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giovedì 5 giugno 2014

Manifestazioni a Sondrio/5

Bernardini: dall'Europa proroga di un anno alla tortura 

AMNISTIA SUBITO! DI NUOVO A SONDRIO PER IL CASO GIANONCELLI, LA LIBERTA' DI STAMPA E LE CARCERI

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


Quinta manifestazione, con gazebo e corteo, convocata per sabato 7 giugno, a partire dalle 9 in piazzale Bertacchi a Sondrio: continuano le iniziative di RADICALI SONDRIO e dell'Associazione AVANTI DIRITTO riguardanti la gestione del “fallimento Gianoncelli” da parte del Tribunale di Sondrio. L'obiettivo resta quello di ottenere risposte chiare a quanto ripetutamente documentato in interrogazioni parlamentari e segnalazioni che sono state inviate al Ministro della Giustizia e al Consiglio Superiore della Magistratura, circa le violazioni della legge fallimentare, l'inapplicazione di sentenze passate in giudicato, la condanna ad astronomiche spese giudiziarie come forma di dissuasione per eventuali ricorsi, le possibili incompatibilità di giudici e avvocati, l’archiviazione di scomode denunce rimaste a tutt’oggi senza esito.

Come in precedenza, saranno raccolte le firme dei cittadini in difesa della libertà di stampa in calce ad un appello di solidarietà al giornale 'l Gazetin così come verrà ribadita la necessità dell'amnistia quale principale e immediato strumento per interrompere la tortura praticata nei confronti dei detenuti ristretti nelle nostre carceri, nonostante l'anno di proroga concesso oggi dall'Europa al nostro Paese per dare applicazione alla sentenza pilota Torreggiani.

In proposito, Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani, ha dichiarato:

Fa inorridire il giudizio del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa: “significativi risultati”, quasi si possa stabilire una gradazione della tortura, dei trattamenti inumani e degradanti. Hanno accettato “il gioco dei tre metri” dei “treccartari” italiani, in primis il Presidente del Consiglio Matteo Renzi del quale abbiamo chiesto le dimissioni; tre metri quadri a disposizione di ogni detenuto, calcolati chissà come e ottenuti violando altri diritti umani come la deportazione di migliaia di reclusi in istituti lontani centinaia di chilometri dalla propria famiglia

Secondo la Corte Costituzionale italiana devono OBBLIGATORIAMENTE cessare gli effetti normativi lesivi della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo: per questo avrebbero dovuto adoperarsi i poteri dello Stato. Sono cessate queste violazioni? Noi siamo convinti di no, e lo abbiamo documentato con il dossier che abbiamo inviato proprio al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa. Condizioni igieniche disastrose, mancanza di cure anche per malati con patologie gravissime, attività trattamentali di lavoro e studio praticamente inesistenti, sofferenze indicibili per i tossicodipendenti e per coloro che essendo troppo lontani non possono più vedere figli, coniugi o genitori: gli atti di autolesionismo, le morti e i suicidi sono l’indice di questo sconforto che spesso arriva alla disperazione.

Il Governo sta per varare un decreto legge “in materia di rimedi risarcitori in favore dei detenuti e degli internati che hanno subito un trattamento in violazione dell'articolo 3 della convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali”: vedremo quale sarà il “prezzo della tortura” e della vergogna dell’Italia.

Come Radicali, proseguiamo la nostra lotta per l’amnistia e l’indulto subito! forti dell’attualissima sentenza Torreggiani della Corte EDU e del Messaggio del Presidente Napolitano: ci vuol pure qualcuno che, come Marco Pannella, sappia scorgere e denunciare con forza i segni del degrado democratico che porta con sé i crimini che si credevano debellati già nel secolo scorso. 

venerdì 23 maggio 2014

Manifestazioni a Sondrio/3

Per la giustizia giusta

PROSEGUONO LE INIZIATIVE A SONDRIO SU CASO GIANONCELLI, LIBERTA DI STAMPA E AMNISTIA

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


Proseguono le manifestazioni promosse da RADICALI SONDRIO e dall'Associazione AVANTI DIRITTO con un nuovo appuntamento per sabato 24 maggio, a partire dalle 9 in piazza Campello a Sondrio, per difendere la libertà di stampa e garantire un minimo di informazione sulla vicenda del  “fallimento Gianoncelli”.

In proposito, da segnalare un articolo pubblicato dal quotidiano nazionale Libero di domenica 18 maggio, in cui si ripercorre il caso dell'ultima condanna per diffamazione del giornale 'l Gazetin, a seguito della sentenza emessa due mesi fa dal Tribunale di Brescia per una causa civile promossa dal giudice del tribunale sondriese Fabrizio Fanfarillo. Sebbene l'articolo del caso non contenesse alcun aspetto diffamatorio, la “vignetta” che lo corredava, riproducente un manifesto storico, è stato ritenuto che travalicasse il diritto di satira.

La stessa “vignetta” riprodotta sui volantini che verranno distribuiti, come nelle occasioni precedenti, dai manifestanti  con cartelli che percorreranno le vie del capoluogo, anche per ricordare che fra pochi giorni scade il termine fissato per l’Italia dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, per porre fine alla tortura praticata nei confronti dei detenuti ristretti nelle nostre carceri.

Infatti a partire dal 3 giugno, il  Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa è chiamato a valutare se l’Italia abbia ottemperato o meno a quanto previsto dalla sentenza Torreggiani e secondo i Radicali, che presenteranno un loro dossier di analisi della situazione attuale, si è ancora molto lontani dal garantire ai 60.000 detenuti nelle carceri italiane trattamenti che non violino l’art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti.

giovedì 20 febbraio 2014

Illegalità del Tribunale di Sondrio

Lettera al Dicastero di via Arenula

LA GRAVE SITUAZIONE DEL TRIBUNALE FALLIMENTARE: RADICALI SONDRIO SCRIVONO AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA 

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com


In questi giorni Radicali Sondrio ha scritto una lettera indirizzandola direttamente al Ministro della Giustizia chiedendo un intervento diretto di via Arenula per quanto riguarda la situazione del Tribunale di Sondrio. Qui è possibile scaricare il volantino che abbiamo distribuito anche a Milano in occasione della manifestazione pro-amnistia del 25 gennaio scorso e che contiene alcuni fatti salienti relativi al tribunale valtellinese. Ecco il testo della lettera:

Eccellentissimo Ministro,
            per conto dell'"Associazione Avanti diritto - in memoria di Giovanni Grignano" e di Radicali Sondrio ci siamo risoluti a chiederLe un suo diretto intervento a seguito del peggioramento della situazione, già grave da tempo, nel Tribunale di Sondrio.
            Nel volantino allegato la S.V. potrà trovare eloquenti esempi di quanto accade nel citato Tribunale segnatamente nella sezione fallimentare, ma anche richiami a vicende dello stesso segno, risalenti al 1987 e conclusesi con le dimissioni dell’allora Presidente del Tribunale di Sondrio, dott. Luigi Minotta (indagato per interesse privato in atti d’ufficio) e l’incarcerazione di un curatore fallimentare - a dimostrazione che la piaga è antica e la ferita profonda e gravida di infezioni.
            Alle carenze strutturali dell’Amministrazione della Giustizia presenti nel Paese, che Ella ben conosce, dobbiamo aggiungere, nella realtà locale, la violazione frequente di norme procedurali e regolamentari, situazioni di grave incompatibilità di giudici e di avvocati, influenza e condizionamento di importanti operatori economici, a fronte dell’esigua dimensione e rilevanza del Tribunale e del ridotto numero di giudici, sedimentata attitudine a utilizzare fallimenti societari quali occasioni di lucrose operazioni e fonte di parcelle generose a discapito dei creditori, sudditanza e pavidità della stampa locale nei confronti della comparto giudiziario, pesanti condanne a chi con correttezza e onestà osa informare l’opinione pubblica delle gravi ingiustizie perpetrate.
            Siamo pertanto a chiederLe di intervenire mediante un’opportuna e urgente inchiesta sui fatti denunciati nel documento allegato, segnatamente sull’operato del Tribunale Fallimentare e in particolare dei funzionari e professionisti coinvolti nel caso del “fallimento Gianoncelli”; di intervenire per la rimozione delle situazioni di grave incompatibilità di giudici e avvocati; di voler assicurare, per quanto di sua competenza, il rispetto della sentenza n. 2474/02 della Corte di Cassazione (pervicacemente violata dagli organi del fallimento) e della sentenza n. 2961/04 della Corte d’Appello di Milano (di recente “sospesa” dal giudice dott.ssa Barbara Licitra).
            Da alcuni anni le Associazioni firmatarie della presente svolgono azione di informazione e manifestazioni pubbliche, anche a sostegno di formali denunce all’autorità giudiziaria di violazioni perpetrate da operatori di Giustizia; in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, sabato 25 gennaio scorso, presso il Palazzo di Giustizia di Milano, hanno svolto una manifestazione per sensibilizzare sulla grave situazione del Tribunale di Sondrio, con cartelli e distribuzione del volantino allegato.
L’Associazione “Avanti Diritto” si è  già rivolta al Ministro della Giustizia, senza alcun esito né risposta; siamo ora a rinnovare con fiducia una richiesta di intervento che sappiamo consapevole dei mali che affliggono taluni settori ed istituzioni di Giustizia, certi che un suo intervento potrà produrre il ristabilirsi della certezza del diritto ed il prestigio dell’istituzione nella nostra Provincia.

Per l'Associazione Avanti Diritto:
Gianoncelli Franco (Presidente)
Dott.ssa Mottarelli Vanna e Ghilotti Giuliano (aderenti)

Per Radicali Sondrio:
Sansi Giovanni (iscritto al PRNTT, militante a Sondrio)
Osmetti Claudia (membro del Comitato nazionale di Radicali italiani)

giovedì 18 aprile 2013

Firmigoni


Cappato e Lipparini: "Grazie ai 3 anni di ritardo, il beneficiario è Senatore della Repubblica e i denuncianti sono fuori dalle istituzioni"

IL TRIBUNALE DI MILANO DICHIARA FALSE LE FIRME A SOSTEGNO DI FORMIGONI ALLE REGIONALI 

Radicali Sondrio 
radicalisondrio@gmail.com

Il Tribunale Civile di Milano ha depositato oggi il dispositivo della sentenza che dichiara false 723 firme prodotte a sostegno della Lista Formigoni in occasione delle lezioni regionali del 2010. Le controparti dei querelanti sono state condannate a pagare agli attori Cappato e Lipparini le spese processuali, liquidate in Euro 15.000,00, oltre accessori di legge. Si tratta di un numero di firme false tale da invalidare la presentazione a suo tempo della Lista Regionale per la Lombardia che sosteneva la candidatura dell’ex presidente della Giunta Regionale Lombarda Roberto Formigoni.

Marco Cappato e Lorenzo Lipparini, i Radicali che hanno intentato la causa contro la truffa Firmigoni, hanno dichiarato: "L'Italia è il Paese dell'impunità e dell'antidemocrazia. Il risultato, grazie anche alla sentenza della Corte costituzionale che ha imposto alla giustizia amministrativa di attendere la giustizia civile, è che colui che avrebbe dovuto andarsene a casa -in ragione della truffa elettorale senza la quale non avrebbe nemmeno potuto essere candidato e della diffamazione contro i Radicali- invece che a casa è al Senato della Repubblica italiana e si appresta a votare il nuovo Capo dello Stato. Nel frattempo, i suoi soci di menzogne leghisti e pidiellini governano tranquilli la Lombardia. Siamo anche il Paese dove chi ha scoperto e denunciato la truffa -i Radicali- stato cacciato dalle istituzioni regionali e nazionali. Ci auguriamo che qualcuno dei neoeletti Consiglieri regionali chiederà alla Regione se le parcelle degli avvocati difensori esterni della Regione Lombardia, che tanto hanno fatto per cercare di impedire o ritardare l’accertamento di una scomoda verità, siano state pagate dalla Regione, ovvero dai noi tutti cittadini contribuenti ed elettori."

Gli avvocati Mario Bucello, Simona Viola e Renato D’Andrea, che hanno assistito i Radicali nel giudizio hanno dichiarato: “La decisione da un lato ci conforta, perché mostra la sensibilità del Tribunale Civile di Milano verso le speciali e delicate esigenze di giustizia che circondano i giudizi elettorali per altro verso, nonostante gli sforzi di celerità profusi anche dal Tribunale, la sentenza giunge quando ormai il Consiglio Regionale - abusivamente eletto grazie a operazioni manipolative – è stato sostituito da nuove elezioni. Se l’accertamento della falsità fosse stato di competenza del Giudice Amministrativo avrebbe potuto sopraggiungere in tempo utile per invalidare le elezioni. In questo quadro è indispensabile porre rapidamente all’ordine del giorno del  nuovo Parlamento la necessità delle riforme volte a rendere effettiva la giustizia elettorale per scoraggiare nuovi abusi, assegnando al Giudice Amministrativo la competenza a decidere sulle falsità emerse nei procedimenti elettorali”.

giovedì 14 marzo 2013

La Destra - Storace per la Lombardia


Regionali 2013: oltre 500 firme in tre giorni con un solo autenticatore

I RADICALI PRESENTANO UN ESPOSTO SULLA LISTA LA DESTRA - STORACE PER LA LOMBARDIA

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


Mercoledì 13 marzo, gli esponenti radicali Giovanni Sansi e Gianfranco Camero hanno depositato alla Procura della Repubblica di Sondrio un esposto riguardante le firme della lista provinciale “la Destra Storace per la Lombardia”, con candidato Domenico Barbalace, collegata alla candidatura alla Presidenza della Regione di Roberto Maroni.

Sebbene questa lista sia stata poi esclusa dalla partecipazione alle recenti elezioni regionali, sono state comunque presentate presso l'Ufficio elettorale circoscrizionale sondriese oltre 500 firme raccolte con il sostegno della Lega Nord, dopo che un accordo fra i due partiti, comportante la modifica del simbolo, aveva costretto i promotori de “La Destra di Storace” ad una corsa contro il tempo per riavere le sottoscrizioni nella nuova modulistica.

A seguito dell'accesso agli atti esercitato dai Radicali, dall'esame dei moduli è emerso che la raccolta delle firme si è svolta in soli tre giorni con le seguenti modalità, attestate dall'unico autenticatore, Maurizio Piasini, consigliere provinciale della Lega Nord, che ne ha certificato l'autenticità: a Sondrio il 21 gennaio scorso, risultano aver firmato 48 elettori residenti a Sondalo, Grosio e nella zona di Tirano e sempre a Sondrio, il giorno seguente, ben 64 elettori provenienti da Livigno, 59 dalla zona di Tirano e 23 dalla zona di Morbegno, mentre il terzo giorno, a Tirano, hanno sottoscritto 62 elettori residenti principalmente nella zona di Sondrio ed in parte in Comuni dell'alta Valtellina.

In proposito gli esponenti radicali hanno dichiarato: “Riteniamo alquanto bizzarro questa sorta di turismo elettorale che ha coinvolto un totale di 256 elettori, che in tre giorni risultano essersi recati anche ad un centinaio di chilometri da casa (come nel caso di Livigno) per sottoscrivere, probabilmente in gran parte, la presentazione di una lista collegata, risultando invece più verosimile che la raccolta delle firme qui considerate sia avvenuta principalmente tramite fiduciari locali, in assenza di autenticatore o comunque in presenza di un soggetto diverso da quello che ne ha certificato l'autenticità, il tutto nel contesto di illegalità tipico di queste procedure elettorali".

"A conferma di ciò sono ormai numerosi i procedimenti pendenti sulla irregolarità nella raccolta di firme alle scorse elezioni, oltreché alle precedenti elezioni regionali: dall'indagine della procura di Lodi su una vera e propria rete specializzata nel fornire firme false ai movimenti politici e che ha avuto avvio da un elenco di 500 sottoscrittori de “La Destra di Storace” firmato da un giudice di pace che in realtà non l’aveva mai visto, sino alla procura di Monza che ha aperto un’inchiesta sulle firme della lista Maroni indagando per falso un consigliere provinciale monzese della Lega Nord, mentre ci siamo opposti all'archiviazione del procedimento a carico di Alberto Pasina (Pdl) per le 1.300 firme del 2010 apparentemente raccolte tutte a Sondrio l'ultimo giorno possibile, per finire con il presidente della provincia di Milano, Guido Podestà (Pdl), che dovrà affrontare un processo riguardante la falsità di 926 firme a sostegno del listino di Roberto Formigoni e della lista del Pdl in occasione delle regionali precedenti”.

venerdì 22 febbraio 2013

Un voto radicale per la lista: AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA'


radicali sondrio


COMUNICATO STAMPA 

UN VOTO RADICALE AL SENATO PER LEGALIZZARE SONDRIO E L'ITALIA. 


DICHIARAZIONE DI GIOVANNI SANSI.

Con l'eliminazione dalla competizione elettorale regionale e per la Camera dei Deputati della lista AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA', che ha posto come obiettivo prioritario quello di interrompere le condizioni di criminalità delle istituzioni lombarde e nazionali, il voto radicale sarà possibile solo per la competizione al Senato, dove sono presenti quei militanti radicali che hanno condotto l'unica lotta politica e giudiziaria di alternativa al sistema di potere Formigoni-Penati-Compagnia delle Opere-Cooperative, avendo scoperto e denunciato la truffa delle firme false del Pdl ed ottenuto le dimissioni di due Consiglieri regionali (uno del Pd, Costanzo, e uno del Pdl, Pozzi), eletti ancorché incandidabili.

Nella lista AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA' per il Senato i candidati locali sono:

GIOVANNI SANSI, iscritto al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale ed alle associazioni Radicali dall'inizio degli anni '90 e da una decina di anni referente locale per il Partito Radicale, ha partecipato attivamente a tutte le campagne elettorali che hanno visto impegnati i Radicali, dalle liste “Bonino-Pannella” alla “Rosa nel Pugno” oltreché alle iniziative politiche referendarie sui diritti civili e le libertà economiche e più recentemente alle manifestazioni per l'amnistia, associandosi al digiuno di Marco Pannella.
FRANCO GIANONCELLI, presidente dell’Associazione “Avanti Diritto”, che per la sua storia, per il suo vissuto, per le sue battaglie è il miglior candidato al parlamento che la provincia di Sondrio possa esprimere per rappresentare la lista “Amnistia Giustizia e Libertà”, che fa dei diritti umani e della giustizia il proprio cavallo di battaglia.

Per la campagna elettorale è stato realizzato un manifesto con l'immagine dei due candidati, affisso in tutta la provincia, dove si chiede provocatoriamente agli elettori: “Vi siete chiesti quanti arrestati, indagati e coinvolti in scandali ci sono stati nel partito che avete votato alle precedenti elezioni? E chi sono coloro che, dal governo e dall’opposizione, hanno accumulato l’attuale spaventoso debito pubblico e consentito lo sfascio della giustizia? Sono quelli che ora chiedono il “voto utile” (certamente per loro) e promettono di cambiare!... se volete crederci ancora...”
Sempre nel manifesto, un rimando al sito di Radicali Sondrio per conoscere “alcune scomode verità sul tribunale di Sondrio”, riguardanti principalmente la gestione della Sezione fallimentare che da trent'anni è coinvolta in scandalosi episodi di saccheggio delle risorse di aziende fallite o fatte fallire e su cui i Radicali hanno promosso ripetute manifestazioni di denuncia.

Giovanni Sansi, a cui l'ottusa burocrazia penitenziaria ha impedito di compiere la visita delle carceri lombarde che si era prefisso con il Consigliere regionale Paola Camillo, ha dichiarato:

“Dopo 25 anni di ripetute condanne delle Corti europee a causa dello sfascio del sistema giudiziario e penitenziario, oggi siamo persino arrivati ad un' ordinanza senza precedenti con cui il Tribunale di Sorveglianza di Padova solleva una questione di incostituzionalità e chiede alla Consulta se vi sia la facoltà di sospendere e rinviare l'esecuzione in carcere della pena di un detenuto non soltanto quand'essa potrebbe determinare «grave infermità fisica» (unico evento oggi contemplato dalla legge), ma anche nei casi in cui verrebbe scontata in condizioni intollerabili di sovraffollamento e dunque si risolverebbe in «trattamenti disumani e degradanti», secondo la definizione della Corte europea dei Diritti dell'uomo di Strasburgo nelle sentenze che hanno condannato già due volte l'Italia per aver lasciato ai carcerati meno di 3 metri quadrati a testa.
E ancora, poche settimane fa, il rapporto annuale dell’EURISPES ci dice che sui diritti civili la stragrande maggioranza degli italiani è molto più avanti della politica: 71,2% di favorevoli alle unioni di fatto, 79,4% alla fecondazione assistita, 63,9% alla pillola abortiva, 77,3% al testamento biologico, 64,6% alla eutanasia. Intanto i vertici dei partiti, che dovrebbero legiferare tenendo conto di questi dati, nei loro programmi ignorano i diritti civili o avanzano proposte del tutto inadeguate. Tutti, tranne i radicali e la lista da loro promossa per le prossime elezioni: Amnistia, Giustizia e Libertà.”


Morbegno, 20.02.13 p. RADICALI SONDRIO
Gianfranco Camero
e-mail: gianfrancocamero@gmail.com - tel. 0342610141

giovedì 7 febbraio 2013

Alcune verità sul Tribunale di Sondrio

La giustizia di casa nostra

ALCUNE SCOMODE VERITA' SUL TRIBUNALE DI SONDRIO

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com



Quasi nessuno conosce la complessa realtà del Tribunale di Sondrio, dove alcuni magistrati onesti e capaci convivono, non sappiamo come, con quella “tradizione” di nequizie che lo accompagna da almeno un trentennio. Di “queste cose” non si parla, salvo noi. A titolo di esempio riprendiamo alcune “perle giudiziarie”, non potendo dare un quadro analitico completo delle tante vicende inquietanti.


LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE
Venticinque anni fa anni fa Radicali Sondrio senza soldi né mezzi avviavano, malgrado il silenzio degli organi di informazione, una campagna nei confronti del Presidente del Tribunale Luigi Minotta che contribuì alle dimissioni di quest’ultimo dalla Magistratura, per evitare guai peggiori, essendo indagato per interessi privati in atti d’ufficio.

DEPRADATE LE AZIENDE FALLITE, O FATTE FALLIRE
Le scarse cronache di quel tempo (‘l Gazetin, La Padania e poco altro) e qualche raro procedimento giudiziario giunto a buon fine portarono alla luce una realtà inquietante, quella di curatori fallimentari che ingrassavano sui fallimenti di aziende, depredate per interessi privati, senza alcuna cura per i diritti dei creditori.

UN CURATORE FALLIMENTARE IN GALERA
È il caso del fallimento della ISAV di Giovanni Grignano, gestito dal curatore fallimentare Alberto Necchi, finito in carcere nel 1987 (Gazetin, sett. 2010 – Bassissima, lordissima, lentissima): qui ne sono state fatte di tutti i colori, nella completa impunità e sotto gli occhi assonnati o complici di giudici e procuratori, distribuendo addirittura fondi ad una azienda non più esistente da 13 anni (Robustellini Spa), creando a tale scopo documenti falsi (Gazetin, nov. 2011 – Falso d’autore).
E c’è chi in pochi mesi e con poco sforzo, da curatore, si porta a casa il modesto compenso di 80 milioni di £, ed eravamo nel 1995 (Gazetin, ott. 2011 – Profitti e perdite).

CONDANNA EUROPEA
La gestione del Tribunale di Sondrio di questa vicenda comportò per lo Stato Italiano una condanna della Commissione Europea dei Diritti dell’Uomo, per la durata biblica della gestione fallimentare (15 anni).

TRIBUNALE DI SONDRIO E TRIBUNALE DI BRESCIA: MARCIO QUI, MARCIO LA'.
Competente per le imputazioni a magistrati di Sondrio è il Tribunale di Brescia.
La lotta esemplare di Giovanni Grignano portò a denunciare un gruppo di persone di un certo rango (giudici, curatori fallimentari, avvocati, esponenti di banche locali, periti) per associazione a delinquere, abuso d’ufficio, omissioni di atti d’ufficio, omessa denuncia, corruzione, favoreggiamento personale e reale, truffa aggravata, falsa perizia, oggetto di 38 pratiche per procedimenti penali poi occultati (con altri 20.000 fascicoli) presso la Procura di Brescia, sino all’intervento del Procuratore Generale di Milano che “perquisì” il Tribunale di Brescia “recuperando” i procedimenti penali occultati, nascosti in una soffitta a dimostrazione che le accuse di Grignano avevano sostanza e gravità; l’unico a pagare pare sia stato un cancelliere del Tribunale di Brescia. (vedi comunicato stampa radicali/Avanti diritto sett. 2011)

CONTINUA L'ABBUFFATA
Da allora ad oggi le cose non sono cambiate, se non in peggio. Il caso della soc. Gianoncelli, “aiutata” a fallire e depredata, con un procedimento in atto da 14 anni ed il suo carico di ingiustizie è testimone dello stato dell’arte di una giustizia malata che elargisce sopraffazioni e arbitrio invece che legge e diritto (Gazetin, dic. 2009 – Fallimenti S.p.a.; Gazetin, giu. 2010 – Il piacere di fare le ...spese; Gazetin lug. 2011 – Il Gioco dell’Oca).
Per chi volesse opportunamente approfondire sono a disposizione un decennio di cronache di Enea Sansi, Vanna Mottarelli e altri temerari, pubblicate su 'l Gazetin con l’audace ambizione di far conoscere qualche verità nel mare dell’omertà (http://labos.valtellina.net/gazetin/Gianoncelli0.htm).
Scandalo nello scandalo, la vicenda del giudice Paci e della sua sentenza con le motivazioni interamente copiate (21 pagine e mezza su 22), errori compresi, dal documento dell’avvocato dei “fallimenti” Nicola Marchi, con qualche cambio, sottrazione, sostituzione di vocabolo qui e là.
In seguito alla pubblicazione dell’articolo apparso sul Gazetin (giu. 2011 – Io copio, tu incolli lei paga) è stato quanto meno disposto il pensionamento del giudice, presumiamo per motivi di salute.

FRANCO GIANONCELLI
Franco, Presidente dell’Associazione “Avanti Diritto” una delle vittime di questa giustizia malata, persona di grande onestà e dignità, malgrado gli affronti e le ingiustizie subite, socio di una ditta portata al fallimento, è oggi candidato al Senato della Lista Amnistia, Giustizia, Libertà.
Le speranze sono riposte nell’azione civile dei cittadini che vorranno non più tollerare che la giustizia sia infangata ed il diritto sia rovesciato nel suo contrario.
L’invito al lettore è quello di diffondere queste note, di votare al Senato i candidati della Lista Amnistia Giustizia libertà, di sostenere l’azione dell’Associazione “Avanti Diritto”.

SERVIZI IGIENICO-SANITARI
Non lasciamo soli i pochi magistrati “capaci ed onesti”: il Tribunale, da solo, nemmeno riesce a risolvere i problema dell’acqua dei suoi cessi. (Gazetin, nov. 2010 – Servizi igienici-giudiziari).