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giovedì 12 giugno 2014

Manifestazioni a Sondrio/6

Giachetti promuove un'interrogazione parlamentare

TRIBUNA APERTA IN PIAZZA PER PARLARE DELLA SITUAZIONE DELLA LEGALITA' IN PROVINCIA


Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


Nei giorni scorsi, il Vicepresidente della Camera dei Deputati Roberto Giachetti (PD), ha presentato un'interrogazione parlamentare rivolta al presidente del Consiglio dei Ministri e al ministro della Giustizia sul caso della recente condanna per diffamazione del giornale 'l Gazetin da parte del Tribunale di Brescia. L'atto di sindacato ispettivo si basa sull'articolo a firma di Claudia Osmetti, pubblicato dal quotidiano Libero del 18 maggio scorso, con cui viene ricostruita la vicenda che ha portato, a seguito di querela da parte del giudice del Tribunale di Sondrio Fabrizio Fanfarillo, a questo pronunciamento della prima sezione civile del foro bresciano, con riferimento però alla sola “vignetta” che corredava l'articolo in questione. 

Nella parte conclusiva dell'interrogazione si legge: "la giurisprudenza, anche di Cassazione, in tema di diritto di critica ha ormai ampiamente legittimato la satira come strumento essenziale di esercizio della libertà di manifestazione del pensiero, connotato, peraltro, proprio per le sue caratteristiche intrinseche, da limiti espressivi più ampi rispetto al discorso parlato o scritto; l'attuale disciplina normativa evidentemente consente interpretazioni che in ultima analisi, ad avviso dell'interrogante, non salvaguardano adeguatamente il diritto di libera manifestazione del pensiero di cui all'articolo 21 della Costituzione; se, a partire dal caso descritto in premessa, non intenda adottare ogni iniziativa di competenza, anche normativa, per una piena tutela dei diritti sanciti dall'articolo 21 della Costituzione".  Qui il testo integrale.

Per la sesta settimana consecutiva, anche sabato 14 giugno si terrà una manifestazione di RADICALI SONDRIO e dell'Associazione AVANTI DIRITTO: a partire dalle 9 in piazza Campello a Sondrio sarà possibile firmare l'appello a favore della libertà di stampa e del giornale 'l Gazetin, verrà inoltre ribadita la necessità dell'amnistia quale principale e immediato strumento per interrompere la tortura praticata nei confronti dei detenuti ristretti nelle nostre carceri, sebbene il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa abbia recentemente prorogato di un anno le sanzioni previste dalla sentenza pilota Torreggiani.

Sul “fallimento Gianoncelli”, in particolare, la manifestazione si propone di fare chiarezza sulla questione della “sparizione” dell’usufrutto sull’appartamento di Patrizia Gianoncelli, estranea al fallimento: un “caso nel caso”, connotato da innumerevoli irregolarità ed illegalità, come dimostra la presenza di due visure storiche contrastanti sullo stesso immobile di cui una è inevitabilmente falsa.

Per questo RADICALI SONDRIO e l' Associazione AVANTI DIRITTO chiedono alla Procura di Sondrio di fare le opportune indagini per l’individuazione degli autori dei reati e degli eventuali  complici. Una “mostra” sulla sparizione dell’usufrutto verrà allestita presso il gazebo per informare i cittadini sulla gravita’ dell’episodio mentre sono previsti alcuni interventi nel corso di una “tribuna aperta” a conclusione della manifestazione.



venerdì 23 maggio 2014

Manifestazioni a Sondrio/3

Per la giustizia giusta

PROSEGUONO LE INIZIATIVE A SONDRIO SU CASO GIANONCELLI, LIBERTA DI STAMPA E AMNISTIA

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


Proseguono le manifestazioni promosse da RADICALI SONDRIO e dall'Associazione AVANTI DIRITTO con un nuovo appuntamento per sabato 24 maggio, a partire dalle 9 in piazza Campello a Sondrio, per difendere la libertà di stampa e garantire un minimo di informazione sulla vicenda del  fallimento Gianoncelli”.

In proposito, da segnalare un articolo pubblicato dal quotidiano nazionale Libero di domenica 18 maggio, in cui si ripercorre il caso dell'ultima condanna per diffamazione del giornale 'l Gazetin, a seguito della sentenza emessa due mesi fa dal Tribunale di Brescia per una causa civile promossa dal giudice del tribunale sondriese Fabrizio Fanfarillo. Sebbene l'articolo del caso non contenesse alcun aspetto diffamatorio, la “vignetta” che lo corredava, riproducente un manifesto storico, è stato ritenuto che travalicasse il diritto di satira.

La stessa “vignetta” riprodotta sui volantini che verranno distribuiti, come nelle occasioni precedenti, dai manifestanti  con cartelli che percorreranno le vie del capoluogo, anche per ricordare che fra pochi giorni scade il termine fissato per l’Italia dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, per porre fine alla tortura praticata nei confronti dei detenuti ristretti nelle nostre carceri.

Infatti a partire dal 3 giugno, il  Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa è chiamato a valutare se l’Italia abbia ottemperato o meno a quanto previsto dalla sentenza Torreggiani e secondo i Radicali, che presenteranno un loro dossier di analisi della situazione attuale, si è ancora molto lontani dal garantire ai 60.000 detenuti nelle carceri italiane trattamenti che non violino l’art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti.

venerdì 24 maggio 2013

Eutanasia, tortura, carceri e droghe

Proposte di legge su eutanasia, tortura, carceri e droghe

PUNTO SULLA RACCOLTA FIRME E PROSSIME INIZIATIVE

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com



La raccolta di firme di Radicali Sondrio sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e del testamento biologico è arrivata a 565 sottoscrizioni autenticate in Provincia, per un totale di oltre 23.000 in tutta Italia.
Poco meno le altre tre proposte, per l'introduzione del reato di tortura (460 firme), a favore della legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri (453) e per la depenalizzazione del consumo delle droghe con la conseguente riduzione dell’impatto penale (408).
Radicali Sondrio saranno di nuovo presenti sabato 25 maggio, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15 alle 19, a Morbegno in piazza S. Antonio.
I Comuni dove per ora è possibile firmare sono: Sondrio, Morbegno, Cosio, Ardenno, Berbenno, Mantello, Cercino, Tirano, Villa di Tirano, Bianzone e Grosotto.

mercoledì 15 maggio 2013

EutanaSIAlegale


Proposte di legge su eutanasia, tortura, carceri e droghe

EUTANASIALEGALE, UNA SCELTA DI LIBERTA’

Claudia Osmetti




In Italia sono quasi 90mila i malati terminali che muoiono ogni anno, principalmente di cancro. Il 62% di questi lo fa grazie all’aiuto dei medici, con l’eutanasia clandestina. Sì, clandestina, cioè illegale. Perché nel nostro Paese la “dolce morte” non è prevista a livello legislativo. Ed è per questo che molti vanno all’estero: in Svizzera o in Olanda, in Belgio, in Lussemburgo dove il suicidio assistito e l’eutanasia attiva sono consentiti dalle leggi dello Stato. In Germania e in Svezia, invece, è possibile ricorrere all’eutanasia passiva, cioè alla sospensione del cosiddetto accanimento terapeutico. Da noi, no.

Eppure oltre la metà degli italiani, secondo le statistiche, è favorevole alla legalizzazione dell’eutanasia. Perché oltre la metà degli italiani crede che sia doveroso lasciare liberi i malati di scegliere, in determinate condizioni, di preferire una morte opportuna piuttosto che una vita imposta nella sofferenza.

Il dibattito politico oggi non ne parla, troppo impegnato com’è a cercare di districare la complicata matassa dell’IMU sì o IMU no. La discussione su come si muore in Italia difficilmente conquista le prime pagine dei quotidiani, a meno che alcune storie personali si impongano sull’opinione pubblica per la loro forza dirompente. Come quella di Eluana Englaro o Piergiorgio Welby.

Nel nostro la “dolce morte” è giuridicamente assimilabile all’omicidio volontario e il suicidio assistito è punito, a norma dell’articolo 580 del Codice Penale, con la reclusione da 5 a 12 anni. Il diritto costituzionale a non essere sottoposti a trattamenti sanitari contro la propria volontà è costantemente violato, in virtù del concetto giuridico per cui la salute è un diritto inalienabile, cioè incedibile e tutto sommato neanche autogestibile. Altro che, il-corpo-è-mio-e-lo-gestisco-io. “In Italia, ogni anno mille malati terminali si suicidano per la negata eutanasia e altri mille tentano di togliersi la vita”, ha dichiarato qualche settimana fa Carlo Troilo, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni.

Per questo proprio l’Associazione Coscioni ha lanciato la campagna “EuntanaSIAlegale – Per vivere liberi, fino alla fine”. Lo scopo è quello di portare all’attenzione dei nostri parlamentari il progetto di legge di iniziativa popolare “Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia”. Poche regole, chiare, che “stabiliscono con precisione come ciascuno possa esigere legalmente il rispetto delle proprie decisioni in materia di trattamenti sanitari, ivi incluso il ricorso all’eutanasia” (il testo è direttamente consultabile all’indirizzo www.eutanasialegale.it). Per fare in modo che il Parlamento (quantomeno) discuta la proposta servono 50.000 firme.

In questa campagna Sondrio si è confermata una città impegnata nella difesa dei diritti civili, con all’attivo oltre 400 firme già raccolte in poche settimane. Attualmente è possibile firmare per la proposta di legge anche nei Comuni di Sondrio, Morbegno, Cosio, Ardenno, Berbenno, Mantello, Tirano, Villa di Tirano, Bianzone, Cercino e – tra pochi giorni – Grosotto.

Nell’ambito di questa iniziativa, poi, il gruppo Radicali Sondrio ha raccolto oltre 300 firme sulle proposte di legge per l’introduzione del reato di tortura, a favore della legalità e il rispetto dei diritti costituzionali nelle carceri e per la depenalizzazione del consumo delle droghe con la conseguente riduzione dell’impatto penale. Queste proposte sono state promosse dall’Associazione Antigone, dall’Arci, dalla Cgil e da numerose altre associazioni che si occupano del mondo penitenziario e della questione giustizia, come il Coordinamento dei garanti dei diritti dei detenuti.

Il prossimo appuntamento in programma è per sabato 18 maggio a piazza Garibaldi (Sondrio) dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19. Firmare per legalizzare l’eutanasia non è solo una scelta di civiltà, è anzitutto una scelta di libertà.


giovedì 9 maggio 2013

Eutanasia, tortura, carceri e droghe

Proposte di legge su eutanasia, tortura, carceri e droghe

TRECENTO FIRME IN UN GIORNO: PROSEGUE L'INIZIATIVA DEI RADICALI

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


In occasione della mobilitazione straordinaria dello scorso 4 maggio sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e del testamento biologico, Radicali Sondrio ha raccolto 300 firme autenticate in Provincia, mentre a livello nazionale si sono superate le 15.000 sottoscrizioni.
Sempre nello stesso giorno si sono aggiunti alle personalità che avevano già firmato, comeUmberto Veronesi, anche lo scrittore e giornalista Roberto Saviano e l'astrofisica Margherita Hack.
La mobilitazione è seguita alla presentazione alla stampa del video di Piera Franchini, malata terminale di cancro, accompagnata in una clinica svizzera da Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, per richiedere l'eutanasia. Il video è stato visualizzato in rete da circa 200.000 persone.

Per cominciare a porre rimedio a questa situazione, l'Associazione Luca Coscioni propone un testo di legge con poche regole chiare, che stabiliscano con precisione come ciascuno possa esigere legalmente il rispetto delle proprie decisioni in materia di trattamenti sanitari, compreso il ricorso all'eutanasia.
Nell'ambito di questa iniziativa, Radicali Sondrio ha raccolto anche 250 firme sulle proposte di legge per l'introduzione del reato di tortura, a favore della legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri e per la depenalizzazione del consumo delle droghe con la conseguente riduzione dell’impatto penale, promosse da Antigone, Arci, Cgil e da numerose altre associazioni che si occupano del mondo penitenziario e della questione giustizia.
Il prossimo appuntamento con i cittadini che vogliono sottoscriverle sarà per sabato 11 maggio, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15 alle 19, a Sondrio in corso Italia.
I moduli sono inoltre disponibili presso i Comuni di Sondrio, Morbegno, Cosio, Ardenno, Berbenno, Mantello e Cercino.

giovedì 2 maggio 2013

Eutanasia, tortura, carceri e droghe


Proposte di legge su eutanasia, tortura, carceri e droghe


SABATO 4 MAGGIO: MOBILITAZIONE STRAORDINARIA PER L'EUTANASIA LEGALE

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


Sabato 4 maggio, in tutta Italia, l'Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani raccolgono le firme per legalizzare l'eutanasia. E' una giornata di mobilitazione straordinaria per avvicinarsi il più possibile all'obiettivo delle 50.000 sottoscrizioni, da portare al più presto in Parlamento, sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e del testamento biologico.

I potenti non vogliono che se ne discuta. La maggioranza dei cittadini, invece, riconosce l'importanza di essere liberi di scegliere, fino alla fine. Ora c'è questo strumento per far cadere il tabù della morte all'italiana, della vergogna e della paura, contro la dignità e il rispetto del malato e di chi lo assiste.


Nell'ambito di questa iniziativa, Radicali Sondrio raccoglieranno anche le firme sulle proposte di legge contro la tortura, a favore della legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri e per la depenalizzazione del consumo delle droghe con la conseguente riduzione dell’impatto penale, promosse da Antigone, Arci, Cgil e da numerose altre associazioni che si occupano del mondo penitenziario e della questione giustizia.

L'appuntamento con i cittadini che vogliono sottoscriverle sarà dunque sabato 4 maggio, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15 alle 19, a Sondrio in piazza Garibaldi, e, con gli stessi orari, a Morbegno in piazza S. Antonio.

I moduli sono inoltre disponibili presso i Comuni di Sondrio, Morbegno, Cosio, Ardenno, Berbenno e Cercino.

giovedì 18 aprile 2013

Firmigoni


Cappato e Lipparini: "Grazie ai 3 anni di ritardo, il beneficiario è Senatore della Repubblica e i denuncianti sono fuori dalle istituzioni"

IL TRIBUNALE DI MILANO DICHIARA FALSE LE FIRME A SOSTEGNO DI FORMIGONI ALLE REGIONALI 

Radicali Sondrio 
radicalisondrio@gmail.com

Il Tribunale Civile di Milano ha depositato oggi il dispositivo della sentenza che dichiara false 723 firme prodotte a sostegno della Lista Formigoni in occasione delle lezioni regionali del 2010. Le controparti dei querelanti sono state condannate a pagare agli attori Cappato e Lipparini le spese processuali, liquidate in Euro 15.000,00, oltre accessori di legge. Si tratta di un numero di firme false tale da invalidare la presentazione a suo tempo della Lista Regionale per la Lombardia che sosteneva la candidatura dell’ex presidente della Giunta Regionale Lombarda Roberto Formigoni.

Marco Cappato e Lorenzo Lipparini, i Radicali che hanno intentato la causa contro la truffa Firmigoni, hanno dichiarato: "L'Italia è il Paese dell'impunità e dell'antidemocrazia. Il risultato, grazie anche alla sentenza della Corte costituzionale che ha imposto alla giustizia amministrativa di attendere la giustizia civile, è che colui che avrebbe dovuto andarsene a casa -in ragione della truffa elettorale senza la quale non avrebbe nemmeno potuto essere candidato e della diffamazione contro i Radicali- invece che a casa è al Senato della Repubblica italiana e si appresta a votare il nuovo Capo dello Stato. Nel frattempo, i suoi soci di menzogne leghisti e pidiellini governano tranquilli la Lombardia. Siamo anche il Paese dove chi ha scoperto e denunciato la truffa -i Radicali- stato cacciato dalle istituzioni regionali e nazionali. Ci auguriamo che qualcuno dei neoeletti Consiglieri regionali chiederà alla Regione se le parcelle degli avvocati difensori esterni della Regione Lombardia, che tanto hanno fatto per cercare di impedire o ritardare l’accertamento di una scomoda verità, siano state pagate dalla Regione, ovvero dai noi tutti cittadini contribuenti ed elettori."

Gli avvocati Mario Bucello, Simona Viola e Renato D’Andrea, che hanno assistito i Radicali nel giudizio hanno dichiarato: “La decisione da un lato ci conforta, perché mostra la sensibilità del Tribunale Civile di Milano verso le speciali e delicate esigenze di giustizia che circondano i giudizi elettorali per altro verso, nonostante gli sforzi di celerità profusi anche dal Tribunale, la sentenza giunge quando ormai il Consiglio Regionale - abusivamente eletto grazie a operazioni manipolative – è stato sostituito da nuove elezioni. Se l’accertamento della falsità fosse stato di competenza del Giudice Amministrativo avrebbe potuto sopraggiungere in tempo utile per invalidare le elezioni. In questo quadro è indispensabile porre rapidamente all’ordine del giorno del  nuovo Parlamento la necessità delle riforme volte a rendere effettiva la giustizia elettorale per scoraggiare nuovi abusi, assegnando al Giudice Amministrativo la competenza a decidere sulle falsità emerse nei procedimenti elettorali”.

giovedì 14 marzo 2013

La Destra - Storace per la Lombardia


Regionali 2013: oltre 500 firme in tre giorni con un solo autenticatore

I RADICALI PRESENTANO UN ESPOSTO SULLA LISTA LA DESTRA - STORACE PER LA LOMBARDIA

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


Mercoledì 13 marzo, gli esponenti radicali Giovanni Sansi e Gianfranco Camero hanno depositato alla Procura della Repubblica di Sondrio un esposto riguardante le firme della lista provinciale “la Destra Storace per la Lombardia”, con candidato Domenico Barbalace, collegata alla candidatura alla Presidenza della Regione di Roberto Maroni.

Sebbene questa lista sia stata poi esclusa dalla partecipazione alle recenti elezioni regionali, sono state comunque presentate presso l'Ufficio elettorale circoscrizionale sondriese oltre 500 firme raccolte con il sostegno della Lega Nord, dopo che un accordo fra i due partiti, comportante la modifica del simbolo, aveva costretto i promotori de “La Destra di Storace” ad una corsa contro il tempo per riavere le sottoscrizioni nella nuova modulistica.

A seguito dell'accesso agli atti esercitato dai Radicali, dall'esame dei moduli è emerso che la raccolta delle firme si è svolta in soli tre giorni con le seguenti modalità, attestate dall'unico autenticatore, Maurizio Piasini, consigliere provinciale della Lega Nord, che ne ha certificato l'autenticità: a Sondrio il 21 gennaio scorso, risultano aver firmato 48 elettori residenti a Sondalo, Grosio e nella zona di Tirano e sempre a Sondrio, il giorno seguente, ben 64 elettori provenienti da Livigno, 59 dalla zona di Tirano e 23 dalla zona di Morbegno, mentre il terzo giorno, a Tirano, hanno sottoscritto 62 elettori residenti principalmente nella zona di Sondrio ed in parte in Comuni dell'alta Valtellina.

In proposito gli esponenti radicali hanno dichiarato: “Riteniamo alquanto bizzarro questa sorta di turismo elettorale che ha coinvolto un totale di 256 elettori, che in tre giorni risultano essersi recati anche ad un centinaio di chilometri da casa (come nel caso di Livigno) per sottoscrivere, probabilmente in gran parte, la presentazione di una lista collegata, risultando invece più verosimile che la raccolta delle firme qui considerate sia avvenuta principalmente tramite fiduciari locali, in assenza di autenticatore o comunque in presenza di un soggetto diverso da quello che ne ha certificato l'autenticità, il tutto nel contesto di illegalità tipico di queste procedure elettorali".

"A conferma di ciò sono ormai numerosi i procedimenti pendenti sulla irregolarità nella raccolta di firme alle scorse elezioni, oltreché alle precedenti elezioni regionali: dall'indagine della procura di Lodi su una vera e propria rete specializzata nel fornire firme false ai movimenti politici e che ha avuto avvio da un elenco di 500 sottoscrittori de “La Destra di Storace” firmato da un giudice di pace che in realtà non l’aveva mai visto, sino alla procura di Monza che ha aperto un’inchiesta sulle firme della lista Maroni indagando per falso un consigliere provinciale monzese della Lega Nord, mentre ci siamo opposti all'archiviazione del procedimento a carico di Alberto Pasina (Pdl) per le 1.300 firme del 2010 apparentemente raccolte tutte a Sondrio l'ultimo giorno possibile, per finire con il presidente della provincia di Milano, Guido Podestà (Pdl), che dovrà affrontare un processo riguardante la falsità di 926 firme a sostegno del listino di Roberto Formigoni e della lista del Pdl in occasione delle regionali precedenti”.

giovedì 7 febbraio 2013

Alcune verità sul Tribunale di Sondrio

La giustizia di casa nostra

ALCUNE SCOMODE VERITA' SUL TRIBUNALE DI SONDRIO

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com



Quasi nessuno conosce la complessa realtà del Tribunale di Sondrio, dove alcuni magistrati onesti e capaci convivono, non sappiamo come, con quella “tradizione” di nequizie che lo accompagna da almeno un trentennioDi “queste cose” non si parla, salvo noi. A titolo di esempio riprendiamo alcune “perle giudiziarie”, non potendo dare un quadro analitico completo delle tante vicende inquietanti.


LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE
Venticinque anni fa anni fa Radicali Sondrio senza soldi né mezzi avviavano, malgrado il silenzio degli organi di informazione, una campagna nei confronti del Presidente del Tribunale Luigi Minotta che contribuì alle dimissioni di quest’ultimo dalla Magistratura, per evitare guai peggiori, essendo indagato per interessi privati in atti d’ufficio.

DEPRADATE LE AZIENDE FALLITE, O FATTE FALLIRE
Le scarse cronache di quel tempo (‘l Gazetin, La Padania e poco altro) e qualche raro procedimento giudiziario giunto a buon fine portarono alla luce una realtà inquietante, quella di curatori fallimentari che ingrassavano sui fallimenti di aziende, depredate per interessi privati, senza alcuna cura per i diritti dei creditori.

UN CURATORE FALLIMENTARE IN GALERA
È il caso del fallimento della ISAV di Giovanni Grignano, gestito dal curatore fallimentare Alberto Necchi, finito in carcere nel 1987 (Gazetin, sett. 2010 – Bassissima, lordissima, lentissima): qui ne sono state fatte di tutti i colori, nella completa impunità e sotto gli occhi assonnati o complici di giudici e procuratori, distribuendo addirittura fondi ad una azienda non più esistente da 13 anni (Robustellini Spa), creando a tale scopo documenti falsi (Gazetin, nov. 2011 – Falso d’autore).
E c’è chi in pochi mesi e con poco sforzo, da curatore, si porta a casa il modesto compenso di 80 milioni di £, ed eravamo nel 1995 (Gazetin, ott. 2011 – Profitti e perdite).

CONDANNA EUROPEA
La gestione del Tribunale di Sondrio di questa vicenda comportò per lo Stato Italiano una condanna della Commissione Europea dei Diritti dell’Uomo, per la durata biblica della gestione fallimentare (15 anni).

TRIBUNALE DI SONDRIO E TRIBUNALE DI BRESCIA: MARCIO QUI, MARCIO LA'.
Competente per le imputazioni a magistrati di Sondrio è il Tribunale di Brescia.
La lotta esemplare di Giovanni Grignano portò a denunciare un gruppo di persone di un certo rango (giudici, curatori fallimentari, avvocati, esponenti di banche locali, periti) per associazione a delinquere, abuso d’ufficio, omissioni di atti d’ufficio, omessa denuncia, corruzione, favoreggiamento personale e reale, truffa aggravata, falsa perizia, oggetto di 38 pratiche per procedimenti penali poi occultati (con altri 20.000 fascicoli) presso la Procura di Brescia, sino all’intervento del Procuratore Generale di Milano che “perquisì” il Tribunale di Brescia “recuperando” i procedimenti penali occultati, nascosti in una soffitta a dimostrazione che le accuse di Grignano avevano sostanza e gravità; l’unico a pagare pare sia stato un cancelliere del Tribunale di Brescia. (vedi comunicato stampa radicali/Avanti diritto sett. 2011)

CONTINUA L'ABBUFFATA
Da allora ad oggi le cose non sono cambiate, se non in peggio. Il caso della soc. Gianoncelli, “aiutata” a fallire e depredata, con un procedimento in atto da 14 anni ed il suo carico di ingiustizie è testimone dello stato dell’arte di una giustizia malata che elargisce sopraffazioni e arbitrio invece che legge e diritto (Gazetin, dic. 2009 Fallimenti S.p.a.; Gazetin, giu. 2010 – Il piacere di fare le ...spese; Gazetin lug. 2011 – Il Gioco dell’Oca).
Per chi volesse opportunamente approfondire sono a disposizione un decennio di cronache di Enea Sansi, Vanna Mottarelli e altri temerari, pubblicate su 'l Gazetin con l’audace ambizione di far conoscere qualche verità nel mare dell’omertà (http://labos.valtellina.net/gazetin/Gianoncelli0.htm).
Scandalo nello scandalo, la vicenda del giudice Paci e della sua sentenza con le motivazioni interamente copiate (21 pagine e mezza su 22), errori compresi, dal documento dell’avvocato dei “fallimenti” Nicola Marchi, con qualche cambio, sottrazione, sostituzione di vocabolo qui e là.
In seguito alla pubblicazione dell’articolo apparso sul Gazetin (giu. 2011 – Io copio, tu incolli lei paga) è stato quanto meno disposto il pensionamento del giudice, presumiamo per motivi di salute.

FRANCO GIANONCELLI
Franco, Presidente dell’Associazione “Avanti Diritto” una delle vittime di questa giustizia malata, persona di grande onestà e dignità, malgrado gli affronti e le ingiustizie subite, socio di una ditta portata al fallimento, è oggi candidato al Senato della Lista Amnistia, Giustizia, Libertà.
Le speranze sono riposte nell’azione civile dei cittadini che vorranno non più tollerare che la giustizia sia infangata ed il diritto sia rovesciato nel suo contrario.
L’invito al lettore è quello di diffondere queste note, di votare al Senato i candidati della Lista Amnistia Giustizia libertà, di sostenere l’azione dell’Associazione “Avanti Diritto”.

SERVIZI IGIENICO-SANITARI
Non lasciamo soli i pochi magistrati “capaci ed onesti”: il Tribunale, da solo, nemmeno riesce a risolvere i problema dell’acqua dei suoi cessi. (Gazetin, nov. 2010 – Servizi igienici-giudiziari).

venerdì 25 gennaio 2013

Lista di scopo “amnistia giustizia libertà”.

La lista AGL è votabile solo per il Senato della Repubblica, poichè a causa dell'insufficiente numero di firme, non sono state ammesse le liste per la Camera dei Deputati e per la Regione Lombardia.
radicali sondrio

COMUNICATO STAMPA

APPELLO A FIRMARE PER CONSENTIRE LA PRESENTAZIONE DELLE LISTE RADICALI.
I CANDIDATI LOCALI: GIOVANNI SANSI, FRANCO GIANONCELLI E GIANFRANCO CAMERO. 


Nello scorso fine settimana è iniziata anche in provincia di Sondrio la raccolta di firme per consentire la presentazione delle liste “AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA'” promosse dai Radicali.
Sebbene le prime uscite abbiano avuto un riscontro molto positivo da parte dei cittadini, i Radicali rivolgono un appello alla sottoscrizione nel poco tempo che ancora rimane, tenuto conto che i partiti rappresentati nel Consiglio regionale, come ultimo atto della naufragata legislatura, hanno deciso all'unanimità che quelli che avevano denunciato lo scandalo delle firme false e taroccate nella scorsa elezione dovevano raccogliere le firme mentre loro no...
I prossimi appuntamenti saranno a Sondrio (piazza Campello) e Morbegno (piazza S. Antonio e piazza Mattei) sabato 19 gennaio e la mattina seguente.
È inoltre possibile sottoscrivere la lista AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTÀ presso i Comuni di Sondrio (ufficio anagrafe e sportello del cittadino), Morbegno, Cosio Valtellino, Talamona e Traona.
Volutamente “lista di scopo” per rientrare nella legalità dopo 25 anni di ripetute condanne delle Corti europee a causa dello sfascio del sistema giudiziario e penitenziario, con 10 anni per arrivare ad una sentenza definitiva, 9 milioni di processi arretrati, 170mila prescrizioni (di classe) all'anno, 67mila detenuti in 45mila posti regolamentari, il 40% dei reclusi ancora in attesa di giudizio e il 50% di questi che risulterà innocente...

I candidati locali inseriti nelle liste sono:

per il Consiglio regionale ed il Senato

GIOVANNI SANSI, 45 anni, artigiano falegname, iscritto al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale ed alle associazioni Radicali dall'inizio degli anni '90.
Da una decina di anni referente locale per il Partito Radicale, ha partecipato attivamente a tutte le campagne elettorali che hanno visto impegnati i Radicali, dalle liste “Bonino-Pannella” alla “Rosa nel Pugno” oltreché alle iniziative politiche referendarie sui diritti civili e le libertà economiche e più recentemente alle manifestazioni per l'amnistia, associandosi al digiuno di Marco Pannella.
Promotore di ripetute manifestazioni di denuncia riguardanti la gestione della Sezione Fallimentare del Tribunale di Sondrio che da trent'anni è coinvolta in scandalosi episodi di saccheggio delle risorse di aziende fallite o fatte fallire, ha difeso la libertà di stampa contro chi non tollera la critica civile all'operato della magistratura e visitando in diverse occasioni il carcere cittadino ha segnalato la situazione di sovraffollamento e la scarsità di attività riabilitative nonché l’inutilità, per i detenuti e per la società, della reclusione.
Convinto sostenitore della necessità dell'autofinanziamento della politica, è da sempre contrario ai finanziamenti pubblici ai partiti, ai sindacati e alle chiese, attivandosi per raccogliere fondi all'insegna del motto “o li chiedi o li rubi”.

per il Senato


FRANCO GIANONCELLI, presidente dell’Associazione “Avanti Diritto”, che per la sua storia, per il suo vissuto, per le sue battaglie è il miglior candidato al parlamento che la Provincia di Sondrio possa esprimere per rappresentare la lista “Amnistia Giustizia e Libertà”, che fa dei diritti umani e della giustizia il proprio cavallo di battaglia.
La sua storia inizia nel 1997 con l’iniquo fallimento della propria azienda, che chiude e i dipendenti vengono licenziati. Perde il suo patrimonio frutto di anni di sacrifici di più generazioni. La salute e il cuore ne risentono (è portatore di pace maker).
Ma poiché crede nella giustizia e si fida delle istituzioni non ci sta. Con uno scatto d’orgoglio inizia a combattere con dignità e determinazione quella che negli anni diventerà una sempre più ardua battaglia.
Lo fa per avere ristoro dei torti subiti, per ridare credibilità alla propria azienda, nell’interesse di quegli stessi creditori in nome dei quali il fallimento è stato dichiarato e che a distanza di oltre quindici anni stanno ancora aspettando di ricevere un euro.
Si sono susseguite cause civili, denunce penali, sensibilizzazioni a mezzo stampa. È stato quasi tutto inutile. Le sue domande sono state sistematicamente rigettate, le sue denunce archiviate e le informazioni a mezzo stampa punite. Eppure la sua vicenda ha consentito di far scorgere uomini e fatti, interni al sistema giudiziario della provincia di Sondrio, che usano la giustizia come strumento e paravento per interessi personali, con una continuità inquietante, come denunciano i radicali dal 1987, dalla campagna che contribuì alle dimissioni dalla magistratura del Presidente del Tribunale di Sondrio Luigi Minotta, indagato per interesse privato in atti d’ufficio.
Ecco perché alla veneranda età di ottant’anni ha accettato di candidarsi al parlamento per mettere la sua esperienza al servizio di tutti.

per la Camera

GIANFRANCO CAMERO, radicale sin dalla tenera età, vittima delle “ultimarie” che, diversamente dalle più note primarie, investe della candidatura il perdente ovvero chi meno di altri riesce a trovare giustificazioni per sottrarsi: così forse non si seleziona il migliore, ma sicuramente si sceglie il più “disinteressato”.

Morbegno, 16.01.13 p. RADICALI SONDRIO

Gianfranco Camero

e-mail: gianfrancocamero@gmail.com - tel. 0342610141

giovedì 24 gennaio 2013

Sentenza Tar


Più di 600 euro di spese legali

IL COMUNE DI MILANO DOVRA' PAGARE MARCO CAPPATO PER IL MANCATO ACCESSO AGLI ATTI SUI DESTINATARI DEI BIGLIETTI OMAGGIO DI SANSIRO 

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com



Il TAR Lombardia ha condannato  il Comune di Milano a pagare al Presidente del Gruppo Radicale – federalista europeo, Marco Cappato, 600 Euro di spese di lite -più altri oneri- per il mancato accesso agli atti, nei termini di legge, sui destinatari dei biglietti omaggio di San Siro.
Il Comune fornì gli elenchi fuori dai termini, a seguito del ricorso di Cappato, facendo dunque cessare la materia del contendere, ma determinando comunque la “soccombenza virtuale” del Comune e il pagamento delle spese.

mercoledì 9 gennaio 2013

Firme Pdl


L'esposto radicale nei confronti del Pdl

I RADICALI PRESENTANO OPPOSIZIONE ALL'ARCHIVIAZIONE E CHIEDONO NUOVE INDAGINI

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com 



Nei giorni scorsi, gli esponenti radicali Giovanni Sansi e Gianfranco Camero hanno depositato presso la Procura della Repubblica di Sondrio l'istanza di opposizione all'archiviazione del procedimento che trae origine da un esposto radicale riguardante presunte irregolarità commesse dal PdL nella raccolta delle firme a sostegno del candidato della circoscrizione provinciale, in occasione delle scorse elezioni regionali del 2010.


Infatti, a seguito del recente interessamento dei Radicali circa l'esito della vicenda ancora pendente con una lettera di sollecito al Procuratore, è stata notificata la richiesta di archiviazione al GIP, con facoltà di accedere agli atti.


Dalla consultazione del fascicolo giudiziario relativo all'indagine, svolta nei mesi seguenti all'esposto, si è constatato che, dei 1.304 sottoscrittori della lista provinciale del PdL che risultavano aver firmato in un unico luogo e data ovvero a Sondrio il 26 febbraio 2010 e con unica autenticazione dell'allora assessore provinciale Alberto Pasina (PdL), sono stati sentiti dagli incaricati di Polizia Giudiziaria un campione di poco più dell'uno per cento.

La maggioranza assoluta di questi ha dichiarato che l'autenticatore in questione non era presente e i rimanenti (con una sola eccezione) non sono stati in grado di poterlo affermare.

Alberto Pasina, sentito dagli investigatori, ha riconosciuto che il candidato Baitieri è stato deciso pochi giorni prima della scadenza dei termini e conseguentemente la raccolta di firme si è concentrata in quel breve lasso di tempo aggiungendo poi che, sebbene questa sia avvenuta con modalità e in luoghi diversi, l'autentica è stata materialmente “ratificata” dallo stesso in Sondrio.

I Radicali concordano pertanto circa la formulazione dell'eventuale sussistenza del reato di “falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici” a carico di Pasina, mentre contestano l’assoluta assenza di accertamenti per quanto riguarda i responsabili della presentazione della lista PdL, ai fini di eventuali ipotesi penali concorsuali.

Dal quadro delineato dagli inquirenti, sebbene in carenza di mirati e approfonditi elementi di indagine, emerge la conferma di quanto ipotizzato dai Radicali: la raccolta delle firme è avvenuta principalmente tramite fiduciari locali, forse già prima dell'indicazione del candidato, compilando talvolta i moduli con i dati anagrafici di presunti firmatari (questo spiegherebbe le 40 firme cancellate e i 676 certificati rilasciati anticipatamente), prevalentemente senza autenticatore o comunque diverso da quello poi indicato, il tutto nel contesto di illegalità tipico di queste procedure elettorali che, in mancanza di una soluzione, non potrà che riguardare anche le imminenti elezioni.

In conclusione, i ricorrenti hanno chiesto al GIP l'estensione delle indagini a tutti i sottoscrittori e i necessari accertamenti relativi ai responsabili della presentazione della lista PdL, nella convinzione che, stanti i tempi ristretti di raccolta delle firme (4 0 5 giorni), la candidatura di Baitieri mai avrebbe potuto perfezionarsi nel rispetto del dettato normativo.

martedì 1 gennaio 2013

Lista di Scopo Amnistia Giustizia e Libertà



«Sarò tassativo. Sono pronto per la vostra lista di scopo, l'unica proposta con contenuti centrali per la società, per l'economia, per la crescita. Perché tutto dipende dal funizionamento di processi e della giustizia» 
Luigi Amicone, direttore di Tempi
«Caro Marco Pannella, rispettando le tue scelte, rimani il custode dei diritti di tutti, ne' Napolitano ne' Benedetto XVI lo sono! Gridi perchè hai la forza del diritto che impone una profonda  riforma della giustizia. Questa è una lista di chi si impegna a liberarsi da questo cancro»  
Don Andrea Gallo
L'Amnistia è l'unico strumento immaginato atto e volto ad interrompere la fragranza di una violenza criminale letale ed assassina da parte dello Stato nei confronti del popolo. Ma l'obiettivo "non negoziabile" Amnistia, Giustizia e Libertà ha il suo prezioso tempo. Per questo credo che davvero possa vivere ed esser fatto vivere, con la sua lista di scopo»
Marco Pannella

Occorre che ciascuna e ciascuno di noi (ma per davvero), inventi praticamente un atto, un gesto, un contributo un dialogo, finalizzato a moltiplicare con il superamento delle solitudini la possibilità di fare avanzare ogni ora, ogni giorno, ogni notte, ogni stanchezza, ogni energia per conquistare il tempo letteralmente vitale, sicuramente circoscritto per vincere-con. Con l’antica mendicità dei clerici vagantes che sin da giovane ho conosciuto e praticato ora finalmente vecchio torno a chiedervi e a suggerirvi aiuto, S.O.S., mayday, ogni forma di aiuto, ieri inimmaginato 
Marco Pannella

Personalità che hanno aderito all'iniziativa di Marco Pannella

martedì 25 dicembre 2012

A volte ritornano

Ineleggibile per il Tribunale

COSTANZO, PROMEMORIA PER GLI ELETTORI DEL PD 

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com



Angelo Costanzo risulta essere candidato alle primarie del PD, che si terranno sabato 29 dicembre per scegliere i designati a far parte delle liste per le prossime elezioni parlamentari.

Già consigliere regionale del PD, a seguito di un ricorso presentato dai Radicali, è stato dichiarato ineleggibile il 12 gennaio 2012 dal Tribunale di Milano che ha accertato la sua continuità nello svolgimento della funzione di Consigliere di Amministrazione dell'ALER sondriese (Azienda Lombarda per l'Edilizia Residenziale) ben oltre la scadenza stabilita dalla legge nel caso di candidati alle elezioni regionali che siano amministratori di enti controllati dalla Regione, violando la norma che intende tutelare il principio di uguaglianza fra i candidati, escludendo dalla competizione elettorale quei soggetti che per la loro particolare posizione o incarico potrebbero influenzare la volontà degli elettori.

Il 12 luglio scorso la Corte d'Appello dello stesso Tribunale ha respinto il suo ricorso, dichiarandolo decaduto dalla carica di Consigliere con sentenza immediatamente esecutiva, divenuta poi definitiva in mancanza di ulteriore ricorso.

A partire dalla trattazione del suo caso nella Giunta delle elezioni in Regione - risolta con uno scambio di favori per salvare la poltrona di un esponente del Pd, appunto Costanzo, e uno del PdL , Giorgio Pozzi (poi decaduto), egualmente ineleggibile per analogo motivo – l'ex consigliere ha cercato in tutti i modi di anticipare le proprie dimissioni dall'ALER, rettificando l'autocertificazione presentata in Regione e persino la presenza ai CdA, nonché le registrazioni in Camera di Commercio, il tutto con la complicità del Presidente dell'ALER, Gildo De Gianni (Lega). E questo per evitare di lasciare il seggio non ad un avversario politico bensì ad un “compagno” di partito di un'altra provincia a cui l'ha sottratto, illegittimamente, per oltre due anni!

In una recente intervista ad un settimanale locale, Angelo Costanzo ha dichiarato: “La mia presenza in quel CdA non ha influito in nessun modo sulla mia elezioni. Un errore che ho pagato a caro prezzo. Per questo ho la coscienza a posto.”

A noi piace ricordare che sulla questione della mancanza di verità sono stati mandati a casa non solo candidati ma anche Presidenti statunitensi.

I Radicali sondriesi offrono questo promemoria agli elettori ed ai dirigenti del PD, preannunciando che per quanto ci sarà possibile continueremo, anche nel corso della campagna elettorale, a richiamare questa vicenda di malcostume politico.