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martedì 31 marzo 2015

Appello di Matteo Ariano a favore dell' etnia Rohingya


Salve a tutti,
vi scrivo per chiedere il sostegno a un'iniziativa che ho iniziato a portare avanti a favore dell'etnia rohingya. I Rohingya sono una minoranza birmana di religione musulmana tra le più calpestate al mondo; ho avuto modo di scriverne su due numeri di "Radical Nonviolent News" (numeri 57-58) 
Avevo intitolato i miei due pezzi "Gli innominabili", perchè il Governo birmano rifiuta di riconoscerne l'identità e, quindi, perfino di nominarli. Per chi volesse approfondire, consentitemi di rinviare ai due articoli già scritti, così da non appesantire troppo questa mail. 

Nel corso di questo mio studio della loro vicenda, sono entrato in contatto con il segretario dell' "European Rohingya Council". Gli ho proposto di predisporre una petizione online per chiedere al Pontefice di compiere un gesto che, sinora, solo Barack Obama ha compiuto: nominare, in pubblico, quest'etnia, pronunciando la parola "Rohingya".
Dopo aver ottenuto l'assenso, da ieri siamo partiti. Ho preparato sulla piattaforma informatica "Change.org" una lettera aperta al Pontefice, in inglese, italiano, francese e spagnolo, in cui, dopo aver illustrato la situazione di quel popolo, gli si chiede di pronunciare, in uno dei suoi discorsi ufficiali, la parola "Rohingya", così da togliere il velo di silenzio su questo popolo. Del resto, i cattolici in Birmania sono essi stessi una minoranza.
Vi chiedo, quindi, compagni, il vostro supporto, anzitutto con una firma, in secondo luogo aiutandomi a diffondere questa petizione, pubblicandola sulla vostra bacheca FB o in qualunque altro modo riteniate opportuno, 
sono aperto a suggerimenti. 
Un saluto,
Matteo Ariano

mercoledì 15 maggio 2013

EutanaSIAlegale


Proposte di legge su eutanasia, tortura, carceri e droghe

EUTANASIALEGALE, UNA SCELTA DI LIBERTA’

Claudia Osmetti




In Italia sono quasi 90mila i malati terminali che muoiono ogni anno, principalmente di cancro. Il 62% di questi lo fa grazie all’aiuto dei medici, con l’eutanasia clandestina. Sì, clandestina, cioè illegale. Perché nel nostro Paese la “dolce morte” non è prevista a livello legislativo. Ed è per questo che molti vanno all’estero: in Svizzera o in Olanda, in Belgio, in Lussemburgo dove il suicidio assistito e l’eutanasia attiva sono consentiti dalle leggi dello Stato. In Germania e in Svezia, invece, è possibile ricorrere all’eutanasia passiva, cioè alla sospensione del cosiddetto accanimento terapeutico. Da noi, no.

Eppure oltre la metà degli italiani, secondo le statistiche, è favorevole alla legalizzazione dell’eutanasia. Perché oltre la metà degli italiani crede che sia doveroso lasciare liberi i malati di scegliere, in determinate condizioni, di preferire una morte opportuna piuttosto che una vita imposta nella sofferenza.

Il dibattito politico oggi non ne parla, troppo impegnato com’è a cercare di districare la complicata matassa dell’IMU sì o IMU no. La discussione su come si muore in Italia difficilmente conquista le prime pagine dei quotidiani, a meno che alcune storie personali si impongano sull’opinione pubblica per la loro forza dirompente. Come quella di Eluana Englaro o Piergiorgio Welby.

Nel nostro la “dolce morte” è giuridicamente assimilabile all’omicidio volontario e il suicidio assistito è punito, a norma dell’articolo 580 del Codice Penale, con la reclusione da 5 a 12 anni. Il diritto costituzionale a non essere sottoposti a trattamenti sanitari contro la propria volontà è costantemente violato, in virtù del concetto giuridico per cui la salute è un diritto inalienabile, cioè incedibile e tutto sommato neanche autogestibile. Altro che, il-corpo-è-mio-e-lo-gestisco-io. “In Italia, ogni anno mille malati terminali si suicidano per la negata eutanasia e altri mille tentano di togliersi la vita”, ha dichiarato qualche settimana fa Carlo Troilo, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni.

Per questo proprio l’Associazione Coscioni ha lanciato la campagna “EuntanaSIAlegale – Per vivere liberi, fino alla fine”. Lo scopo è quello di portare all’attenzione dei nostri parlamentari il progetto di legge di iniziativa popolare “Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia”. Poche regole, chiare, che “stabiliscono con precisione come ciascuno possa esigere legalmente il rispetto delle proprie decisioni in materia di trattamenti sanitari, ivi incluso il ricorso all’eutanasia” (il testo è direttamente consultabile all’indirizzo www.eutanasialegale.it). Per fare in modo che il Parlamento (quantomeno) discuta la proposta servono 50.000 firme.

In questa campagna Sondrio si è confermata una città impegnata nella difesa dei diritti civili, con all’attivo oltre 400 firme già raccolte in poche settimane. Attualmente è possibile firmare per la proposta di legge anche nei Comuni di Sondrio, Morbegno, Cosio, Ardenno, Berbenno, Mantello, Tirano, Villa di Tirano, Bianzone, Cercino e – tra pochi giorni – Grosotto.

Nell’ambito di questa iniziativa, poi, il gruppo Radicali Sondrio ha raccolto oltre 300 firme sulle proposte di legge per l’introduzione del reato di tortura, a favore della legalità e il rispetto dei diritti costituzionali nelle carceri e per la depenalizzazione del consumo delle droghe con la conseguente riduzione dell’impatto penale. Queste proposte sono state promosse dall’Associazione Antigone, dall’Arci, dalla Cgil e da numerose altre associazioni che si occupano del mondo penitenziario e della questione giustizia, come il Coordinamento dei garanti dei diritti dei detenuti.

Il prossimo appuntamento in programma è per sabato 18 maggio a piazza Garibaldi (Sondrio) dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19. Firmare per legalizzare l’eutanasia non è solo una scelta di civiltà, è anzitutto una scelta di libertà.


giovedì 9 maggio 2013

Eutanasia, tortura, carceri e droghe

Proposte di legge su eutanasia, tortura, carceri e droghe

TRECENTO FIRME IN UN GIORNO: PROSEGUE L'INIZIATIVA DEI RADICALI

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


In occasione della mobilitazione straordinaria dello scorso 4 maggio sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e del testamento biologico, Radicali Sondrio ha raccolto 300 firme autenticate in Provincia, mentre a livello nazionale si sono superate le 15.000 sottoscrizioni.
Sempre nello stesso giorno si sono aggiunti alle personalità che avevano già firmato, comeUmberto Veronesi, anche lo scrittore e giornalista Roberto Saviano e l'astrofisica Margherita Hack.
La mobilitazione è seguita alla presentazione alla stampa del video di Piera Franchini, malata terminale di cancro, accompagnata in una clinica svizzera da Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, per richiedere l'eutanasia. Il video è stato visualizzato in rete da circa 200.000 persone.

Per cominciare a porre rimedio a questa situazione, l'Associazione Luca Coscioni propone un testo di legge con poche regole chiare, che stabiliscano con precisione come ciascuno possa esigere legalmente il rispetto delle proprie decisioni in materia di trattamenti sanitari, compreso il ricorso all'eutanasia.
Nell'ambito di questa iniziativa, Radicali Sondrio ha raccolto anche 250 firme sulle proposte di legge per l'introduzione del reato di tortura, a favore della legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri e per la depenalizzazione del consumo delle droghe con la conseguente riduzione dell’impatto penale, promosse da Antigone, Arci, Cgil e da numerose altre associazioni che si occupano del mondo penitenziario e della questione giustizia.
Il prossimo appuntamento con i cittadini che vogliono sottoscriverle sarà per sabato 11 maggio, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15 alle 19, a Sondrio in corso Italia.
I moduli sono inoltre disponibili presso i Comuni di Sondrio, Morbegno, Cosio, Ardenno, Berbenno, Mantello e Cercino.

giovedì 2 maggio 2013

Eutanasia, tortura, carceri e droghe


Proposte di legge su eutanasia, tortura, carceri e droghe


SABATO 4 MAGGIO: MOBILITAZIONE STRAORDINARIA PER L'EUTANASIA LEGALE

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


Sabato 4 maggio, in tutta Italia, l'Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani raccolgono le firme per legalizzare l'eutanasia. E' una giornata di mobilitazione straordinaria per avvicinarsi il più possibile all'obiettivo delle 50.000 sottoscrizioni, da portare al più presto in Parlamento, sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e del testamento biologico.

I potenti non vogliono che se ne discuta. La maggioranza dei cittadini, invece, riconosce l'importanza di essere liberi di scegliere, fino alla fine. Ora c'è questo strumento per far cadere il tabù della morte all'italiana, della vergogna e della paura, contro la dignità e il rispetto del malato e di chi lo assiste.


Nell'ambito di questa iniziativa, Radicali Sondrio raccoglieranno anche le firme sulle proposte di legge contro la tortura, a favore della legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri e per la depenalizzazione del consumo delle droghe con la conseguente riduzione dell’impatto penale, promosse da Antigone, Arci, Cgil e da numerose altre associazioni che si occupano del mondo penitenziario e della questione giustizia.

L'appuntamento con i cittadini che vogliono sottoscriverle sarà dunque sabato 4 maggio, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15 alle 19, a Sondrio in piazza Garibaldi, e, con gli stessi orari, a Morbegno in piazza S. Antonio.

I moduli sono inoltre disponibili presso i Comuni di Sondrio, Morbegno, Cosio, Ardenno, Berbenno e Cercino.

domenica 13 gennaio 2013

Giovanni Sansi

Tante sottoscrizioni alla lista regionale Amnistia, Giustizia e Libertà

OTTIMO INIZIO PER GIOVANNI SANSI, CANDIDATO ALLE REGIONALI

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com


Il significativo afflusso di sottoscrittori ai tavoli per la lista regionale AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA'  ha dimostrato, nonostante la scarsa informazione sui media più influenti, che  le iniziative promosse dai RADICALI riscontrano tra i cittadini un interesse notevole.
In un solo giorno infatti sono state raccolte, in provincia di Sondrio, 184 firme pari al 37% del totale necessario per la presentazione della lista regionale in provincia. Siamo pronti, e ci auspichiamo al più presto, a partire con la sottoscrizione sulle liste nazionali.

martedì 1 gennaio 2013

Lista di Scopo Amnistia Giustizia e Libertà



«Sarò tassativo. Sono pronto per la vostra lista di scopo, l'unica proposta con contenuti centrali per la società, per l'economia, per la crescita. Perché tutto dipende dal funizionamento di processi e della giustizia» 
Luigi Amicone, direttore di Tempi
«Caro Marco Pannella, rispettando le tue scelte, rimani il custode dei diritti di tutti, ne' Napolitano ne' Benedetto XVI lo sono! Gridi perchè hai la forza del diritto che impone una profonda  riforma della giustizia. Questa è una lista di chi si impegna a liberarsi da questo cancro»  
Don Andrea Gallo
L'Amnistia è l'unico strumento immaginato atto e volto ad interrompere la fragranza di una violenza criminale letale ed assassina da parte dello Stato nei confronti del popolo. Ma l'obiettivo "non negoziabile" Amnistia, Giustizia e Libertà ha il suo prezioso tempo. Per questo credo che davvero possa vivere ed esser fatto vivere, con la sua lista di scopo»
Marco Pannella

Occorre che ciascuna e ciascuno di noi (ma per davvero), inventi praticamente un atto, un gesto, un contributo un dialogo, finalizzato a moltiplicare con il superamento delle solitudini la possibilità di fare avanzare ogni ora, ogni giorno, ogni notte, ogni stanchezza, ogni energia per conquistare il tempo letteralmente vitale, sicuramente circoscritto per vincere-con. Con l’antica mendicità dei clerici vagantes che sin da giovane ho conosciuto e praticato ora finalmente vecchio torno a chiedervi e a suggerirvi aiuto, S.O.S., mayday, ogni forma di aiuto, ieri inimmaginato 
Marco Pannella

Personalità che hanno aderito all'iniziativa di Marco Pannella

mercoledì 5 dicembre 2012

da Rita Bernardini

Questa è carina. Mi chiama un funzionario della Digos per dirmi che deve notificarmi un atto (già so di cosa si tratti... devono comunicarmi che sono INDAGATA per la disobbedienza civile sulla CANNABIS TERAPEUTICA del 9 novembre scorso).
Mi dice "dove gliela notifichiamo?". Io rispondo di essere al Partito Radicale, ma che possono notificarmela alla Camera a partire dalle ore 12.15. Lui mi risponde "Non sarebbe meglio lì al Partito?" e io replico "meglio alla Camera dei Deputati" e lui "ma è più complicato..." E io "appunto".

lunedì 19 novembre 2012

Tharcisse Karugarama, Ministro della Giustizia del Ruanda si è iscritto al Partito Radicale

Tharcisse Karugarama, Ministro della Giustizia del Ruanda, in occasione della Conferenza "Science for Peace" a Milano della Fondazione Umberto Veronesi, si è iscritto al Partito Radicale. Dal 2006 Karugarama, ha assunto l'incarico di Ministro della Giustizia, dopo essere stato vicepresidente e presidente della Corte suprema della Repubblica del Ruanda
PROFILO
1979: Laurea in Giurisprudenza (LL.B Hons); Makerere University.
1980: Specializzazione in pratica legale, Law Development Centre, Kampala (Dip. LP).
1983: Diploma di lingua francese (riconoscimento: Honorable), Parigi, Francia. Studente esterno presso l'Alliance Française di Kampala.
1987: Certificato di operatore in ambito sociale; Nsamizi Entebbe, Uganda.
1988-1993: Numerosi certificati in studi sullo sviluppo rurale e delle comunità.
1997: National Centre for State Courts, Washington D.C., USA.
1998: Ecole Nationale de la Magistrature (ENM); Parigi, Francia.
ESPERIENZA LAVORATIVA
In Ruanda
2006 - oggi Ministro della Giustizia e Procuratore Generale, Repubblica del Ruanda;
Luglio 2004 - Luglio 2006: Presidente della Corte Suprema della Repubblica del Ruanda;
Luglio 1999 - Dicembre 2003: Vice Presidente, Corte Suprema del Ruanda;
Giugno 1996 - Luglio 1999: Pubblico Ministero, Corte di Appello, Ruhengeri;
Tre anni come Presidente della Commissione di riforma legale del Ruanda, e al contempo Vice Presidente, Corte Suprema;
Breve incarico per il film documentario della CNN Rwanda Cry Justice;
Due anni come Co-ordinatore del Progetto Lutheran World Federation (LWF) nella provincia di Umutura
All'estero
1980 – 1984 Procuratore di Stato, Ministero della Giustizia, Uganda
1984 – 1987 Programme Assistant, UNHCR, Kampala, Uganda
1988-1994, District Projects Officer (DPO), SWIP/UNICEF, Uganda

mercoledì 17 ottobre 2012

Mozione Generale

L'approvazione del Comitato Nazionale 

IL TESTO INTEGRALE DELLA MOZIONE DI RADICALI ITALIANI DELL'OTTOBRE 2012






Di seguito il testo integrale della mozione generale presentata dal Segretario di Radicali Italiani Mario Staderini e dal Tesoriere Michele De Lucia, e approvata dal Comitato Nazionale.

Il Comitato nazionale di Radicali Italiani, riunitosi a Roma il 12, 13 e 14 ottobre 2012, ascoltate le relazioni del Segretario e del Tesoriere, le approva.
Il Comitato rivendica come, grazie alla pluridecennale esperienza e alla continuità delle lotte per la legalità degli appuntamenti elettorali e per la pubblicità dei momenti istituzionali e dell’utilizzo delle risorse pubbliche, i Radicali sono stati precursori e determinanti nell’innescare il processo di crisi e disgregazione dei blocchi di potere partitocratico che hanno stravolto e corrotto l’istituto della Regione, a partire dal Lazio di Renata Polverini e dalla Lombardia di Roberto Formigoni. Una verità che i media di regime hanno sistematicamente nascosto agli italiani e quasi sempre falsificato, negando la natura “altra” della storia e del vissuto radicale.
Si aggrava, in questo modo, la censura e la rimozione sistematica delle campagne politiche radicali che è alla base anche della grave situazione economica e organizzativa del Movimento, al punto da metterne gravemente in discussione la stessa possibilità di continuare ad operare oltre la data stabilita per la tenuta dell’XI Congresso, convocato a Roma dal 1° al 4 novembre.
Il Comitato impegna gli organi dirigenti a integrare il documento “La Peste italiana” con specifici approfondimenti, in particolare per quanto riguarda la denuncia dell'illegalità del processo democratico e della giurisdizione, al fine di restituire memoria sulla continuità e sulla durata di alcuni dei fronti di resistenza più significativa e per meglio armare le lotte future.
Il Comitato denuncia i tentativi in corso –rispetto ai quali il Presidente della Repubblica è purtroppo inerte e non esente da responsabilità- per mantenere il carattere antidemocratico delle prossime elezioni, a partire dalla fase di presentazione delle liste,  le cui condizioni si prefigurano identiche a quelle che hanno determinato, da ultimo, i casi di illegalità conclamata nelle elezioni regionali.  Ma, soprattutto, l’annunciata, pervicace volontà di modificare le regole del gioco a poche settimane dal voto - in aperto contrasto con il principio di stabilità delle leggi elettorali elaborato a livello di Consiglio d’Europa e riconosciuto dalla Corte europea dei diritti dell’uomo - pone la Repubblica al di fuori di ogni standard internazionale. 
Il Comitato sostiene l’iniziativa nonviolenta condotta dal 18 settembre dal deputato radicale Maurizio Turco affinché i cittadini siano almeno informati di questa realtà e impegna gli organi dirigenti a proseguire nelle iniziative politiche e giudiziarie volte all’affermazione del principio “conoscere per deliberare” e alla riparazione in favore degli italiani di quanto sinora negato dal servizio pubblico radiotelevisivo, in primo luogo con la cancellazione per quattro anni delle tribune politiche, obbligatorie per legge.
Il Comitato, considerata l'opportunità di fare tesoro persino di elezioni truccate per creare nuove occasioni di lotta politica e di denuncia del carattere di delinquente professionale dello Stato italiano, dà mandato agli organi dirigenti: 
  • nell'immediato, di predisporre delle liste radicali per la legalità sulle quali iniziare da subito a raccogliere firme –con un tavolo simbolico in piazza del Quirinale- e così avvertire i cittadini che il processo elettorale è di già iniziato, in quanto la legge fissa in sei mesi precedenti al termine di deposito delle liste il momento a partire dal quale vanno raccolte le oltre 160 mila sottoscrizioni necessarie per partecipare alle elezioni politiche;
  • di operare assieme ai soggetti della “galassia” per la predisposizione di liste radicali per le elezioni, sia politiche nazionali che regionali e locali; tali liste dovranno essere aperte alle personalità e ai militanti di ogni provenienza politica e civile che si riconoscono negli obiettivi di alternativa radicale, nonviolenta e democratica. Il Comitato rivolge un urgente appello perché tali personalità e militanti, a partire dai protagonisti della lotta per la legalizzazione della giustizia e del carcere, partecipino con pieno diritto al Congresso;
  • di depositare in Corte di Cassazione i quesiti referendari sinora predisposti e quelli che si riusciranno a preparare. Queste proposte, da presentare a Congresso invitando singole personalità e organizzazioni disponibili ad esserne copromotori, dovranno essere tali da esprimere  un programma di governo alternativo;
  • di avviare l’urgente mobilitazione di tutte le forze militanti per consentire l’avvio in contemporanea della campagna di raccolta firme per le elezioni e della campagna referendaria, con una selezione dei quesiti già depositati.
Il Comitato, inoltre, prende atto della scelta di Bersani, Nencini e Vendola di procedere congiuntamente alla stesura di una “carta d’intenti”, escludendo totalmente il movimento radicale e referendario; una scelta che, pur non sorprendendo, appare quanto mai scandalosa, sia nel metodo con il quale quegli apparati hanno tagliato fuori dalla decisione i loro stessi dirigenti e militanti, sia nel merito di una continuità con il peggio delle tradizioni trasformiste e togliattiane.
Il Comitato saluta e ringrazia le 1.611 persone – 1.148 iscritti e 463 contribuenti – che hanno deciso di sostenere il Movimento per il 2012, per un autofinanziamento complessivo di 203mila euro, e si appella a tutti gli iscritti e ai militanti affinché si mobilitino, assieme agli organi dirigenti, per la raccolta di almeno duecento nuovi iscritti, o l’equivalente in contributi, entro la tenuta del Congresso stesso.
Il Comitato, infine, saluta le oltre 300 mila firme raccolte sugli otto referendum di "Roma Sì muove" che rappresentano uno straordinario patrimonio di partecipazione ed entusiasmo oltre che la migliore risposta al malaffare partitocratico,  e ringrazia le centinaia di volontari che hanno organizzato banchetti referendari durante i mesi estivi nonostante gli ostacoli frapposti dall'assenza di legalità, dai media di regime e dagli apparati di quelle forze politiche e sociali che hanno vissuto con timore la prospettiva di dare voce, attraverso i referendum, a quei cittadini che hanno costantemente ingannato.

mercoledì 10 ottobre 2012

Diffamazione contro i Radicali

Domani la Sentenza

LA LUNGA NOTTE DI FIRMIGONI

Lorenzo Lipparini
www.lorenziolipparini.it




Milano, 10 ottobre 2012 -   Domani, giovedì 11 ottobre, alle ore 14.30, si terrà presso la IV sezione penale bis del tribunale di Milano l'ultima udienza del processo che vede imputato il Presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni per diffamazione nei confronti dei Radicali Marco Pannella, Marco Cappato e Lorenzo Lipparini. Il processo riguarda le dichiarazioni di Formigoni sulle firme false presentate a sostegno della propria candidatura, a suo avviso frutto di un complotto dei Radicali. L'udienza è convocata per ascoltare le repliche delle parti, alle quali seguirà la lettura della sentenza. Il Pubblico Ministero ha chiesto un anno di reclusione per Formigoni e il pagamento di 500 euro, i Radicali il risarcimento dei danni non patrimoniali per 200.000 euro. All'udienza saranno presenti gli esponenti Radicali Marco Cappato e Lorenzo Lipparini, assistiti dall'avvocato Giuseppe Rossodivita. 

sabato 21 luglio 2012

Amnistia subito!


Anche Radicali Sondrio, sotto la guida di Mariolina Nobili,  ha partecipato ai quattro giorni di nonviolenza promossi dal Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito , presenziando davanti alle carceri di Sondrio (questa mattina sabato 21 Luglio) con manifesti, uno striscione e volantini.
Invitiamo a sottoscrivere l'appello rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al sito www.amnistiasubito.it , nel quale si ribadisce la prepotente urgenza per lo stato italiano di rientrare nel diritto costituzionale e dei diritti umani (anche in base alle condanne della Corte Europea dei Diritti dell' Uomo su sovraffollamento - condizione dei detenuti e sulla abnorme lunghezza dei processi).(Il testo completo QUI)
Giovanni Sansi

venerdì 8 giugno 2012

Emma Bonino - Breslavia

Il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski premia Emma Bonino

 "The Atlantic Council would be honored to pay tribute to your pioneering work as one of Europe's staunchest and most unapologetic human rights advocates. Never afraid to take a stand on delicate but important issues, you have been a trailblazer in defending civil liberties and fundamental freedoms in Europe and throughout the world. From your support of the creation of the International Criminal Court and other tribunals, to your work in establishing the Arab Democracy Foundation, you have championed the spread of freedom to those whose own governments had failed them. Whit this award, we wish to recognize your decades of service and in particular your efforts, early on, to elevate the dialogue on human rights in the
Middle East."
 

mercoledì 6 giugno 2012

Giustizia: colpevole di essere innamorato... vada in manicomio criminale





venerdì 11 marzo 2011




di Valentina Ascione
Gli Altri, 11 marzo 2011

Un viaggio. "Un viaggio tra malattia mentale e carcere, in cui non riesci a distinguere chi è matto da chi non lo è". Eppure per Irene Testa il carcere è pane quotidiano. Con l'associazione radicale di cui è segretaria "Il Detenuto Ignoto", se ne occupa tutti i giorni, da anni, e in questi anni ne ha viste - lei sì - "di ogni". L'Opg, però, è tutta un'altra storia. L'ospedale psichiatrico giudiziario, il manicomio criminale, è un miscuglio di storie, tutte diverse e tutte accomunate dall'incertezza. Quella di Aversa, poi, è forse la peggiore di queste strutture, uniche superstiti della legge Basaglia. Carlo - lo chiameremo così - si trova lì da pochi giorni, come sua madre aveva scritto in una lunga lettera inviata al “Detenuto Ignoto” e a chissà quante altre associazioni. Come un messaggio nella bottiglia, nella speranza che qualcuno lo pescasse. "Mio figlio non è pazzo, non ha mai ammazzato, mai stuprato, non ha mai fatto rapine nè furti, mai spacciato droga. Negli Opg che fino ad oggi lo hanno ospitato erano tutti concordi nel ribadire che tali strutture non sono adatte a lui", scriveva nella sua lettera disperata di madre sola e malata. E in effetti Carlo non ha proprio l'aria di essere disturbato, anzi. E' bello, bello davvero, alto e con due splendidi occhi azzurri.
E' stato internato per "malattia sopraggiunta in carcere", come molti ospiti di questa struttura del 1800, nella sua versione dei fatti, però, non c'è traccia di patologia. Racconta di essere evaso dagli arresti domiciliari per inseguire una ragazza della quale era innamorato e, una volta riacciuffato, di aver opposto resistenza e sferrato un pugno a un poliziotto. Ciò sarebbe bastato a ritenere che avesse bisogno di cure. Carlo tuttavia non è sottoposto ad alcun tipo di trattamento farmacologico, semplicemente perché non ne ha bisogno. Perché, come sembrano confermare le relazioni di medici e psichiatri, questo bel trentaduenne con alle spalle alcuni problemi di alcol e droga non dovrebbe trovarsi in un Opg. In carcere, magari, dove a quest'ora avrebbe già terminato di scontare la propria pena, ma non qui tra veri o presunti soggetti psichiatrici, condannati a un "ergastolo bianco" perché, proroga dopo proroga, hanno ormai perso ogni contatto con l'esterno e quindi non hanno altro luogo dove poter stare, né qualcuno che possa prendersi cura di loro. O perché non hanno ancora fornito prove sufficienti di un ritrovato lume della ragione e dunque continuano a essere ritenuti potenzialmente pericolosi. Qui, ad Aversa, chi non è matto rischia di diventarlo. E allora è proprio il caso di dire: meglio la galera.

mercoledì 16 maggio 2012

Certi diritti


CERTI DIRITTI
 CHE LE COPPIE CONVIVENTI
 NON SANNO DI AVERE. 
Per vivere consapevolmente in coppia
 o in attesa di giuste nozze (112 pagine; 12 euro)

Certi Diritti che le coppie conviventi  non sanno di avere
Per vivere consapevolmente in coppia o in attesa di giuste nozze

CONTENUTO
Certi Diritti che le coppie conviventi  non sanno di avere si presenta come un agile manuale rivolto alle “coppie di fatto” eterosessuali o dello stesso sesso che la normativa italiana continua volutamente ad ignorare. Anche se il loro numero continua ad aumentare il Parlamento ad oggi, non le considera famiglie portatrici di diritti, i figli che ne fanno parte e che rappresentano una realtà ormai consolidata, non sono tutelati. Il libro esamina le normative italiane fornendo delle indicazioni utili per realizzare, ove possibile, delle “protezioni” utili a queste coppie. Gli argomenti trattati rispondono alle situazioni comuni che si trovano ad affrontare: dall’eredità alla casa, dalla tutela dei figli all’assistenza reciproca.

AUTORI
Bruno de Filippis, giurista, esperto di diritto di famiglia è autore di una vastissima produzione in materia. Le sue opere, che abbracciano tutti gli aspetti del diritto di famiglia, sono tra le più conosciute e lette dagli
operatori specializzati. 
Gian Mario Felicetti, autore di “La famiglia fantasma” e membro del Direttivo dell’Associazione radicale Certi Diritti.
Gabriella Friso, responsabile dell’Ufficio Diritti dell’associazione Les Cultures di Lecco, fa parte del gruppo IO (Immigrazione e Omosessualità) di Milano e del Direttivo dell’Associazione radicale Certi Diritti.
Filomena Gallo, Avvocato e Segretaria dell’ Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.

PERCHE’ QUESTO LIBRO
Il numero delle coppie di conviventi continua ad aumentare nel nostro Paese ma, a differenza di quello che accade ormai tutti i Paesi europei, i Governi che si sono succeduti in Italia continuano ostinatamente a negare loro ogni riconoscimento.

giovedì 10 maggio 2012

Petizione per chiedere al Governo e al parlamento l'introduzione del reato di tortura nell'ordinamento italiano





Associazione Detenuto Ignoto. Petizione per chiedere al Governo e al parlamento l'introduzione del reato di tortura nell'ordinamento italiano
Noi sottoscritti cittadini italiani: Avv. Fabio Anselmo, Ilaria Cucchi, Lucia Uva, Domenica Ferulli, Patrizia Moretti, Luciano Isidro Diaz, maria Ciuffi, Irene Testa
 premesso che:

• nell'ordinamento giuridico italiano un reato che punisce un fatto grave come la "tortura", così come definita universalmente e identificata dalle Nazioni Unite in termini di diritto internazionale

lunedì 23 aprile 2012

II Marcia per l’amnistia, la giustizia e la libertà, partenza dal carcere di Regina Coeli

Aderisci e partecipa alla Seconda Marcia per l’amnistia, la giustizia e la libertà.

Per chiedere al Parlamento un impegno concreto e solerte, adeguato ad affrontare le drammatiche condizioni in cui versano la giustizia e le carceri nel nostro Paese.
Oggi ancora più di sei anni fa, ormai da decenni, si tratta di una delle più grandi questioni sociali in Italia, fonte continua di condanne - ripetutamente sin dal 1980 - da parte delle Corti di Giustizia europea e internazionali, per violazione dei diritti umani fondamentali.

domenica 26 giugno 2011

ENEA SANSI in sciopero della fame a fianco di MARCO PANNELLA


Enea Sansi. Anch'io, da oggi, in sciopero della fame 
Perché ho deciso di sostenere l'azione nonviolenta di Marco Pannella “l'Italia torni a potere in qualche misura essere considerata una democrazia”


24 Giugno 2011
 
Dalla scorsa mezzanotte, e per quanti giorni mi sarà possibile anche in relazione agli obiettivi declinati sul piano locale, ho iniziato uno sciopero della fame a sostegno dell'iniziativa di Marco Pannella affiancato, ad ora, da oltre 15.000 persone. Un piccolo contributo, nell'ambito della «necessità di un consapevole e attivo coinvolgimento dell’opinione pubblica e dei cittadini» e di «richiamare, ..., su tali questioni l’attenzione di tutti i soggetti istituzionali responsabili sollecitandoli ad adottare le indispensabili misure amministrative, organizzative e legislative» espressa nelle parole del Presidente della Repubblica, cui Pannella ha corrisposto alla mezzanotte con la sospensione dello sciopero della sete. Un “passaggio di testimone”, che raccolgo per il 'mio' tratto di pista con le motivazioni e alla ricerca di un dialogo con interlocutori alla mia portata indicati nella lettera-annuncio che ho inviato ieri e che riporto più sotto.
Voglio infine dedicare la mia azione, in segno di spirituale vicinanza, alla lotta nonviolenta che in questi stessi giorni a Cuba sta conducendo Jorge Cervantes García, come apprendo all'Oblò di fianco su questa nostra unica Nave battente le bandiere di libertà e democrazia. La notizia che la sua voce comincia a raggiungere molte persone, almeno fuori se non ancora dentro l'Isola, possa costituire alimento di fiducia e nuova speranza, consentendogli una tregua ristoratrice. Portiamo anche il suo, di “testimone”, per un breve tratto: di vita capace di spostare di un millimetro la soglia di libertà abbiamo bisogno e non certo di un corpo da scagliare contro gli avversari!





Morbegno, 23 giugno 2011

LETTERA APERTA
Stim.mi
Sig. Presidente del Tribunale di Sondrio
Sig. Procuratore della Repubblica
presso il Tribunale di Sondrio

Vi scrivo formalmente, indirizzando al Vs. Ufficio, ma mi rivolgo a Voi personalmente contando sulla cortesia di qualche minuto di attenzione.
Dalla mezzanotte di domenica, 19 giugno, Marco Pannella ha iniziato uno sciopero della sete perché l'Italia «torni a poter essere considerata,