giovedì 27 giugno 2013

Il calendario

Referendum 2013

TUTTE LE DATE E I TAVOLI IN PROVINCIA DI SONDRIO


Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com



Siete già pronti per firmare i referendum radicali 2013 ma non sapete quando e dove? Niente paura, ecco le date della nostra e...state in piazza! Vi aspettiamo!

GIUGNO:

SONDRIO - PIAZZA GARIBALDI
dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19

SONDRIO - PARCO ADDA MALLERO (in occasione della manifestazione SUMMER SOUND FESTIVAL)
dalle 20 alle 23


LUGLIO: 

SONDRIO - PIAZZA GARIBALDI
dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19





MORBEGNO - PIAZZA SANT'ANTONIO
dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19





SONDRIO - PIAZZA GARIBALDI
dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19






MORBEGNO - PIAZZA SANT'ANTONIO
dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19





Durante tutto il mese di luglio (ogni giovedì) saranno presenti tavoli a SONDRIO in occasione della manifestazione SONDRIO E'... ESTATE, dalle 20 alle 23.

A cavallo tra luglio e agosto con ogni probabilità verranno organizzate anche alcune date a TIRANO e CHIAVENNA.

AGOSTO: 

MORBEGNO - PIAZZA SANT'ANTONIO
dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19





SONDRIO - CENTRO STORICO (in occasione della manifestazione CALICI DI STELLE)
dalle 20 alle 23






Ad agosto sono in programma anche tavoli a: BORMIO, CHIESA VALMALENCO, MADESIMO e APRICA. A breve verranno indicate le date. 

domenica 9 giugno 2013

Referendum e Giustizia

Per rifare la giustizia italiana basta un referendum. Per farlo servono 500mila firme

UNA FIRMA PER CAMBIARE (FINALMENTE) LA GIUSTIZIA


Vittorio Feltri

(L'articolo originale è apparso sabato 8 giugno 2013 su IlGiornale.it)

Qui si tratta di raccogliere 500mila firme, il minimo indispensabile per indire un referendum. Nel caso specifico, mirante a riformare la giustizia. Non una rivoluzione. Alcuni ritocchi alla legge, visto che riscriverla di sana pianta, come sarebbe opportuno, non è alla portata del Parlamento, diviso in partiti inclini ad azzuffarsi, perennemente in disaccordo su tutto, figuriamoci sulla delicata materia di cui ragioniamo.
Mi corre l'obbligo di precisare che personalmente ho aderito all'iniziativa dei radicali, i soli che in questo Paese, piaccia o non piaccia, siano stati in grado di combinare qualcosa di concreto in politica. Le altre forze, pur manifestando in alcune circostanze buona volontà, non sono mai riuscite a trovare un'intesa per rinnovare la legislazione. Non mi nascondo quindi dietro a un dito: sto con Marco Pannella e mi auguro che anche stavolta egli piazzi un colpo decisivo per costringere l'Italia a darsi una mossa. Invito i lettori a non perdere questa occasione se vogliono contribuire a rendere civili le nostre istituzioni: basta che si rechino a firmare. Sarà poi il popolo a decidere al seggio ciò che preferisce: mantenere lo statu quo oppure svoltare e scrollarsi di dosso il vecchiume che impedisce alla macchina della giustizia di funzionare meglio.
Entriamo nello specifico e tentiamo di spiegare. I punti sono 6. I primi due riguardano la responsabilità civile dei magistrati, i quali oggi, di fatto, non pagano per i propri errori, neppure i più gravi. Qui si pretende di agevolare i cittadini nell'esercizio dell'azione risarcitoria qualora siano stati danneggiati da un'interpretazione errata delle norme di diritto o dalla valutazione delle prove. Insomma, lo spirito del referendum non è quello di vendetta nei confronti delle toghe che sbagliano: capita, e spesso, anche a loro di andare fuori pista. Semplicemente, responsabilizzando chi amministra la giustizia anche a livello economico (se i giudici rischiano in solido diventano più prudenti e quindi più attenti), si tende a ottenere sentenze eque o almeno equilibrate.
D'altronde il problema è noto: tutti i lavoratori pagano per le loro topiche tranne i giudici. Per i quali, male che vada, paga lo Stato. Un incentivo alla faciloneria. Perfino i medici, nelle cui mani affidiamo la salute (la vita), se mettono il piede su una buccia di banana non sfuggono al rigore della legge: sono obbligati a sborsare fior di quattrini. Molti di essi si sono ridotti, onde evitare di finire in bolletta o, peggio, di indebitarsi, a sottoscrivere polizze assicurative dal premio salato. Ora non si comprende per quale motivo i camici bianchi rispondano delle loro cantonate, mentre le toghe abbiano licenza di toppare, lasciando le vittime in brache di tela. Assurdo.

Se tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, non vi è ragione di considerare i giudici una categoria speciale da proteggere. Ci rendiamo conto: la professione del magistrato ha delle caratteristiche tali da renderla unica, ma non vi è alcun motivo per esentarla da castighi qualora chi la svolga si sia comportato male. Tutti qui. Pagano i tranvieri maldestri, ovvio che paghino pure coloro che, steccando, mandano in galera un povero innocente.

Veniamo al punto 3. Col plebiscito in questione si aspira altresì a separare le carriere dei magistrati: il giudice giudicante è terzo per definizione, di conseguenza il Pm (ossia la pubblica accusa) non può essere un suo collega; venga piuttosto parificato al difensore, in maniera che accusa e difesa si scontrino ad armi pari e che il giudice sia al di sopra delle parti. Che c'è di strano in questa divisione di compiti? Nulla. Il desiderio è quello di offrire maggiori garanzie agli imputati, che non sono carne da macello bensì uomini e donne meritevoli di rispetto.
Quarto punto. La giustizia finora ha abusato della carcerazione preventiva, serve una regolamentazione più rigida. Non si sbatta in prigione chi non sia ancora stato condannato definitivamente. Salvo rare eccezioni. Ma che siano eccezioni, e non la norma come accade ora con la minaccia del carcere utilizzata per spaventare e indurre a confessare, a mo' di tortura, chi è nelle grane giudiziarie.
Quinto punto. L'ergastolo contrasta con l'articolo 27 della Costituzione, secondo il quale la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. Bisogna abolirlo oppure si deve cambiare la Carta. Siamo favorevoli alla prima opzione. Occhio anche alle pene accessorie. Infliggere a un condannato l'isolamento per tre anni è una crudeltà indegna di una democrazia decente. Infine. Una nuova disciplina per i magistrati fuori ruolo. Abbiano un lavoro utile, chiaro, preferibilmente soggetto a restrizioni.
Chiediamo troppo? No. Semmai lo chiediamo troppo tardi. Quindi spicciamoci a ottenerlo.

giovedì 6 giugno 2013

REFERENDIAMO!

E-state in piazza, arrivano i referendum radicali

DIVORZIO BREVE, IMMIGRAZIONE, 8X1000, DROGHE, FINANZIAMENTO PUBBLICO: ECCO I REFERENDUM DI CAMBIAMONOI


Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com


Sei referendum per cambiare. Per provare a dare una risposta alle questioni sociali più urgenti che i politici si rifiutano di affrontare. Cambiamonoi ha una filosofia molto semplice: quando la politica dei partiti è paralizzata tocca ai cittadini attivare la democrazia. 

1. DIVORZIO BREVE:
Per eliminare l’inutile obbligo di tre anni di separazione prima di poter chiedere il divorzio. Vogliamo ridurre il carico sociale e giudiziario che grava sulle famiglie e sui tribunali a causa della durata dei procedimenti di divorzio. Oggi servono 4 anni per un divorzio consensuale e oltre 10 per uno giudiziale. Con il referendum, i tempi saranno più rapidi, le famiglie spenderanno di meno e lo Stato risparmierà 100 milioni di euro l’anno.

2 e 3. LAVORO E IMMIGRAZIONE: 
Vogliamo abrogare quelle norme discriminatorie che ostacolano il lavoro e il soggiorno regolare dei cittadini stranieri, spingendoli a lavorare in nero o ad accettare condizioni infime. Non servono controllare chi delinque ma impediscono a 500 mila lavoratori in nero di versare allo Stato contributi per 3 miliardi di euro l’anno. Vogliamo abrogare il reato di clandestinità, inutile e dannoso.

4. DROGHE:
Per eliminare quelle norme che riempiono inutilmente le carceri, paralizzano la giustizia, distraggono le forze dell'ordine e indeboliscono la lotta contro i crimini veri. Vogliamo abolire la pena detentiva per fatti di lieve entità e aprire la strada a una politica sulle droghe finalmente ragionevole. Il proibizionismo regala alle mafie 30 miliardi di euro l’anno.

5. FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI:
Per abolire una volta per tutte il finanziamento pubblico dei partiti e la truffa dei rimborsi elettorali che ci è costata 2,7 miliardi di euro e ha soffocato la democrazia. Vogliamo una riforma dello Stato che metta al centro la persona, non i partiti. Lo Stato dovrà garantire i servizi (luoghi per riunioni, informazione), i partiti saranno finanziati esclusivamente dai cittadini. Per la forza delle loro idee, non per il potere.

6. 8X1000:
Ogni anno 1,2 miliardi di euro delle nostre tasse viene ripartito tra le confessioni religiose. Anche chi non firma l’8x1000 (cioè quasi il 60% dei contribuenti) è costretto comunque a finanziarle. Vogliamo lasciare allo Stato le quote di chi non esprime una scelta: si tratta di oltre 600 milioni di euro l’anno che potrebbero essere spesi per finalità generali e a sostegno dell’economia.

I sei referendum di Cambiamonoi sono promossi da: Radicali italiani, Partito socialista italiano, Lasciatecientrare, Antigone, Forum Droghe, Prendiamo la parola, Senza confine, A buon diritto, Lega per il divorzio breve, Associazione Luca Coscioni, Uaar, Associazione Radicale Antiproibizionisti.


A presto le date in cui si potrà firmare a Sondrio e Provincia. 

venerdì 24 maggio 2013

Eutanasia, tortura, carceri e droghe

Proposte di legge su eutanasia, tortura, carceri e droghe

PUNTO SULLA RACCOLTA FIRME E PROSSIME INIZIATIVE

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com



La raccolta di firme di Radicali Sondrio sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e del testamento biologico è arrivata a 565 sottoscrizioni autenticate in Provincia, per un totale di oltre 23.000 in tutta Italia.
Poco meno le altre tre proposte, per l'introduzione del reato di tortura (460 firme), a favore della legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri (453) e per la depenalizzazione del consumo delle droghe con la conseguente riduzione dell’impatto penale (408).
Radicali Sondrio saranno di nuovo presenti sabato 25 maggio, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15 alle 19, a Morbegno in piazza S. Antonio.
I Comuni dove per ora è possibile firmare sono: Sondrio, Morbegno, Cosio, Ardenno, Berbenno, Mantello, Cercino, Tirano, Villa di Tirano, Bianzone e Grosotto.

mercoledì 22 maggio 2013

EutanaSIAlegale

Proposte di legge su eutanasia, tortura, carceri e droghe


EUTANASIA LEGALE, CONTINUA LA MOBILITAZIONE DEI SONDRIESI

Claudia Osmetti



Altre 120 firme sono state raccolte sabato scorso a piazza Garibaldi da Radicali Sondrio per EutanaSIAlegale, la proposta di legge ad iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni. Sondrio si conferma, quindi, sempre di più una città impegnata sulle problematiche delle libertà civili.

L’eutanasia è, che ci piaccia o meno, un dato di fatto. Una pratica presente in tutti gli Stati occidentali e alla quale ricorrono moltissimi malati terminali. L’unica differenza tra il sistema Italia e quello di molti altri Paesi (come la Svizzera, l’Olanda, il Lussemburgo) è che da noi è illegale. Cioè clandestina. Vietata. Nel migliore dei casi un tabù che per convenienza o perbenismo mentale è meglio ignorare.

La legge sull’eutanasia non è una scappatoia facile e forse banale per sfuggire dalle difficoltà della vita. Tutt’altro. La legge sull’eutanasia porta con sé uno dei principi cardine dello Stato di diritto e dello Stato liberale (ammesso che di Stato liberale possiamo ancora parlare): la facoltà di scelta. Anche, e soprattutto, in situazioni di sofferenza. Come per il divorzio, come per l’aborto, le grandi battaglie pro-choice hanno una forza intrinseca che spesso supera le barriere ideologiche: il concetto di libertà. “Io non la farei mai l’eutanasia, ma credo che non sia giusto imporre il mio punto di vista agli altri, ecco perché sono venuta a firmare”, ha detto una signora qualche settimana fa firmando la proposta.

Nel corso della giornata di sabato sono state poi raccolte anche 94 firme per la proposta di legge sull’introduzione del reato di tortura nell’ordinamento penale italiano, 93 firme per la proposta di legge sul rispetto dei diritti costituzionali nelle carceri e 83 firme per la proposta di legge sulla depenalizzazione del reato di consumo delle droghe (queste tre proposte sono promosse dall’Associazione Antigone). Il totale dei contribuiti raccolti sabato ammonta a 156 euro.

mercoledì 15 maggio 2013

EutanaSIAlegale


Proposte di legge su eutanasia, tortura, carceri e droghe

EUTANASIALEGALE, UNA SCELTA DI LIBERTA’

Claudia Osmetti




In Italia sono quasi 90mila i malati terminali che muoiono ogni anno, principalmente di cancro. Il 62% di questi lo fa grazie all’aiuto dei medici, con l’eutanasia clandestina. Sì, clandestina, cioè illegale. Perché nel nostro Paese la “dolce morte” non è prevista a livello legislativo. Ed è per questo che molti vanno all’estero: in Svizzera o in Olanda, in Belgio, in Lussemburgo dove il suicidio assistito e l’eutanasia attiva sono consentiti dalle leggi dello Stato. In Germania e in Svezia, invece, è possibile ricorrere all’eutanasia passiva, cioè alla sospensione del cosiddetto accanimento terapeutico. Da noi, no.

Eppure oltre la metà degli italiani, secondo le statistiche, è favorevole alla legalizzazione dell’eutanasia. Perché oltre la metà degli italiani crede che sia doveroso lasciare liberi i malati di scegliere, in determinate condizioni, di preferire una morte opportuna piuttosto che una vita imposta nella sofferenza.

Il dibattito politico oggi non ne parla, troppo impegnato com’è a cercare di districare la complicata matassa dell’IMU sì o IMU no. La discussione su come si muore in Italia difficilmente conquista le prime pagine dei quotidiani, a meno che alcune storie personali si impongano sull’opinione pubblica per la loro forza dirompente. Come quella di Eluana Englaro o Piergiorgio Welby.

Nel nostro la “dolce morte” è giuridicamente assimilabile all’omicidio volontario e il suicidio assistito è punito, a norma dell’articolo 580 del Codice Penale, con la reclusione da 5 a 12 anni. Il diritto costituzionale a non essere sottoposti a trattamenti sanitari contro la propria volontà è costantemente violato, in virtù del concetto giuridico per cui la salute è un diritto inalienabile, cioè incedibile e tutto sommato neanche autogestibile. Altro che, il-corpo-è-mio-e-lo-gestisco-io. “In Italia, ogni anno mille malati terminali si suicidano per la negata eutanasia e altri mille tentano di togliersi la vita”, ha dichiarato qualche settimana fa Carlo Troilo, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni.

Per questo proprio l’Associazione Coscioni ha lanciato la campagna “EuntanaSIAlegale – Per vivere liberi, fino alla fine”. Lo scopo è quello di portare all’attenzione dei nostri parlamentari il progetto di legge di iniziativa popolare “Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia”. Poche regole, chiare, che “stabiliscono con precisione come ciascuno possa esigere legalmente il rispetto delle proprie decisioni in materia di trattamenti sanitari, ivi incluso il ricorso all’eutanasia” (il testo è direttamente consultabile all’indirizzo www.eutanasialegale.it). Per fare in modo che il Parlamento (quantomeno) discuta la proposta servono 50.000 firme.

In questa campagna Sondrio si è confermata una città impegnata nella difesa dei diritti civili, con all’attivo oltre 400 firme già raccolte in poche settimane. Attualmente è possibile firmare per la proposta di legge anche nei Comuni di Sondrio, Morbegno, Cosio, Ardenno, Berbenno, Mantello, Tirano, Villa di Tirano, Bianzone, Cercino e – tra pochi giorni – Grosotto.

Nell’ambito di questa iniziativa, poi, il gruppo Radicali Sondrio ha raccolto oltre 300 firme sulle proposte di legge per l’introduzione del reato di tortura, a favore della legalità e il rispetto dei diritti costituzionali nelle carceri e per la depenalizzazione del consumo delle droghe con la conseguente riduzione dell’impatto penale. Queste proposte sono state promosse dall’Associazione Antigone, dall’Arci, dalla Cgil e da numerose altre associazioni che si occupano del mondo penitenziario e della questione giustizia, come il Coordinamento dei garanti dei diritti dei detenuti.

Il prossimo appuntamento in programma è per sabato 18 maggio a piazza Garibaldi (Sondrio) dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19. Firmare per legalizzare l’eutanasia non è solo una scelta di civiltà, è anzitutto una scelta di libertà.


giovedì 9 maggio 2013

Eutanasia, tortura, carceri e droghe

Proposte di legge su eutanasia, tortura, carceri e droghe

TRECENTO FIRME IN UN GIORNO: PROSEGUE L'INIZIATIVA DEI RADICALI

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


In occasione della mobilitazione straordinaria dello scorso 4 maggio sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e del testamento biologico, Radicali Sondrio ha raccolto 300 firme autenticate in Provincia, mentre a livello nazionale si sono superate le 15.000 sottoscrizioni.
Sempre nello stesso giorno si sono aggiunti alle personalità che avevano già firmato, comeUmberto Veronesi, anche lo scrittore e giornalista Roberto Saviano e l'astrofisica Margherita Hack.
La mobilitazione è seguita alla presentazione alla stampa del video di Piera Franchini, malata terminale di cancro, accompagnata in una clinica svizzera da Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, per richiedere l'eutanasia. Il video è stato visualizzato in rete da circa 200.000 persone.

Per cominciare a porre rimedio a questa situazione, l'Associazione Luca Coscioni propone un testo di legge con poche regole chiare, che stabiliscano con precisione come ciascuno possa esigere legalmente il rispetto delle proprie decisioni in materia di trattamenti sanitari, compreso il ricorso all'eutanasia.
Nell'ambito di questa iniziativa, Radicali Sondrio ha raccolto anche 250 firme sulle proposte di legge per l'introduzione del reato di tortura, a favore della legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri e per la depenalizzazione del consumo delle droghe con la conseguente riduzione dell’impatto penale, promosse da Antigone, Arci, Cgil e da numerose altre associazioni che si occupano del mondo penitenziario e della questione giustizia.
Il prossimo appuntamento con i cittadini che vogliono sottoscriverle sarà per sabato 11 maggio, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15 alle 19, a Sondrio in corso Italia.
I moduli sono inoltre disponibili presso i Comuni di Sondrio, Morbegno, Cosio, Ardenno, Berbenno, Mantello e Cercino.