domenica 5 dicembre 2010

Interrogazione parlamentare per la libertà di stampa (L' GAZETIN)

radicali sondrio


COMUNICATO STAMPA
UN APPELLO PER LA LIBERTA' DI STAMPA.


Il 16 novembre scorso è stata presentata alla Camera dei Deputati un'interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia, con prima firmataria l'on. RITA BERNARDINI congiuntamente agli altri deputati radicali eletti nelle liste del Partito Democratico

martedì 30 novembre 2010

Ior e Creval

Una sbirciatina nel territorio bancario cattolico: IOR, Credito Valtellinese, Credito Artigiano

IN RELIGIOSO SILENZIO



Giuliano Ghilotti
giulianoghilotti@fastweb.it

“E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago,
che un ricco entri nel Regno di Dio”
(un signore che scacciava i mercanti dal tempio)

“Ci sono uomini qui nella Città del Vaticano che hanno dimenticato il loro compito. Hanno ridotto questo luogo ad una piazza di mercato. Ecco perché farò questi cambiamenti”
(Papa Albino Luciani)

IOR, UN ARMADIO ZEPPO DI SCHELETRI
Cos’è, e quali sono i trascorsi dello IOR (Istituto per le Opere di Religione) tutti lo sanno; tranne la maggioranza degli italiani, ovviamente.
La storia di questa Banca vaticana degli ultimi decenni è un vero museo degli orrori: il suo vissuto si è sovente intrecciato con il peggio della cronaca politica, giudiziaria, nera, del nostro paese, con un numero spaventoso di delitti e oscuri personaggi.
Gelli, creatore della loggia massonica deviata P2, ed il suo vice Ortolani (nella sua casa vi furono riunioni pre-conclave prima dell’elezione di Paolo VI), entrambi con libero accesso nello staterello pontificio; Sindona (ritenuto il banchiere della mafia); Calvi, spregiudicato presidente del Banco Ambrosiano: questi ultimi due agivano col solido legame dell’arcivescovo Marcinkus, a lungo presidente IOR, pupillo di Paolo VI.
Alla morte del papa, subentra nella “chiesa dei poveri”, Albino Luciani, uomo di sicura fede in altro che nel potere e nel denaro (come direbbe Marco Pannella); semplice ma tutt’altro che sprovveduto, uomo capace, conoscitore di sei lingue, non impiega molto a capire l’abisso di corruzione in cui l’istituzione Chiesa sta sprofondando: fin dai primi giorni il suo è un incedere sorprendente di rottura che semina panico ai piani alti vaticani quanto speranze nella gente comune; il 28 settembre 1978 convoca il Segretario di Stato Jean Villot e gli preannuncia quanto già era nell’aria: piazza pulita allo IOR.
La mattina successiva dopo soli 33 giorni di “regno”, viene trovato morto: di infarto, per il Vaticano; avvelenato, secondo quanti hanno per anni indagato, col conforto delle persone fidate più prossime al papa, dei parenti, del medico di fiducia.
La nomina di Giovanni Paolo II consente a tutte le pedine di mantenere il loro posto e i tre citati “Banchieri di Dio” portano alle estreme conseguenze le losche trame, alimentando il tumore bancario con connivenze di denaro sporco di mafia droga ed armi, di tangenti e arricchimenti personali.
Il tentativo di sfuggire alla giustizia ed all’inevitabile crack delle banche cattoliche provocherà una lunga teoria di cadaveri, dal giudice Alessandrini al giornalistaPecorelli, dal liquidatore del Banco Ambrosiano Ambrosoli al colonello Varisco e al capo della squadra mobile di Palermo Boris Giuliano; nemmeno la morte in carcere diSindona con pessimo caffè corretto cianuro, di Calvi suicidato sotto il Ponte Dei Frati Neri di Londra e della sua segretaria che vola dal quarto piano della banca milanese, riesce a chiudere un epoca.
Anni dopo, nel 1993, lo IOR è alle prese con il caso Enimont, la madre di tutte le tangenti, (vedi documento cliccando QUI ; uno fra le migliaia che Mons. Dardozzi, per togliersi l’iceberg dallo stomaco, decise di rendere pubblici dopo la sua morte).
Quando la “bomba” esplode, lo squarcio svelerà tangenti per una sciocchezza di circa 130 miliardi di lire, di cui 2/3 transitate e ripulite dallo IOR, che inciamperà in altri cadaveri eccellenti, quelli dei suicidi del Presidente dell’ENI, Gabriele Cagliari e di Raul Gardini.
Il passato prefigura e pregiudica il presente. E veniamoci, al presente.

UN CONTO TIRA L'ALTRO
Secondo quanto riportato dalla stampa nazionale il 18 gennaio 2010 Bankitalia comunica alla Credito Valtellinese, che controlla il Credito Artigiano, di applicare gli“obblighi rafforzati” nei confronti dello IOR, in quanto banca estera extra-comunitaria. Entro 90 giorni lo IOR dovrà sottoscrivere l’impegno formale a “comunicare i dati e le informazioni sulla propria clientela, sullo scopo del rapporto, sulla fornitura di assegni, sull’esecuzione di bonifici e sulle operazioni in contanti”.
I Consigli di amministrazione di Credito Valtellinese e Credito Artigiano avrebbero quindi deciso con decorrenza 19 aprile 2010, di interrompere l’attività del conto corrente 49557 aperto dallo IOR presso la sede romana del Credito Artigiano, presso il quale a quella data risultano depositati circa 28 milioni di €.
Il 14 settembre 2010, la Direzione del Credito Artigiano avrebbe comunicato a Bankitalia che lo IOR ha richiesto, il 6 settembre, di procedere comunque con l’esecuzione di due bonifici di 3 e 20 milioni di € alla Banca del Fucino e alla JP Morgan Frankfurt, rivelando l’impossibilità di adempiere agli obblighi di verifica rafforzata e chiedendo la sospensione delle operazioni.
Parte l’indagine della Procura di Roma nei confronti del presidente IOR Gotti Tedeschi e del Direttore Generale Paolo Cipriani per omissioni in violazione delle norme anti-riciclaggio ed il sequestro dei 23 milioni di euro del conto.
Per il Vaticano, che interviene a difesa del buon nome dello IOR, si tratta di “un equivoco, che ora si sta esaminando” ribadendo “la sua totale fiducia nei dirigenti e la volontà della piena trasparenza delle operazioni finanziarie da esso compiute”.
Si tratterebbe di semplici “operazioni di tesoreria di cui è destinatario lo stesso Istituto su conti di sua pertinenza esistenti presso altri istituti di credito”.
La stampa riferisce che nel decreto di sequestro il G.I.P Maria Teresa Covatta rileva che tra dic. 2007 e nov. 2009, tra le voci in uscita (per 116,3 milioni) e in entrata (per 117,6 milioni), riscontra operazioni che lasciano aperto più di un dubbio; 72 milioni provenienti dalla estinzione di altri conti IOR verosimilmente accesi presso lo stesso Credito Artigiano e assegni per 2,1 milioni in assegni circolari di soggetti mai coincidenti con lo IOR, a favore di numerosi soggetti.

IL TRIANGOLO
A fine settembre viene accreditata per alcuni giorni l’ipotesi che la gola profondache avrebbe fatto intervenire l’organo ispettivo di Bankitalia possa essere Giovanni De Censi, presidente del Credito Valtellinese, fino all’intervento vaticano che lascia trapelare come ridicola tale ipotesi. Al contrario, fosse vera, dovremmo consideraretitolo di merito l’intervento di De Censi, finalizzato al rispetto della legalità.
Successivamente viene attribuito ad uno zelante (onesto, diremmo noi) funzionario romano del Credito Artigiano la paternità della denuncia: chiunque sia,rendiamogli onore e grazie.
De Censi è consigliere del Consiglio di Sovrintendenza dello IOR, ma è anche presidente del Credito Valtellinese, ritenuto il maggiore gruppo bancario cattolico italiano, che controlla, tra le tante banche, anche il Credito Artigiano.
De Censi, ritenuto in buoni rapporti col Ministro Tremonti, con le 500 agenzie delle sue banche e l’ascesa allo IOR, è personaggio di primissimo piano, nel mondo bancario italiano ed internazionale.
Ma perché nascondere l’identità di intestatari e destinatari e le causali dell’operazione? Sono fondi per il sostegno dei cristiani Montagnar in Vietnam, perseguitati e decimati da un regime sanguinario, o di qualcuna delle vittime della tirannide sparse nel mondo? Ci speriamo poco.
L’ipotesi che trova più credito, come indica il reato ipotizzato, è quella dellafinalità di riciclaggio, malgrado i buoni propositi (con i quali sono lastricate le vie dell’inferno) sempre espressi per il futuro, di trasparenza; e l’utilizzo di banche “amiche”per riuscire nell’operazione.
Dallo IOR è passato di tutto, fondi per bene e per opere di religione e fondi per male e per opere di malaffare: è possibile che questi ultimi siano ancora presenti e attivi nei conti IOR dispersi anche presso istituti diversi. Ma come fare a liberarsene senza svelarne i segreti (e rischiare indagini, sequestri e conseguenti bastonate al candidobuon nome dello istituto cattolico)?
O davvero dobbiamo credere all’equivoco nel parlarsi tra banche dove peraltro tutti si usa l’idioma italiano, chi con accento valtellinese, chi con sussiego vaticano?
Non si è visto nulla sulla stampa locale, finora, e forse l’opinione pubblica merita una qualche spiegazione o giustificazione.
Signori del Credito: svelate l’arcano!

Fonti: “Vaticano s.p.a.”,Gianluigi Nuzzi, ed. Chiarelettere; “In nome di Dio”, David Yallop, ed. Tullio Pironti; siti di “repubblica affari & finanza”, “corriere della sera”, “il sole 24 ore”,”la stampa”, ”apocalisse laica”, “adnkronos”.

martedì 16 novembre 2010

Formigoni truffatore!

Valter Vecellio. L’insostenibile silenzio su Formigoni
15 Novembre 2010
 
È un interrogativo che chiede risposta da parte del segretario del PD Pierluigi Bersani, ma anche degli altri leader di opposizione: Nichi Vendola, Antonio Di Pietro, perfino Beppe Grillo. È l’interrogativo di chi non comprende i loro silenzi su una vicenda scandalosa, e che in altri paesi di consolidata democrazia sarebbe dibattuta, chiarita, se ne chiederebbe ragione e l’opinione pubblica verrebbe messa in condizione di sapere, e poter giudicare.
Si parla dell’“affaire” Formigoni. Si è lasciato passare in cavalleria il fatto che l’attuale presidente della Regione Lombardia sia al suo quarto consecutivo mandato, laddove la legge prescrive non possono essere più di due. Ma ora ci si trova dinanzi a qualcosa di assai più grave: la legge prevede che ad ogni lista debbano corrispondere un certo numero di firme di elettori che, dinanzi ad un autenticatore, sottoscrivono quelle candidature. È stato accertato al di là di ogni ragionevole dubbio un clamoroso, accecante falso di liste collegabili a Formigoni: cittadini che hanno pubblicamente dichiarato di aver votato per il candidato avversario a Formigoni hanno scoperto di aver firmato liste di suo sostegno, naturalmente a loro insaputa; di più: esperti calligrafici hanno accertato che interi elenchi di firme sono stati vergati dalla stessa mano… Insomma, un clamoroso falso, una sfacciata violazione della legge.
La denuncia è dei radicali, lo gridano inascoltati da settimane: una truffa perpetrata con tanta disinvoltura da far pensare che l’impunità sia stata preventivamente garantita e assicurata.
La domanda è: come mai si accetta, anche da parte dei leaderdell’opposizione, e che dovrebbero essere i primi a guidare la battaglia per la legalità, che ci siano politici che stilano regole, e poi sono i primi a violarle? È un silenzio assordante... Bersani, Di Pietro, Vendola, Grillo: se un governatore di Regione viene eletto per il quarto mandato, e lo fa con delle liste truccate, non trovate che sia necessario, giusto, opportuno, urgente capire cosa è successo? Perché ad “Annozero”, con Formigoni di fronte, su questo non lo avete incalzato, non gli avete chiesto conto di nulla? Era lì davanti a voi, potevate profittarne, come mai non ci avete pensato?
Non si sta parlando qui di massimi sistemi, di alleanze e di scenari più o meno futuribili. Si parla di cose “banali”: informazione che non informa, opposizione che non si oppone, che tace e acconsente. È una questione di rispetto della legge, di legalità. È poca cosa? Ristabilire la verità su un fatto della massima gravità, non è forse questione essenziale, pre-giudiziale?

Valter Vecellio
(da Notizie Radicali, 15 novembre 2010)

sabato 6 novembre 2010

Visita al carcere di Sondrio

radicali sondrio



COMUNICATO STAMPA


L'ON. RITA BERNARDINI, DEPUTATA RADICALE, IN VISITA ISPETTIVA AL CARCERE DI SONDRIO.

Domenica 7 novembre, l'on. RITA BERNARDINI, deputata radicale eletta nelle liste del PD, effettuerà una visita ispettiva al carcere circondariale di Sondrio accompagnata da SERGIO ROVASIO, segretario nazionale dell'Associazione CERTI DIRITTI, e dai militanti radicali GIULIA CRIVELLINI, GIOVANNI SANSI, ENEA SANSI e GIANFRANCO CAMERO.

L'on. BERNARDINI, membro della Commissione Giustizia della Camera, è stata la promotrice del recente “SECONDO FERRAGOSTO IN CARCERE” che ha visto circa 200 fra deputati, senatori, parlamentari europei e consiglieri regionali di tutti gli schieramenti politici partecipare alla grande visita in massa delle 216 Case Circondariali e di Reclusione presenti in Italia.

Al termine della visita (presumibilmente nel primo pomeriggio) verranno rilasciate delle dichiarazioni alla stampa.


Morbegno, 05.11.10 p. radicali sondrio
Gianfranco Camero



e-mail: gianfrancocamero@gmail.com - tel. 0342610141


martedì 26 ottobre 2010

No alla pena di morte per Tareq Aziz

Politica | 26/10/2010 | ore 20.05 »

Roma, 26 ott. - (Adnkronos) - Il governo intervenga affinche' sia "evitata" l'esecuzione della condanna a morte di Tareq Aziz. E' l'impegno contenuto nella mozione firmata da Emma Bonino, Lamberto Dini, Felice Belisario, Pasquale Viespoli, Giampiero D'Alia, Luigi Compagna, Franco Marini, Giorgio Tonini, Pietro Marcenaro e Adriana Poli Bortone in favore di un'azione a favore dell'ex ministro degli Esteri iracheno.
Nella mozione si ricorda che la sentenza riguarda uno dei sette processi nei quali Aziz e' imputato e i capi d'accusa riguardano gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale e che non puo' esservi impunita'. Cio' nonostante, "il sistema penale iracheno non puo' non tenere conto degli standard di giustizia internazionali" in base ai quali i tribunali e le corti penali internazionali "escludono il ricorso alla pena di morte per crimini di guerra, genocidio e crimini contro l'umanita'".
Nella mozione, di cui e' stata chiesta la calendarizzazione dei lavori d'aula di giovedi' prossimo, si ricorda la mobilitazione di centinaia di parlamentari di tutti gli schieramenti, di premi Nobel e personalita' di tutto il mondo nell'ambito dell'iniziativa di 'Nessuno tocchi Caino' e dal Partito Radicale e lo sciopero della fame e della sete di Marco Pannella, si avverte, fra l'altro, che "impiccando un altro testimone eccellente, l'Iraq rischierebbe di ripetere il tragico errore gia' commesso con Saddam Hussein, impedendo l'accertamento della verita', che costituisce un diritto fondamentale e un interesse inalienabile della collettivita' umana". 
 

domenica 10 ottobre 2010

Anagrafe Pubblica degli Eletti

Diritto d'accesso 

RADICALI SONDRIO CHIEDE L'ANAGRAFE PUBBLICA DEGLI ELETTI PER I CONSIGLIERI PROVINCIALI E COMUNALI

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com


A sostegno della campagna nazionale di Radicali Italiani per l'istituzione della Anagrafe Pubblica degli Eletti anche Radicali Sondrio si è mobilitata e fin dalle prime battute. A settembre 2010 , presso gli uffici preposti del Comune e della Provincia di Sondrio, abbiamo infatti presentato istanza di accesso agli atti per poter conoscere le informazioni che (tra gli altri) i consiglieri comunali e provinciali sono tenuti a presentare e messe a disposizione dei cittadini, in base alla legge n. 441/1982 (Disposizioni per la pubblicità della situazione patrimoniale di titolari di cariche elettive e di cariche direttive di alcuni enti). 

La norma prevede che tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali abbiano il diritto di conoscere le dichiarazioni concernenti i diritti reali su beni immobili e mobili iscritti in pubblici registri, le azioni societarie o le quote di partecipazione possedute; le dichiarazioni dei redditi soggetta all'imposta sui redditi delle persone fisiche; e le dichiarazioni relative alle ultime spese elettorali sostenute e alle obbligazioni assunte per la propaganda elettorale. 

Su questa base abbiamo chiesto all'ufficio competente di poter estrarre copia delle dichiarazioni di cui alla citata legge 441/1982 in possesso dell'Amministrazione, con particolare riferimento agli anni 2008, 2009, 2010.

In data 24 settembre 2010 il comune di Sondrio ha avviato un procedimento - accoglimento per l'accesso a documentazione amministrativa comunicando tra l'altro che in relazione alla richiesta riguardante i consiglieri comunali il Comune con la presente la accoglie integralmente con riferimento alle dichiarazioni degli anni solari 2007 e 2008 che corrispondono agli ultimi anni disponibili e che il richiedente potrà visionare ed estrarre copia di quanto richiesto, previo pagamento del costo di euro 0,26 per ciascun foglio.

In ottemperanza all'obbligo di trasparenza, Radicali Sondrio pubblica tutto il materiale finora disponibile:

CONSIGLIO COMUNALE DI SONDRIO:


CONSIGLIO PROVINCIALE
Nel 2010 solo 7 consiglieri su 25 (cioè il 28%) hanno consegnato la dichiarazione, come previsto dalla legge 441. Clicca sul nome qui di seguito per vedere la documentazione: 

Sertori  Massimo (Lega Nord) 
Aili Michele (Udc): NON presenta alcuna documentazione
Bambini Sandro (Pdl) 
Bianchini Giuseppe (Pdl): NON presenta alcuna documentazione
Bormolini Paola Maria (Pdl): NON presenta alcuna documentazione
Frate Pier Paolo (Pdl): NON presenta alcuna documentazione
Righi Paolo (Pdl): NON presenta alcuna documentazione
Trinca Colonel Tiziano (Pdl): NON presenta alcuna documentazione
Bertoletti Irene (Pd): NON presenta alcuna documentazione
Ciapponi Giacomo (Pd): NON presenta alcuna documentazione
Ciapponi Stefano (Pd): NON presenta alcuna documentazione
Del Nero Davide (Pd): NON presenta alcuna documentazione
Iannotti Diego (Pd): NON presenta alcuna documentazione
Sozzani Alessandro (Valtellina Valchiavenna Democartica): NON presenta alcuna documentazione
Bellero Mario (Lega Nord): NON presenta alcuna documentazione
Passamonti Pier Carlo (Lega Nord): NON presenta alcuna documentazione
Pegorari Tito (Lega Nord): NON presenta alcuna documentazione
Pellegatta Greta (Lega Nord)
Piasini Enrico (Lega Nord): NON presenta alcuna documentazione
Piasini Maurizio (Lega Nord): NON presenta alcuna documentazione
Simonetta Diego (Lega Nord)
Quaroni Danilo (Lega Nord): NON presenta alcuna documentazione