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domenica 26 gennaio 2014

Inaugurazione dell'Anno giudiziario

Sabato 25 gennaio

ANCHE RADICALI SONDRIO A MILANO PER CHIEDERE LA LEGALITA' DELLA SITUAZIONE VALTELLINESE

Claudia Osmetti
cla.osmetti@gmail.com


Si è svolto ieri mattina (sabato 25 gennaio 2014) dalle 8.30 alle 12.30 il presidio radicale davanti al Palazzo di Giustizia di Milano in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario a cui ha partecipato anche una delegazione di Radicali Sondrio e dell’Associazione Avanti Diritto.

Dal 1987 Radicali Sondrio è impegnato nella campagna sulla legalità del tribunale valtellinese: in quell’occasione, e a seguito di indagini formali, si arrivò alle dimissioni dell’allora presidente del tribunale di Sondrio in carica. Oggi il caso più eclatante è quello della s.n.c. Gianoncelli: un fallimento durato 16 anni nel quale è stato approvato un solo piano di riparto verso i ceditori e per importi minimi.  Le restanti risorse, infatti, sono state destinate alle spese legali per la copertura delle cause intentate dal curatore fallimentare nei confronti di soggetti estranei al fallimento. Eppure le denunce penali relative alla violazione della legge fallimentare e alle irregolarità delle procedure seguite sono state tutte archiviate o per esse è stata proposta l’archiviazione senza nessuna indagine formale.

Radicali Sondrio denuncia da decenni come all’interno del tribunale di Sondrio sussistano situazioni di grave incompatibilità che dovrebbero essere rimosse. Per questo anche a Milano in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario  abbiamo chiesto riferendoci direttamente al ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, di aprire articolate inchieste sulle modalità di conduzione delle procedure fallimentari e sulle archiviazioni delle numerose denunce ad esse collegate e di accertare se sussistano incompatibilità tali da richiedere il trasferimento d’ufficio di alcuni giudici.

“Siamo qui a Milano per dire che la giustizia che non funziona si ripercuote anche in realtà piccole, come succede a Sondrio” ha commentato ai microfoni di Radio Radicale Giovanni Sansi di Radicali Sondrio. “Una giustizia malata coinvolge tantissime persone anche in Provincia. Il nostro tribunale non funziona come dovrebbe in un paese civile, siamo qui per ribadirlo”.

Nel corso della manifestazione è intervenuto il tesoriere del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito (PRNTT), Maurizio Turco, che ha preso parola durante l’a cerimonia all’interno della Corte di Appello; mentre fuori dalla sede del Tribunale una ventina di militanti hanno manifestato sottolineando l’urgenza del provvedimento di amnistia. Tra gli altri era presente anche il tesoriere di Radicali Italiani, Valerio Federico. Hanno partecipato anche i militanti e i dirigenti dell’Associazione Radicali Milano – Enzo Tortora.

Maurizio Turco ha sottolineato la condizione di flagranza in cui verte lo Stato italiano in materia di carceri e trattamento inumano dei propri detenuti: “Il disastro non è annunciato, il disastro è in atto. Lo dicono i numeri mostruosi dei processi arretrati civili e penali: a milioni di cittadini non si rende il servizio giustizia se è vero com’è vero che una giustizia ritardata è una vera e propria giustizia negata”. Ha quindi ricordato come “non è per noi radicali un problema economico a cui lo Stato dovrà far fronte, non è un problema di bilanci e risarcimenti ma di diritto e di legalità che ogni giorno viene palesemente violata”. “L'amnistia e l'indulto sono i presupposti necessari per poi procedere a una non più rinviabile e profonda riforma del sistema giustizia”. “È chiaro - ha concluso poi Turco - che quando oggi viene emesso un ordine di esecuzione della pena vi è la certezza e l'accettazione del rischio che quella pena verrà eseguita in condizioni inumane e degradanti, sarà privazione della dignità dell'essere umano, sarà altro dalla pena della reclusione, sarà illegale. Di fronte a questo stato di cose la giurisdizione non può continuare a far finta di nulla”.


Qui il volantino distribuito durante la manifestazione con tutti gli specchietti sul “caso Gianoncelli” e la situazione attuale del tribunale di Sondrio.




giovedì 31 ottobre 2013

Libertà di scelta

Testamento biologico

MILANO: APRE LO SPORTELLO IN UN MODULO LE DECISIONI SUL "FINE VITA"

Zita Dazzi
La Repubblica


Articolo già pubblicato sul quotidiano La Repubblica il 29 ottobre 2013

A pochi mesi dal via libera in consiglio comunale, Palazzo Marino comincia a raccogliere il testamento biologico dei milanesi, cioè quelle dichiarazioni scritte spontanee in cui siano esplicitatele proprie volontà per quel che riguarda il «fine vita», sia in caso di morte, sia nella sventurata eventualità che si cada in uno stato di coma irreversibile o di incoscienza totale. Questo aveva stabilito la delibera approvata il 7 luglio scorso dall'aula. E questo si va a realizzare, dal prossimo 11 novembre, negli uffici dell'assessorato alle Politiche sociali di largo Treves 2, dove sarà in funzione uno sportello per depositare le «attestazioni anticipate di volontà sui trattamenti sanitari». Con questa formula si fa riferimento a tutte a prelievi e trapianti di organi o di tessuti in caso di morte cerebrale. Nel registro il cittadino potrà anche indicare se desidera la cremazione e la dispersione delle ceneri. I moduli sono già in stampa e così Milano si aggiungerà a quell'elenco di città dove si precede il Parlamento sulla strada dell'attuazione dei diritti della persona, così come sono indicati a livello generale nella Costituzione.
Nel "testamento biologico" — ancora senza valore legale, mancando a livello nazionale una legge in materia — ogni persona potrà lasciare disposizioni a medici e familiari sul da farsi in caso di una malattia o di un incidente che procuri uno stato di incoscienza permanente ed irreversibile. La delibera del luglio scorso richiamava l'articolo 32 della Costituzione dove si legge «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario». La stessa delibera spiega che gli «atti depositati al registro possono essere richiesti dal dichiarante o da persona di sua fiducia, ma anche dal responsabile della struttura sanitaria presso cui si trovala persona». Chiunque ricordi il caso Englaro ha presente il dibattito che vi fu sulle scelte da fare e sulle difficoltà che ebbe papà Bepino per provare quali fossero realmente le intenzioni di sua figlia Eluana.
Ora il Comune, sulla scia di ben due petizioni popolari — una promossa dai radicali, l'altra dalle chiese protestanti e da alcune associazioni laiche — che in città nel corso del 2012 hanno raccolto migliaia di firme, ha deciso di dar corso al nuovo registro. E il secondo, dopo quello sulle unioni civili e lo scopo è di nuovo quello di essere di stimolo al legislatore nazionale. «Continuiamo sulla strada dei diritti — spiega l'assessore Pierfrancesco Majorino — con semplicità, contando sulla partecipazione dei cittadini e chiedendo al parlamento di uscire dal suo surreale immobilismo». Dal gennaio, lo sportello si trasferirà nella Casa dei diritti, che il Comune apre in via DeAmicis 10. 

giovedì 18 aprile 2013

Firmigoni


Cappato e Lipparini: "Grazie ai 3 anni di ritardo, il beneficiario è Senatore della Repubblica e i denuncianti sono fuori dalle istituzioni"

IL TRIBUNALE DI MILANO DICHIARA FALSE LE FIRME A SOSTEGNO DI FORMIGONI ALLE REGIONALI 

Radicali Sondrio 
radicalisondrio@gmail.com

Il Tribunale Civile di Milano ha depositato oggi il dispositivo della sentenza che dichiara false 723 firme prodotte a sostegno della Lista Formigoni in occasione delle lezioni regionali del 2010. Le controparti dei querelanti sono state condannate a pagare agli attori Cappato e Lipparini le spese processuali, liquidate in Euro 15.000,00, oltre accessori di legge. Si tratta di un numero di firme false tale da invalidare la presentazione a suo tempo della Lista Regionale per la Lombardia che sosteneva la candidatura dell’ex presidente della Giunta Regionale Lombarda Roberto Formigoni.

Marco Cappato e Lorenzo Lipparini, i Radicali che hanno intentato la causa contro la truffa Firmigoni, hanno dichiarato: "L'Italia è il Paese dell'impunità e dell'antidemocrazia. Il risultato, grazie anche alla sentenza della Corte costituzionale che ha imposto alla giustizia amministrativa di attendere la giustizia civile, è che colui che avrebbe dovuto andarsene a casa -in ragione della truffa elettorale senza la quale non avrebbe nemmeno potuto essere candidato e della diffamazione contro i Radicali- invece che a casa è al Senato della Repubblica italiana e si appresta a votare il nuovo Capo dello Stato. Nel frattempo, i suoi soci di menzogne leghisti e pidiellini governano tranquilli la Lombardia. Siamo anche il Paese dove chi ha scoperto e denunciato la truffa -i Radicali- stato cacciato dalle istituzioni regionali e nazionali. Ci auguriamo che qualcuno dei neoeletti Consiglieri regionali chiederà alla Regione se le parcelle degli avvocati difensori esterni della Regione Lombardia, che tanto hanno fatto per cercare di impedire o ritardare l’accertamento di una scomoda verità, siano state pagate dalla Regione, ovvero dai noi tutti cittadini contribuenti ed elettori."

Gli avvocati Mario Bucello, Simona Viola e Renato D’Andrea, che hanno assistito i Radicali nel giudizio hanno dichiarato: “La decisione da un lato ci conforta, perché mostra la sensibilità del Tribunale Civile di Milano verso le speciali e delicate esigenze di giustizia che circondano i giudizi elettorali per altro verso, nonostante gli sforzi di celerità profusi anche dal Tribunale, la sentenza giunge quando ormai il Consiglio Regionale - abusivamente eletto grazie a operazioni manipolative – è stato sostituito da nuove elezioni. Se l’accertamento della falsità fosse stato di competenza del Giudice Amministrativo avrebbe potuto sopraggiungere in tempo utile per invalidare le elezioni. In questo quadro è indispensabile porre rapidamente all’ordine del giorno del  nuovo Parlamento la necessità delle riforme volte a rendere effettiva la giustizia elettorale per scoraggiare nuovi abusi, assegnando al Giudice Amministrativo la competenza a decidere sulle falsità emerse nei procedimenti elettorali”.

giovedì 24 gennaio 2013

Sentenza Tar


Più di 600 euro di spese legali

IL COMUNE DI MILANO DOVRA' PAGARE MARCO CAPPATO PER IL MANCATO ACCESSO AGLI ATTI SUI DESTINATARI DEI BIGLIETTI OMAGGIO DI SANSIRO 

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com



Il TAR Lombardia ha condannato  il Comune di Milano a pagare al Presidente del Gruppo Radicale – federalista europeo, Marco Cappato, 600 Euro di spese di lite -più altri oneri- per il mancato accesso agli atti, nei termini di legge, sui destinatari dei biglietti omaggio di San Siro.
Il Comune fornì gli elenchi fuori dai termini, a seguito del ricorso di Cappato, facendo dunque cessare la materia del contendere, ma determinando comunque la “soccombenza virtuale” del Comune e il pagamento delle spese.

sabato 3 novembre 2012

Report


Il team Gabanelli

"IL PAPA RE", AL SECOLO ROBERTO FORMIGONI, IN ONDA DOMENICA 4 NOVEMBRE 

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com



Gentili telespettatori, vi comunichiamo che domenica 4 novembre alle 21.30 andrà in onda la nuova puntata di Report che si si intitola: "IL PAPA RE" ed è a cura di Alberto Nerazzini.

Roberto Formigoni, il presidente di Regione più longevo d'Italia, cade dopo quasi diciott'anni di governo ininterrotto perché un'onda giudiziaria senza precedenti travolge lui, la sua giunta e il Consiglio. È l'epilogo di una legislatura sciagurata, nata con lo scandalo delle firme false per la presentazione della lista Formigoni e che in soli due anni e mezzo è riuscita a offrire un compendio davvero variegato di inchieste e accuse di reato, «una sorta di olimpiade della corruzione, o comunque della malversazione e della cattiva politica», per usare le parole del consigliere di opposizione Civati. Ma la fine dell'ennesima legislatura formigoniana segna anche l'epilogo dell'uomo politico? Oppure Formigoni è già pronto per una nuova stagione? Magari con un nuovo partito?

L'inchiesta «Il Papa Re» racconta il fenomeno politico Formigoni, tornando alle origini del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione fondato da Don Giussani e racconta il suo braccio politico, il Movimento Popolare creato proprio da Formigoni. Parla dei rapporti poco noti tra CL e Berlusconi, con testimonianze inedite. Racconta gli sviluppi delle nuove inchieste che lo riguardano o lo sfiorano, ritorna su quelle chiuse del recente passato. Perché «Il Papa Re» indaga anche sull'entourage di Formigoni, sugli uomini del Presidente che erano indagati ieri e sono indagati oggi; esplora il riservato e misterioso mondo dei memores domini, l'associazione di monaci laici a cui da 42 anni appartiene Formigoni e che raggruppa i ciellini dedicati totalmente a Dio, nel rispetto della promessa di obbedienza, povertà e verginità.

L'inchiesta di Report in onda domenica 4 novembre, realizzata da Alberto Nerazzini, indaga su un sistema politico e di potere che supera i confini della Lombardia, con le sue ramificazioni nel sistema economico, nell'educazione, e con la sua decennale trasversalità. Con interviste inedite, per esempio, svela i protagonisti dell'ultima inchiesta della Procura di Milano che coinvolge i vertici della Compagnia delle Opere di Bergamo e, ancora una volta, sfiora il «Papa Re». 

Firmontopoli

Bagarre nel centrodestra

INCHIESTA SULLE FIRME, SCONTRO NEL GRUPPO PDL SULLE PARCELLE AI LEGALI

Andrea Senesi
Corriere della Sera

sabato 13 ottobre 2012

Cappato & Federic

Il Presidente dei Radicali federalisti europei e il membro della Direzione nazionale dei Radicali italiani 

SEA-SERRAVALLE: "COMUNE E PROVINCIA VENDANO INSIEME TUTTE LE QUOTE PER CREARE LA CITTA' METROPOLITANA DELLA MOBILITA' SOSTENIBILE" 

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com


"Invece di perdersi nell'ingegneria finanziaria, appesantiti da diffidenze politiche e interessi di bottega contrastanti, il Comune e la Provincia di Milano dovrebbero unire le proprie forze per realizzare una grande operazione che liberi risorse per rilanciare l'economia milanese e lombarda. Proponiamo a Pisapia e Podestà di mettersi assieme per vendere la totalità delle quote pubbbliche di Serravalle e di SEA, attraverso due gare internazionali -una per Serravalle e una per SEA- dismettendo sia le quote del Comune che quelle della Provincia. In questo modo si massimizzerebbe l'introito per i due Enti pubblici, i quali potrebbero ridurre tasse e debito, e assieme investire per un grande piano di infrastrutture ecologiche per i trasporti. In questo modo Milano anticiperebbe nei fatti la creazione di una "Città metropolitana della mobilità sostenibile".

giovedì 11 ottobre 2012

Firmigoni

Formigoni condannato per diffamazione ai Radicali nelle elezioni regionali del 2010

FIRME FALSE, FORMIGONI CONDANNATO A RISARCIRE 110 MILA EURO AI RADICALI

Luigi Ferrarella

MILANO - Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni è stato condannato dalla giudice Carmen D’Elia a 900 euro di multa e 110 mila euro di risarcimento per aver diffamato i Radicali della lista Bonino-Pannella, nelle persone del candidato alle elezioni regionali 2010 Marco Cappato e di Lorenzo Lipparini, tacciandoli di aver partecipato a una macchinazione finalizzata a escludere il centrodestra dalle elezioni regionali 2010. Il risarcimento è così costituito: 50mila euro a Marco Pannella come rappresentante della lista, 30 mila euro a testa ai due militanti.

LA REAZIONE - «Quando c'è di mezzo Formigoni si innovano anche le leggi», ha commentato a caldo il governatore lombardo. «È la prima volta - ha esclamato - che un tribunale mette bocca in una polemica tra politici. È una sentenza che istituisce un precedente».

LE ACCUSE - La sentenza è la conseguenza della reazione-boomerang di Formigoni un anno fa all'emergere (su input dei Radicali) di firme false nella presentazione della sua lista alle elezioni regionali 2010. In dichiarazioni a quattro quotidiani, il 5 marzo 2010 Formigoni non solo si difese, ma si azzardò a ribaltare le accuse, addebitando ai Radicali d'aver «potuto compiere qualsiasi atto manipolativo, compresa la sottrazione di documenti» in tribunale; in particolare avanzò il sospetto che, essendo «rimasti 12 ore da soli con in mano penne e borse» a controllare i registri, avessero «potuto manipolare le liste, correggerle, spostare i documenti come volevano», al punto che «51 certificati, a una prima verifica segnalati come presenti, dopo la visita dei Radicali non c' erano più».

FIRME EFFETTIVAMENTE FALSE - Questa ricostruzione per il pm Mauro Clerici si è rivelata falsa. Come le 926 firme effettivamente false senza le quali le sue liste nel 2010 non avrebbero potuto presentarsi al voto e raccogliere 2 milioni e 700 mila suffragi contro il candidato pd Filippo Penati: vicenda per la quale il pm Alfredo Robledo ha chiesto il rinvio a giudizio» di un nugolo di consiglieri provinciali Pdl, della responsabile elettorale Pdl Clotilde Strada, e (come istigatore) dell'allora coordinatore Pdl e oggi presidente della Provincia di Milano Guido Podestà.

I RADICALI - «Un giudice ha riconosciuto l'onore ai radicali. Noi da 10 anni denunciamo in tutta Italia come i partiti raccolgono le firme». È il commento di Marco Cappato, esponente radicale, sulla sentenza del Tribunale di Milano.

mercoledì 10 ottobre 2012

Diffamazione contro i Radicali

Domani la Sentenza

LA LUNGA NOTTE DI FIRMIGONI

Lorenzo Lipparini
www.lorenziolipparini.it




Milano, 10 ottobre 2012 -   Domani, giovedì 11 ottobre, alle ore 14.30, si terrà presso la IV sezione penale bis del tribunale di Milano l'ultima udienza del processo che vede imputato il Presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni per diffamazione nei confronti dei Radicali Marco Pannella, Marco Cappato e Lorenzo Lipparini. Il processo riguarda le dichiarazioni di Formigoni sulle firme false presentate a sostegno della propria candidatura, a suo avviso frutto di un complotto dei Radicali. L'udienza è convocata per ascoltare le repliche delle parti, alle quali seguirà la lettura della sentenza. Il Pubblico Ministero ha chiesto un anno di reclusione per Formigoni e il pagamento di 500 euro, i Radicali il risarcimento dei danni non patrimoniali per 200.000 euro. All'udienza saranno presenti gli esponenti Radicali Marco Cappato e Lorenzo Lipparini, assistiti dall'avvocato Giuseppe Rossodivita. 

mercoledì 26 settembre 2012

Firmigoni

Aspettando la sentenza 

DOMANI FORMIGONI CHIAMATO A DIFENDERSI SULLA DIFFAMAZIONE CONTRO I RADICALI 

Lorenzo Lipparini
www.lorenzolipparini.it


Domani, giovedì 27 settembre, alle ore 9.30, si terrà presso la IV sezione penale bis del tribunale di Milano l'udienza del processo che vede imputato il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni per diffamazione nei confronti dei Radicali Marco Pannella, Marco Cappato e Lorenzo Lipparini.

Il processo riguarda le dichiarazioni di Formigoni sulle firme false presentate a sostegno della propria candidatura, a suo avviso frutto di un complotto dei Radicali. Domani sarà il turno dell'intervento della difesa, in vista dell'ultima udienza del 4 ottobre.

A curare gli interessi dei Radicali sarà l'avvocato GiuseppeRossodivita, cosigliere regionale del Lazio che con Rocco Berardo ha fatto scoppiare lo scandalo sulle spese dei gruppi
consiliari della Pisana.

Il Pubblico Ministero ha chiesto un anno di reclusione per Formigoni e il pagamento di 500 euro, i Radicali il risarcimento dei danni non patrimoniali per 200.000 euro.



mercoledì 11 luglio 2012

Formigoni, Radicali, processo per diffamazione su firme false. Domani requisitoria PM e parte civile.

Prosegue il processo

DOMANI LA REQUISITORIA E LA PARTE CIVILE

Lorenzo Lipparini
www.lorenzolipparini.it



Domani, giovedì 12 luglio, alle 9.30, si terrà presso la IV sezione penale del Tribunale di Milano (ex lavoro) l'udienza del processo che vede il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni imputato di diffamazione a mezzo stampa aggravata per aver accusato i Radicali di aver manomesso le firme da lui presentate per la propria candidatura alle regionali del marzo 2010 (900 delle quali riconosciute false dagli stessi sottoscrittori).

Durante l'udienza si terrà la requisitoria del Pubblico Ministero e quella dell'avvocato di parte Civile, Giuseppe Rossodivita, che difende gli interessi di Marco Cappato, Lorenzo Lipparini e Marco Pannella.

sabato 2 giugno 2012

Caso Pozzi

Edilizia poco chiara

APPARTAMENTI ABUSIVI AL POSTO DEI SOTTOTETTI, NEI GUAI GIORGIO POZZI

da La Provincia di Como


Anche l'imprenditore e politico marianese Giorgio Pozzi è finito nei guai per l'inchiesta valtellinese dello scorso autunno sui sottotetti trasformati abusivamente in abitazione. In tutto si parla di oltre cento mansarde irregolari, realizzate dopo il 2005 nei Comuni del Bormiese. Al primo blitz, con oltre 80 appartamenti ispezionati, ne era seguito un altro lo scorso mese di aprile.

Altri 30 i sottotetti passati al setaccio dalla Fo-restale in quell'occasione. Gli uomini della Forestale si erano concentrati sulla zona di Valdisotto, in particolare sulle frazioni di Cepina, Oga e Piatta.

Ieri gli inquirenti, sempre sotto la direzione della Procura di Sondrio e muniti di decreto ispettivo, sono entrati in azione a Bormio, zona via Milano. Oggi è in programma una seconda tranche di ispezioni, come sanno bene i proprietari delle abitazioni a cui è stato notificato il provvedimento.

A quanto risulta, si tratta per la maggior parte di immobili realizzati dalle ditte che fanno capo agli imprenditori Enrico Bracchi e, appunto, Giorgio Pozzi. Il sospetto, anche per questi appartamenti, è quello dal quale ha preso avvio tutta l'inchiesta e che ha già trovato decine e decine di conferme a Valdisotto. In pratica, secondo gli inquirenti,  gli appartamenti sarebbero stati realizzati e accatastati come abitazioni fornite di solaio (non abitabile, quindi) e invece vendute come appartamenti mansardati, con una porzione di alloggio nel sottotetto. Quelle che sulla carta dovrebbero essere delle soffitte, insomma, si sarebbero trasformate in attraenti - e ben più costose - mansarde.

Ecco il trucco Per rendere possibile la vantaggiosa (per il venditore) metamorfosi, è sufficiente realizzare dei piccoli lavori che consentano l'accorpamento del solaio all'appartamento: aperture, scale, allacciamenti ecc. A Valdisotto di elementi così, tutti realizzati illegalmente, ne sono stati trovati a bizzeffe, tanto che il Comune ha emesso un'ordinanza di demolizione con l'obiettivo di ripristinare la legalità in una terra che soltanto negli ultimi anni si ritrova suo malgrado al centro delle cronache per presunti abusi edilizi .

Sembra che anche a Bormio la situazione riscontrata dai forestali sia sostanzialmente la stessa, ma soltanto nei prossimi giorni si potrà avere qualche conferma in più. L'inchiesta ha vissuto un momento particolarmente difficile lo scorso mese di novembre, quando in commissione era stata approvata una proposta di legge regionale che avrebbe portato di fatto alla sanatoria. La disposizione però ha sollevato un'ondata di polemiche tali che, alla fine, la maggioranza che l'aveva proposta ha dovuto alzare bandiera bianca e lasciar perdere.

(Inchiesta partita in autunno: già un centinaio gli abusi contestati ) 

Chi è l'ex assessore regionale?

«Giorgio Pozzi è nato a Como nel 1955 e risiede a Mariano Comense dove svolge l'attività di imprenditore. È fondatore della Giorgio Pozzi & C., società che opera nel settore immobiliare, di cui è amministratore unico e che nel corso del tempo ha cambiato nome in Generai Project & Contract». È la prima parte del profilo biografico del politico comasco che si legge nel sito pdlregionelombardia.it. Pozzi, ex assessore regionale ai Trasporti molto vicino a Formigoni, in qualità di fondatore della società immobiliare Gp & C sta vendendo diversi appartamenti nel Sondriese, in Alta Valle. Proprio le abitazioni realizzate negli anni scorsi dalla Generai Project & Contract sono tra quelle passate in rassegna in questi giorni dagli agenti del corpo forestale a cui è stata affidata l'inchiesta della Procura di Sondrio su un presunto maxiabuso edilizio. Pozzi ricopre la carica di consigliere regionale oltre a ricoprire sempre un ruolo di primo piano nel centrodestra comasco, ma sulla sua testa pende una richiesta di ineleggibilità in quanto si sarebbe dimesso tardivamente dal cda di una società controllata dalla Regione, la Nord Energia SpA.

sabato 26 maggio 2012

MILANO RADICALMENTE NUOVA

5 proposte di delibera di iniziativa popolare per proporre al mondo un modello di città aperta e laica, dove i più diversi tipi di famiglia, di amore e di stili di vita possano convivere nel nome della libertà e responsabilità di scelta.


FAMIGLIE DI FATTO: consentire l’accesso delle coppie di fatto, anche omosessuali, ai servizi che il Comune fornisce alle coppie sposate per scuola, assistenza, trasporti, servizi sociali,….
ANTI-DISCRIMINAZIONE : per difendere le vittime di ogni tipo di discriminazione, dando al Comune gli strumenti per farlo
TESTAMENTO BIOLOGICO : Aprire presso il Comune e le Zone la possibilità di rilasciare le proprie dichiarazioni ancipate di volontà sui trattamenti sanitari
SALE “SALVAVITA” DA INIEZIONE : Attrezzare delle Sale “salvavita” dove chi fa uso di droghe illegali possa ricevere assistenza sanitaria invece di mettere a rischio la propria vita e quella altrui
PROSTITUZIONE REGOLAMENTATA : nei locali dove si esercita la prostituzione, garantire migliori condizioni lavorative e sanitarie
Milano, 10 maggio 2012