncelli” e la situazione attuale del tribunale di Sondrio.




venerdì 24 gennaio 2014

Inaugurazione dell’Anno Giudiziario

Sabato 25 gennaio

MOBILITAZIONE SULLE CARCERI E PER LA GIUSTIZIA: RADICALI SONDRIO A MILANO PER LA LEGALITA'

Gianfranco Camero, Claudia Osmetti
gianfranco.camero@gmail.com; cla.osmetti@gmail.com


Sabato 25 gennaio dirigenti e militanti radicali presenzieranno in tutta Italia alle inaugurazioni dell’Anno Giudiziario che si terranno presso le Corti d’Appello. Lo faranno sia partecipando alle cerimonie ufficiali con loro interventi, sia all'esterno con sit-in in cui esporranno striscioni e manifesti sull’amnistia.
L’obiettivo della campagna – che vede da anni in prima fila il leader Marco Pannella con i suoi prolungati scioperi della fame e della sete – è quello dell'Amnistia per la Repubblica, per la fuoriuscita del nostro Stato dalla condizione indiscutibile di flagranza criminale per la sua reiterata, ultradecennale violazione dei diritti umani fondamentali sanciti dalla Costituzione italiana e tutelati dalla Convenzione Europea, in relazione al divieto di tortura e ai trattamenti inumani e degradanti nonché all’irragionevole durata dei processi.
Una delegazione di Radicali Sondrio e dell'Associazione Avanti Diritto sarà presente alla manifestazione che avrà luogo presso la Corte d'Appello di Milano con l'intento di riproporre, anche in quella sede, lo specifico tema della mancanza di legalità al Tribunale di Sondrio.
In proposito, si ricorda come, nel gennaio 1987, i Radicali di Sondrio avviarono una campagna che contribuì, a seguito di indagini per interesse privato in atti d’ufficio, alle dimissioni dell’allora Presidente del Tribunale di Sondrio, giudice delegato al fallimento “Isav”, il cui  curatore, nello stesso anno, finì in carcere.
Non erano, allora come oggi, infrequenti le incursioni speculative nelle società colpite da fallimento, con complicità interne all’apparato giudiziario, mentre rimane fondato il sospetto di aziende costrette al fallimento per essere depredate di beni immobili, soldi ed altre utilità.
La storia oggi si ripete e si aggrava. Il fallimento della “Soc. Gianoncelli Franco, Peppino e Bruno s.n.c.”, al pari del fallimento “Isav” è stato dichiarato in assenza dei necessari presupposti. Lo dimostra il fatto che tale fallimento sia stato voluto da un solo socio, tenuto poi inspiegabilmente indenne da ogni gravame.
In 16 anni è stato approvato un solo piano di riparto, parzialmente cassato dalla Corte di Cassazione, con il quale è stato distribuito ai creditori, nel marzo 1999, un importo di soli 70 milioni di lire. Nel frattempo sono passati quasi 15 anni senza che al suddetto riparto siano state apportate le rettifiche disposte dalla Cassazione e senza che siano stati depositati altri rendiconti né distribuite altre somme.
Gli importi provenienti dallo smantellamento del patrimonio aziendale (salvo quelli esigui sopra accennati) e quelli incassati dai fallimenti personali dei soci (tra cui quote di eredità del padre dei falliti, quote di pensioni dei soci Franco e Peppino ed altre) sono state interamente destinate al pagamento di spese di procedura e di spese legali relative a cause insensate promosse dal curatore.
Le denunce penali relative alla violazione della legge fallimentare e alle irregolarità nel pagamento delle somme pervenute ai fallimenti, ora come allora, sono state archiviate o ne è stata proposta l’archiviazione senza aprire, sebbene ripetutamente richiesto, alcuna indagine in ordine alle molteplici anomalie segnalate.
Coloro che, come ’l Gazetin di Morbegno, hanno negli anni svolto un ruolo di informazione su queste oscure vicende, hanno subito e stanno tuttora subendo attacchi sotto forma di denunce penali e civili che gli sono costate, per ora, circa 60.000 euro, semplicemente per aver raccontato fatti veri, persino condannato per frasi che neppure erano state scritte e addirittura colpito due volte per lo stesso fatto, in barba alla supposta libertà d’informazione e di critica anche dell’operato dei giudici, principio riconosciuto dalla stessa Cassazione, e pacifico in tutti i paesi civili.
Nel corso della manifestazione è previsto l’intervento del tesoriere del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito (PRNTT), Maurizio Turco, che parlerà durante l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario; mentre fuori dalla sede del Tribunale di Milano (sito in via Freguglia 1) è previsto un presidio al quale parteciperà, tra gli altri, anche il tesoriere di Radicali Italiani, Valerio Federico. Parteciperanno anche i militanti e i dirigenti dell’Associazione Radicali Milano – Enzo Tortora.