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venerdì 11 marzo 2016

Carcere di via Caimi

Dopo la visita ispettiva alla casa circondariale

I RADICALI RACCONTANO I DATI E LA SITUAZIONE DEL CARCERE DI SONDRIO

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


A seguito della visita ispettiva alla Casa Circondariale di Sondrio del 30 dicembre scorso, da parte di  una delegazione di Radicali Sondrio congiuntamente a due parlamentari, ci sono stati forniti, dopo qualche insistenza, i dati richiesti con apposito questionario.
E' stata dichiarata una capienza regolamentare di 65 posti, sebbene dai siti ufficiali del Ministero della Giustizia questa cifra risulti essere di 31 al 15/07/15 e di 29 al 31/12/15, mentre nel 2010 ci era stato risposto che erano 27. Eppure l'edificio risale a più di un secolo fa (per intenderci ai tempi di Lombroso) e l'impianto quello è rimasto, salvo modifiche non strutturali.  
Erano presenti 36 detenuti comuni, tutti uomini, di cui 25 con condanna definitiva e 11 in attesa di giudizio: 10 sono tossicodipendenti, di cui 2 in terapia metadonica. Gli stranieri sono 25, i residenti fuori regione 27, solo 12 effettuano colloqui regolari e un detenuto usufruisce di permessi premio, in 6 lavorano come dipendenti dell’amministrazione penitenziaria. 
Quanto al personale operante nel carcere, sono in servizio effettivo 20 agenti (rispetto ad una pianta organica che ne prevede 30), 1 educatore (sui 2 prescritti), mentre per gli stranieri non è prevista la figura del mediatore culturale.
Dopo un recente incontro con la Direttrice del carcere, Stefania Mussio, Gianfranco Camero ha dichiarato:
“Sebbene dai dati dello stesso Ministero della Giustizia continui a risultare un eccesso di detenuti rispetto alla capienza regolamentare (49.592 contro 52.846 al 29/02/16), abbiamo finalmente compreso perché il Ministro Orlando ripeta che l'emergenza carceraria è terminata: se è possibile raddoppiare la capienza (almeno sulla carta) in tutta Italia, come sembra accadere a Sondrio, sicuramente c'è posto per tutti!
Poi non sarà comunque come per Breivik, l'attentatore di Oslo, responsabile di 77 vittime, condannato a 21 anni di carcere, che sta scontando in una prigione norvegese di massima sicurezza, con 252 celle dotate di ogni comfort: tv, frigo e bagno con doccia, arte contemporanea alle pareti, palestra, laboratori, sovraffollamento inesistente, metà del personale costituito da donne, guardie disarmate. Il fatto però che lì il tasso di recidiva sia del 20%, mentre da noi circa il 70%, vorrà pur dire qualcosa.
I progetti che compaiono nella relazione del Garante dei diritti dei detenuti di Sondrio dell'aprile dello scorso anno (corsi di informatica, formazione professionale di tipo artigianale, lo “sportello del cittadino detenuto” per la tutela giuridica dello stesso), dovendosi basare solo sul volontariato, non trovano realizzazione per la mancanza di risorse finanziarie e per le diverse opinioni e modi di agire che caratterizzano i numerosi (e spesso precari) responsabili che si sono succeduti nella direzione dell'istituto penitenziario.
Diventa quindi un'illusione, nella maggioranza dei casi, il modello riabilitativo, pure sancito dalla Costituzione, così come andrebbe ripensato l'attuale modello di giustizia “retributiva”, che considera il reato come 'violazione di una norma' e la pena come 'conseguenza giuridica' che sanziona tale condotta e che ha generato un'impostazione formalistica del diritto penale ed un conseguente sistema altamente burocratizzato e astratto, nel quale le persone rimangono del tutto marginali.

Guardando a nuovi modelli, come la giustizia “riparativa”, andrebbe affrontata una sorta di rivoluzione copernicana, considerando il problema centrale della giustizia penale non più il concetto astratto di ordine giuridico, bensì la persona come singolo e come essere relazionale, a cominciare dalla vittima del reato e dall'obbligo che ne consegue per chi l'ha commesso di porre rimedio alle conseguenze lesive della sua condotta.”

***

NE HANNO DATO NOTIZIA:
TellusFolio (domenica 6 marzo 2016): articolo disponibile qui.
Ristretti Orizzonti (lunedì 7 marzo 2016): articolo disponibile qui
La Provincia di Sondrio (lunedì 7 marzo 2016): 

Il Giorno, ed. Sondrio (martedì 8 marzo 2016): 

La Gazzetta di Sondrio (martedì 8 marzo 2016): articolo disponibile qui.
TeleUnica Sondrio (mercoledì 9 marzo 2016): 




venerdì 1 gennaio 2016

Visita ispettiva al carcere di via Caimi

Una delegazione radicale nella casa circondariale di Sondrio

RADICALI SONDRIO: FINE ANNO AL CARCERE DI VIA CAIMI, ALLARME SOVRAFFOLLAMENTO

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com


All’interno delle iniziative promosse dal Partito Radicale per il Capodanno del 2016 (Marco Pannella e Rita Bernardini sono stati ieri sera al carcere di Regina Coeli a Roma), una delegazione di Radicali Sondrio composta da Claudia Osmetti e Giovanni Sansi ha partecipato giovedì 30 dicembre 2015 a una visita ispettiva alla casa circondariale di Sondrio, in via Caimi. Erano presenti anche il senatore Pd Mauro Del Barba e il sottosegretario agli Affari esteri Benedetto Della Vedova. A seguire si è svolto un incontro con il garante comunale dei diritti delle persone limitate nella libertà personale, Francesco Racchetti.

“Abbiamo riscontrato una situazione di sovraffollamento sostanziale: a fronte dell’ultima relazione datata aprile 2015 del garante dei detenuti di Sondrio, infatti, al 20 dicembre 2015 nel carcere di via Caimi risultano 35 persone detenute (più una in permesso) contro una capienza regolamentare di 27 posti”, commenta Claudia Osmetti di Radicali Sondrio e membro del Comitato nazionale di Radicali italiani. “Certo una condizione migliorata rispetto alla presenza di oltre 60 detenuti di tre anni fa, ma sicuramente non ottimale. La struttura è antiquata: i servizi igienici sono fatiscenti, la sala computer (ristrutturata di recente) non è attrezzata, ci sono solo un paio di pc nella biblioteca. La maggior parte dei detenuti è straniera, motivo per cui una volta a settimana viene organizzato un corso di lingua italiana. Sono state fatte delle migliorie, come il parquet nuovo nella palestra, ma gli attrezzi sono ancora vecchi. Anche la sala colloqui è stata ristrutturata, ora è presente anche una sala adiacente per le visite famigliari”. 


“Che il carcere di Sondrio sia una struttura piccola e con problemi tutto sommato più contenuti rispetto alle grandi realtà carcerarie del resto del Paese non è una scusante”, conclude Osmetti: “Bisogna ricordare che il diritto a una vita dignitosa dell’ultimo dei carcerati, anche in Valtellina, è il diritto a una vita dignitosa di tutti”. 

Nel corso della visita è stato richiesto agli agenti della polizia penitenziaria di compilare il questionario del Partito Radicale sullo stato effettivo della condizione carceraria sondriese: sarà cura di Radicali Sondrio rendere noti i dati non appena disponibili.

martedì 29 dicembre 2015

30 dicembre in carcere

Ispezione alla casa circondariale di via Caimi 

RADICALI SONDRIO ASSIEME AL SOTTOSEGRETARIO DELLA VEDOVA IN VISITA AL CARCERE DI SONDRIO

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com


Una delegazione di Radicali Sondrio parteciperà domani, mercoledì 30 dicembre 2015, alla visita ispettiva alla casa circondariale di Sondrio organizzata dal senatore Benedetto Della Vedova. Sarà l'occasione per fare il punto sul sistema carcerario in Valtellina e sulla struttura di via Caimi che, tra le poche in Italia, non presenta più problemi di sovraffollamento, come indicato dall'ultima relazione del garante dei diritti delle persone limitate nella libertà personale per la provincia di Sondrio, Francesco Racchetti.