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domenica 23 ottobre 2016

Carcere & Giornali

Rassegna Stampa

TUTTO QUELLO CHE HANNO SCRITTO I QUOTIDIANI DI SONDRIO SU VIA CAIMI IN QUESTA SETTIMANA

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com


Pubblichiamo qui di seguito la rassegna stampa degli ultimi giorni relativa alla questione della casa circondariale di via Caimi a Sondrio e dell'elezione del nuovo garante dei detenuti:

Teleunica, sabato 15 ottobre: servizio disponibile QUI (pagina Facebook)

Teleunica, domenica 16 ottobre: servizio disponibile QUI (pagina Facebook)

La Provincia di Sondrio, domenica 16 ottobre 2016: 



Centro Valle,  domenica 16 ottobre 2016: 



La Provincia di Sondrio, giovedì 20 ottobre 2016: 



Il Giorno, giovedì 20 ottobre 2016: 



Teleunica, giovedì 20 ottobre: servizio disponibile QUI (pagina Facebook)

Il Giorno, venerdì 21 ottobre 2016: 



Centro Valle, sabato 22 ottobre 2016:



La Provincia di Sondrio, domenica 23 ottobre 2016: 



Il Giorno, domenica 23 ottobre 2016: 


martedì 4 ottobre 2016

Rassegna stampa

Carcere di via Caimi

ARRIVA IL PROCURATORE REGIONALE E I DETENUTI SOSPENDONO LO SCIOPERO DELLA FAME

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com


Riportiamo qui la rassegna stampa di oggi, martedì 4 ottobre 2016, relativa alla situazione del carcere di Sondrio:

Il Giorno (martedì 4 ottobre 2016, articolo a firma Susanna Zambon, QUI ripreso nella rassegna stampa di Ristretti Orizzonti):

PROTESTE IN CARCERE, ECCO LA SOLUZIONE. Sembra in via di risoluzione la delicata situazione del carcere (stop a sciopero della fame), dove 25 dei 37 detenuti hanno proclamato una settimana fa lo sciopero della fame, poi da sabato quello della sete e, sempre sabato, i carcerati hanno anche messo in atto una protesta rumorosa, con urla e sbattendo sulle grate delle finestre delle celle stoviglie e oggetti. Ieri la visita ispettiva del provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria, Luigi Pagano, che ha incontrato i detenuti, la direttrice Stefania Mussio, il comandante «ad interim», il vice capo Emilio Di Somma, e poi, fuori dalle porte della Casa circondariale, anche i volontari che fino a non molto tempo fa operavano con i carcerati. Una delicata operazione di diplomazia, col chiaro obiettivo di ricucire uno strappo che sembrava definitivo, ma forse così non è. Infatti, i detenuti sembrano aver deciso di fare un passo indietro e revocare almeno momentaneamente lo sciopero della fame e della sete, convinti dalle rassicurazioni del provveditore. «Ho fatto loro un discorso: azzeriamo tutto e ricominciamo da capo – ha affermato Pagano al termine della visita -. Ci sono aspetti che possono essere migliorati con un po’ di buona volontà da tutte le parti in causa, cercheremo di fare chiarezza ad esempio per quanto riguarda i colloqui tra i detenuti e i loro legali, assolutamente sacrosanti ma presentando una motivazione. Per quanto riguarda, invece, le celle sovraffollate, avvieremo a breve un programma di ristrutturazione che riguarderà anche il carcere di Sondrio, e la cella da 5 posti ora inutilizzata verrà messa a norma così potrà ospitare alcuni detenuti». C’è, poi, da sciogliere il delicato nodo sul mondo del volontariato, che ormai non entra più in carcere da tempo per incomprensioni con la direttrice. «Per quanto riguarda il garante dei detenuti – prosegue Pagano – so che il Comune si è attivato con un bando per nominarne uno nuovo. Spero poi che le Dame di San Vincenzo si convincano a tornare a offrire il loro preziosissimo aiuto». La situazione sembra avviarsi verso una risoluzione. «La terrò comunque sotto controllo – conclude Pagano - e nei prossimi mesi tornerò in visita».

La Provincia di Sondrio (martedì 4 ottobre, articolo siglato R. Car., QUI ripreso nella rassegna stampa di Ristretti Orizzonti):

I DETENUTI INTERROMPONO LA PROTESTA: "MANCAVA SOLO LA COMUNICAZIONE". Risolutivo l'intervento del provveditore regionale che ha incontrato direttrice e reclusi. "Mettiamo da parte quello che è successo in queste settimane e ripartiamo da capo. I presupposti per una gestione serena della vita carceraria ci sono tutti". Luigi Pagano, il provveditore regionale dell'amministrazione carceraria, sembra decisamente sollevato: l'incontro di ieri è stato soddisfacente. C'erano tutti: la direttrice Stefania Mussio, il comandante della Polizia Penitenziaria e, ovviamente i detenuti. Non solo, ma il provveditore ha voluto anche incontrare personalmente le volontarie Vincenziane per convincerle a tornare al più presto a svolgere la propria azione di supporto volontario all'interno della struttura carceraria. La tempesta dei giorni scorsi sembra destinata a lasciare spazio finalmente al sereno. Anche i 25 detenuti che hanno firmato il documento di protesta indirizzato proprio al provveditore regionale e che, allo sciopero della fame cominciato alcuni giorni fa, nel fine settimana avevano aggiunto anche quello della sete, hanno deciso di sospendere la propria protesta. Scioperi portati avanti forse non in modo non esattamente estremo, ma tali comunque da far perdere non poco peso corporeo ad alcuni dei detenuti e a provocare il ricovero in infermeria di un paio di loro.Tante le accuse rivolte alla direttrice: divieto di fare telefonate ai propri avvocati, mancata concessione dei permessi di lavoro per il reinserimento sociale, divieti al medico di entrare liberamente nelle celle, minacce di ritorsioni. Soprattutto, però, ad aver provocato la rabbia dei carcerati, sarebbe stata la rottura del rapporto tra le Vincenziane e l'amministrazione carceraria. "Direi che c'è stato forse un problema di comunicazione, ma che comunque siamo sulla via della soluzione - ha spiegato Pagano. In questa struttura, così come in altre, mancava da anni un regolamento interno che invece sarebbe bene adottare. Probabilmente l'introduzione dei alcune regole non è stata motivata in modo ritenuto soddisfacente e sono nati dei fraintendimenti - ancora il provveditore regionale -. Proprio su questo aspetto stiamo intervenendo. Quanto alle Vincenziane, le ho volute incontrare perché ritengo fondamentale la loro opera di volontariato. Adesso aspettiamo soltanto la nomina da parte del Comune di Sondrio del nuovo garante".


Il Dubbio (martedì 4 ottobre, articolo a firma di Damiano Aliprandi): 

SONDRIO, I DETENUTI IN SCIOPERO DELLA FAME E DELLA SETE. Stoviglie e posate sbattute contro le sbarre, oltre a urla e invocazioni di aiuto. Protesta eclatante che coinvolge 25 dei 40 detenuti presenti nel carcere di Sondrio. Da quasi una settimana i detenuti rifiutano il cibo e chiedono - tramite una lettera - di poter parlare con Mauro Palma, il Garante nazionale dei detenuti. Quasi tutti i ribelli, a partire da sabato, hanno deciso di alzare ulteriormente l'asticella, aggiungendo lo sciopero della sete a quello della fame. A innescare la decisione, il rapporto ormai deteriorato con la direttrice del carcere, Stefania Mussio, che dal suo insediamento a Sondrio - da poco più di un anno al vertice del carcere di via Caimi - si è trovata in più occasioni sotto i riflettori della cronaca: dalle dimissioni nel marzo scorso del garante dei detenuti Francesco Racchetti (sostenuto da una petizione che ha raccolto più di 1.300 firme), sino al dissidio di pochi giorni fa con il medico della struttura carceraria Ali El Hazaymeh. Quest'ultimo aveva dichiarato su Il Giorno di aver subito una serie di vessazioni nate da dissidi tra lui e la direttrice iniziati a maggio. La situazione poi è completamente degenerata a inizio agosto, quando la direttrice ha sospeso EL Hazaymeh dall'incarico di coordinatore nominando vice coordinatore un medico esercente funzioni di guardia medica. Una situazione che si è ripercossa sui detenuti. "Basti pensare - ha spiegato sempre a Il Giorno - che ha respinto due mie richieste di custodia alternativa per altrettanti detenuti le cui condizioni di salute non sono compatibili con il carcere. Uno di loro, ad esempio, ha avuto ben due arresti cardiaci, ma è ancora in cella. E qualche tempi fa si è atteso due giorni per visitare un detenuto che era stato picchiato con calci allo stomaco". La situazione del carcere di Sondrio era già stata denunciata a suo tempo dai radicali dopo una visita a marzo di quest'anno. Non solo avevano denunciato il sovraffollamento (problema ancora non risolto), ma anche il personale sotto organico: 20 agenti (rispetto a una pianta organica che ne prevede 30), 1 educatore (sui 2 prescritti), mentre per gli stranieri non è prevista nemmeno la figura del mediatore culturale. Inoltre la delegazione radicale ha potuto rilevare che i progetti presentati nella relazione dell'ex Garante dei diritti dei detenuti di Sondrio dell'aprile dello scorso anno (corsi di informatica, formazione professionale di tipo artigianale, lo "sportello del cittadino detenuto" per la tutela giuridica dello stesso), dovendosi basare solo sul volontariato, non trovano realizzazione per mancanza di risorse finanziarie e per le diverse opinioni e modi di agire che caratterizzazione i numerosi (e spesso precari) responsabili che si sono succeduti nella direzione dell'istituto penitenziario. 



lunedì 3 ottobre 2016

Stampa & Detenuti

Sciopero sospeso in via Caimi

LA SITUAZIONE DEL CARCERE DI SONDRIO: RASSEGNA STAMPA DEI GIORNALI VALTELLINESI

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com


Apprendiamo dall'edizione serale di oggi, lunedì 3 ottobre 2016, del telegiornale di TeleUnica che è stato sospeso lo sciopero della fame e della sete indetto dai detenuti della casa circondariale di via Caimi a Sondrio a seguito della visita del provveditore regionale Luigi Pagano. I Radicali di Sondrio, sollevati per la difficile situazione dei carcerati in questione, ribadisce comunque l'invito mosso alle autorità comunali per la convocazione di una seduta del consiglio ad hoc per discutere la questione, auspicando il ritiro delle dimissioni da parte di Francesco Racchetti. 

Qui di seguito la rassegna stampa odierna: 

La Provincia di Sondrio (lunedì 3 ottobre, articolo a firma di Riccardo Carugo):

URLA E STOVIGLIE CONTRO LE SBARRE, ALTA TENSIONE IN CARCERE. Era il loro obiettivo e sono riusciti a centrarlo: portare le propria protesta al di fuori delle mura del carcere. Prima la lettera indirizzata al Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria e al presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano, poi lo sciopero della fame, al quale hanno aderito 25 detenuti su 38. E sabato, l’ultima eclatante ribellione: stoviglie e posate sbattute contro le sbarre, oltre a urla e invocazioni di aiuto. Una protesta che non ha esaurito il malcontento: quasi tutti i ribelli hanno deciso di alzare ulteriormente l’asticella, aggiungendo lo sciopero della sete a quello della fame. Tutto questo, pare, per il trasferimento di uno dei detenuti che subito dopo pranzo sabato è stato portato a Monza. Accogliendo la richiesta dei carcerati e sulla base della preoccupazione per la salute delle persone che si trovano in cella a Sondrio, oggi dovrebbe arrivare in città il provveditore regionale dell’amministrazione, non solo per incontrare di persona i detenuti, ma anche per confrontarsi con la direttrice Stefania Mussio, principale oggetto degli strali degli autori della protesta.


Il Giorno (lunedì 3 ottobre, articolo a firma Susanna Zambon): 

SCIOPERO DELLA FAME E DELLA SETE, PROTESTA RUMOROSA IN CARCERE. Sciopero della fame da quasi una settimana, e da sabato anche della sete. Proteste “rumorose”, tanto che si sentivano nelle case intorno al carcere. La situazione nella casa circondariale di Sondrio è sempre più calda, tanto che oggi è prevista l’ispezione del provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria. Prima la questione del medico che coordina il servizio sanitario all’interno del carcere, Alì El Hazaymeh, che, dopo screzi e dissidi con la direttrice Stefania Mussio, si è visto negare il permesso a entrare nella Casa circondariale per ilgiro di visite; poi, all’inizio della settimana scorsa, 25 dei 37 detenuti nel carcere di Sondrio hanno proclamato lo sciopero della fame denunciando comportamenti della direttrice che violerebbero i loro diritti: «Non possiamo chiamare i nostri avvocati – hanno scritto in una lettera inviata al Provveditorato regionale Amministrazione penitenziaria e al presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano – e la direttrice ha fatto terra bruciata attorno a sé, il garante dei detenuti si è dimesso e anche le volontarie, le Dame di San Vincenzo non vengono più ad aiutarci». E sabato nuove proteste. Diciannove di quei 25 detenuti che stanno facendo lo sciopero della fame a oltranza(«finché non verranno presi provvedimenti corretti ed effettivi dalle autorità preposte, utili alla risoluzione dei problemi») hanno proclamato anche lo sciopero della sete, e alcuni hanno già avuto bisogno dell’intervento della guardia medica per i primi problemi di disidratazione. In serata, poi, una manifestazione “rumorosa”: diversi detenuti hanno iniziato a battere quello che avevano a disposizione contro le inferriate delle finestre delle celle e a gridare, tanto che nelle case vicine e sulla strada si poteva udire distintamente il rumore e qualcuno è riuscito anche a realizzare un video postato poi su Facebook. A innescare questa nuova rimostranza sarebbe stato il trasferimento di uno dei carcerati, pare tra quelli più decisi a opporsi alla direttrice, nel carcere di Monza. Al momento non si sa da chi sia arrivata la decisione, ma i detenuti l’hanno letta come ritorsione per la protesta messa in atto. Insomma, un clima davvero molto teso. Da quando tutto è iniziato la direttrice Mussio non si è vista in carcere (dirige anche quello di Lecco). Domani dovrebbe arrivare il provveditore regionale.

giovedì 29 settembre 2016

Via Caimi

Carcerati in sciopero della fame

RADICALI SONDRIO SOSTIENE LE RIVENDICAZIONI DEI DETENUTI NELLA LOTTA NONVIOLENTA

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


A seguito della sciopero della fame in corso da parte della maggioranza dei detenuti nel carcere di Sondrio (QUI riportato dal quotidiano La Provincia di Sondrio e ripreso dalla rassegna stampa di Ristretti Orizzonti), a sostegno delle proprie richieste rivolte all'Amministrazione penitenziaria regionale ed al Tribunale di sorveglianza, Gianfranco Camero di Radicali Sondrio ha dichiarato:
I segnali di forte disagio erano chiari da diversi mesi ed era quindi prevedibile che si potesse arrivare a questa situazione apertamente conflittuale. Le dimissioni nel marzo scorso del Garante dei detenuti, Francesco Racchetti, che denunciava l'impossibilità di esercitare la sua funzione (peraltro sostenuto in questo senso dalle organizzazioni di volontariato nel carcere) rappresentava un campanello d'allarme.
Sul Consiglio comunale sondriese che pure, in modo quasi unanime, ha espresso allora apprezzamento per la figura del Garante, sembra poi aver prevalso la posizione del Sindaco Molteni che, senza chiedere conto alla Direttrice della Casa circondariale di comportamenti che hanno portato all'allontanamento persino delle “Dame di S. Vincenzo”, ha preferito lasciare che le acque si calmassero per bandire il concorso per la nomina di un nuovo Garante. Forse nella speranza di trovare qualcuno più “conciliante”.
Nel sostenere le pacifiche rivendicazioni espresse dai detenuti, ci associamo nel ribadire quale sia il nodo del problema, sollecitando le autorità competenti ad affrontare con coraggio la questione, prima che la situazione possa degenerare”.

***

Pubblichiamo qui di seguito l'esposto che hanno sottoscritto i detenuti del carcere di via Caimi come prontamente segnalatoci dall'ex garante Racchetti. 


mercoledì 15 gennaio 2014

Amnistia e Libertà

L'iniziativa radicale

ANCHE IL GARANTE DEI DETENUTI HA ADERITO ALLA MARCIA PER L'AMNISTIA: ECCO IL TESTO DEL MESSAGGIO


Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com


Lo scorso 25 deicembre si è tenuta a Roma la terza marcia per l'amnistia, la giustizia e la Libertà. All'appuntamento, fortemente voluto da Marco Pannella, hanno partecipato in centinaia: un corteo pacifico di cittadini, militanti, associazioni che si è snodato per il centro della città. 

Era possibile aderire all'evento anche sul sito del partito radicale (www.radicalparty.it). L'ha fatto, ad esempio, Francesco Racchetti, garante dei detenuti nella provincia di Sondrio. Ecco il testo del messaggio che ha accompagnato il suo appoggio:

"Cari amici, purtroppo la distanza e gli impegni già assunti non mi permettono di essere fisicamente presente a questa importante iniziativa. Il mio attuale ruolo di garante e la precedente esperienza come volontario mi danno l'assoluta convinzione che l'enorme intrico di contraddizioni, illegalità (la sostanziale non applicazione dell'Ordinamento del 1975 e del Regolamento del 2000) e disinteresse di gran parte della società ed ancor più della politica rendono, per la stragrande maggioranza dei detenuti, la permanenza in carcere un passaggio assolutamente negativo e fortemente distruttivo della loro - per lo più già fragile - personalità, che lungi dal favorirne il recupero e prepararne il reinserimento ne determina una sempre più radicale e spesso definitiva emarginazione. Per non parlare della distruzione dei rapporti familiari e della violazione dei diritti di figli e compagni. Tutto questo, mentre schiaccia ed umilia le persone, aumenta l'insicurezza e rende sempre più problematica la nostra convivenza".