giovedì 23 giugno 2016

Per sconfiggere le mafie

Nuovi appuntamenti per firmare

500 SOTTOSCRIZIONI PRO CANNABIS LEGALIZZATA IN VALTELLINA: ECCO I NUOVI TAVOLI

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


Sono 500 le firme raccolte sinora in Valtellina a favore della proposta di legge popolare “Norme per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della Cannabis e dei suoi derivati”: i prossimi gazebo di Radicali Sondrio saranno SABATO 25 GIUGNO, dalle 10 alle 12:30 e dalle 16 alle 19, a TIRANO in viale Italia e, a seguire, SABATO 2 LUGLIO, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 16:30 alle 19, a SONDRIO in piazza Campello (in caso di maltempo gli appuntamenti saranno rinviati).

La portata del fenomeno e la necessità di rivalutarne l'attuale quadro normativo, sono stati confermati il 3 marzo scorso dal procuratore Franco Roberti il quale, illustrando la relazione del Dipartimento Nazionale Antimafia, informava delle dimensioni abnormi raggiunte dal mercato delle droghe che coinvolgerebbe un europeo su quattro, sottolineando l’esigenza e il dovere di “fare scelte di priorità anche nel mondo giudiziario”.

Dello stesso parere è l'Europol che nella sua relazione aveva già rilevato che “il mercato europeo della droga è sempre più innovativo e dinamico ed è in grado di sfruttare i cambiamenti che si sono verificati nelle moderne forme di comunicazione e commercio”, auspicando pertanto di poter fornire con la propria relazione “spunti per un cambio delle politiche sulle droghe”.

Alla luce di tutto questo i Radicali chiedono che il tema venga discusso in modo non ideologico, sulla base dei dati ufficiali e delle evidenze scientifiche, delle esperienze positive in atto in diversi Paesi e delle analisi di politici, economisti, giuristi e scienziati di tutto il mondo che denunciano il fallimento del proibizionismo e propugnano la conversione del divieto in prevenzione e riduzione del danno.

Ė possibile inoltre aderire ad un appello che riguarda la riforma della regolamentazione della caccia. 


Troppo spesso l’attività venatoria, praticata nel nostro paese da una ristretta minoranza di persone, risulta esercitata in violazione delle più elementari norme di sicurezza, rendendo così ampie porzioni del nostro territorio pericolose per chi vi risiede o vi transita. Con l'attuale normativa i controlli sulla caccia sono assegnati ai cacciatori, per i quali non sono peraltro previsti controlli sul tasso alcolemico. L'Italia è inoltre oggetto di una procedura di infrazione da parte dell'Unione Europea per l'utilizzo nell'attività venatoria dei cosiddetti “richiami vivi”, una pratica barbara ancora diffusa nel nostro Paese.

venerdì 20 maggio 2016

Cannabis e caccia

 Aggiornamento tavoli 

MARCO PANNELLA, UNA FIRMA PER RICORDARLO. DOMANI RADICALI SONDRIO IN PIAZZA CAMPELLO

Claudia Osmetti
cla.osmetti@gmail.com


Come preannunciato: domani sabato 21 maggio si terrà regolarmente a Sondrio, in Piazza Campello dalle 9.30 alle 12.30, il tavolo di raccolta firme di Radicali Sondrio per la proposta di legge popolare “Norme per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della Cannabis e dei suoi derivati”. Radicali Sondrio si unisce al grande abbraccio che in queste ore ha ricordato Marco Pannella: al gazebo radiale di domani sarà possibile ascoltare in diretta i lavori di Radio Radicale in vista della funzione laica in programma a Piazza Navona (Roma).

“Pannella, leone di Libertà in un Paese che riconosce sempre troppo tardi le qualità di chi non cede alla partitocrazia di massa, era solito dire che “il reato peggiore è restare con le mani in mano”. Ecco perché abbiamo deciso di scendere in piazza, in mezzo alla gente, a fare anche oggi quella ‘politica da marciapiede’ che ha da sempre caratterizzato Marco: e invitiamo chiunque, in Valtellina, voglia ricordare Pannella a venire a trovarci e a firmare la proposta di legge sulla legalizzazione della Cannabis. Lui avrebbe voluto così”, commenta Claudia Osmetti di Radicali Sondrio e membro valtellinese del Comitato  nazionale di Radicali Italiani. 

La proposta di legge presentata al tavolo di domani prevede l’autocoltivazione libera per i maggiorenni fino a cinque piante (e con comunicazione da sei a dieci) anche in forma associata nei cosiddetti “Cannabis social club”; pratiche semplificate per la produzione commerciale; un accesso più ampio alla Cannabis terapeutica anche per le malattie che oggi non la prevedono; la depenalizzazione totale dell’uso personale di tutte le sostanze proibite e la liberazione dei detenuti per condotte non più penalmente sanzionabili.


Sarà possibile sottoscrivere anche l’appello “Scacciamoli” per la riforma della regolamentazione della caccia.

giovedì 19 maggio 2016

A subito, Marco

 Il ricordo di Radicali Sondrio

CLAUDIA OSMETTI RACCONTA MARCO PANNELLA: "IL PEGGIOR CRIMINE E' RESTARE CON LE MANI IN MANO"


Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com


Nel corso del telegiornale di TeleUnica del 19 maggio 2016 Claudia Osmetti, membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani ed esponente di Radicali Sondrio, ha ricordato Marco Pannella e le sue battaglie radicali che hanno insegnato all'Italia l'importanza dei diritti civili. Come diceva sempre lo storico leader radicale: "Il peggior crimine è restare con le mani in mano", per questo Radicali Sondrio sarà in piazza anche in questi giorni con i tavoli di raccolta firme della proposta di legge di iniziativa popolare per legalizzare la cannabis. 

Qui il video per rivedere l'intervista a Osmetti: 



Qui il link per collegarsi direttamente alla pagina Facebook di TeleUnicaSondrio.

venerdì 18 marzo 2016

Carcere di via Caimi

Francesco Racchetti a La Provincia di Sondrio

IL GARANTE DEI DETENUTI: "COSI' NON VA, IMPOSSIBILE LAVORARE CON LA DIRETTRICE"

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com


Riportiamo, e vi proponiamo, un articolo apparso sul quotidiano locale La Provincia di Sondrio pubblicato a pagina 16 dell'edizione di mercoledì 16 marzo 2016:

Il garante dei detenuti chiede sostegno al Comune, perché “con le modalità imposte dalla direttrice non posso svolgere il mio lavoro”. L’ha detto ieri sera in commissione Francesco Racchetti, garante comunale delle persone limitate nella libertà, presentando la relazione annuale sulle sue attività in carcere: il documento elenca diversi problemi sorti dopo l’insediamento della direttrice Stefania Musso, con vari aspetti sui quali Racchetti ha chiesto “una presa di posizione” da parte del Comune. E la gran parte dei consiglieri presenti ieri sera ha intenzione di rispondere all’appello: dopo molti interventi a sostegno del garante, il presidente del consiglio comunale Carlo Zanesi ha preannunciato che nella riunione dei capigruppo “si cercherà di trovare la soluzione operativa per rendere concreto l’impegno”. Voce fuori dal coro, quella di di Gianmario Palotti di Sondrio democratica, secondo il quale “è inopportuno che l’amministrazione prenda posizione”, fermo restando l’apprezzamento per l’opera di Racchetti. Il garante, dal canto suo, ha sottolineato che “se il consiglio comunale riterrò che il modo in cui mi sono mosso non sia più adeguato, tirerò le mie conclusioni conseguenti”, anche perché “in questa situazione - ha detto - non posso svolgere il mio lavoro”. 
I problemi evidenziati nella relazione riguardano sia gli incontri con i detenuti, sia i progetti avviati negli anni scorsi. “In precedenza nel carcere tenevo colloqui quindicinali, incontrando una decina di detenuti ogni volta - ha spiegato Racchetti -, in sezione dove tutti potevano vedermi e capire il mio ruolo. Da quando è cambiata la direzione del carcere gli incontri si sono praticamente azzerati, tanto che da ottobre in poi ho incontrato un solo detenuto. La direttrice ha imposto che i colloqui con il garante fossero sempre richiesti a lei e che le richieste venissero motivate, ma poiché gli incontri spesso riguardano argomenti di estrema delicatezza, se viene chiesto di dichiararne il motivo le persone si ritirano”. Gli incontri inoltre sono stati spostati in spazi esterni alla sezione, ha detto Racchetti, il che “ha grande impatto simbolico e pratico”, secondo il garante, perché “i detenuti hanno percepito che il garante non entra in sezione, e per chi non conosce questa figura diventa difficile capirne il ruolo”.  
Altrettanto problematica secondo Racchetti è la situazione dei progetti legati all’accordo fra Provincia e Provveditorato regionale che ha portato alla realizzazione dei nuovi spazi didattici nella struttura di via Caimi. “Il protocollo - ha sottolineato il garante - prevedeva esplicitamente la creazione di un laboratorio di informativa, che non è stato allestito. Ho parlato del progetto fin dal primo incontro con la direttrice, trovando però una risposta negativa anche sprezzante”. Anche nelle iniziative di sensibilizzazione e formazione rivolte alle scuole e alla cittadinanza “l’attivitò del garante è stata rifiutata”, ha detto Racchetti, “tant’è che accompagnerò i ragazzi del liceo Piazzi Perpenti a Bollate e a San Vittore, ma non a Sondrio”. E così secondo Racchetti il ruolo viene svuotato. 




Legalizziamo!

Basta una firma, on line 

UNA PETIZIONE EUROPEA PER CHIEDERE DI CAMBIARE LA NORMATIVA SULLE DROGHE


Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com


Oggi, l'Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani hanno depositato in Corte di Cassazione una proposta di legge d’iniziativa popolare per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della cannabis e suoi derivati. 

Aspettando di poter partire con la raccolta firme, Radicali Sondrio vi invita a sottoscrivere questa petizione diretta al Parlamento europeo per chiedere di cambiare la propria normativa in materia di droghe. Per firmare basta collegarsi a questo indirizzo.

La petizione (disponibile anche in francese, spagnolo, tedesco e inglese), può essere firmata anche dai minorenni o dagli stranieri residenti sul suolo dell'Unione Europea.



Ultimi tavoli per il testamento biologico

Sabato 19 e 26 marzo a Chiavenna e Bormio

TORNANO I GAZEBO RADICALI PER IL TESTAMENTO BIOLOGICO IN LOMBARDIA

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


Ultime due occasioni per firmare la proposta di legge riguardante l'istituzione in Lombardia del Registro dei testamenti biologici e l'inserimento delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT) nella Tessera sanitaria regionale.

I gazebo di RADICALI SONDRIO saranno presenti sabato 19 marzo, dalle 10 alle 19 (con una pausa pranzo), a Chiavenna in piazza Bertacchi e sabato 26 marzo, dalle 10 alle 18 (con una pausa pranzo) a Bormio in via Roma (slargo presso Torre Alberti).


venerdì 11 marzo 2016

Carcere di via Caimi

Dopo la visita ispettiva alla casa circondariale

I RADICALI RACCONTANO I DATI E LA SITUAZIONE DEL CARCERE DI SONDRIO

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


A seguito della visita ispettiva alla Casa Circondariale di Sondrio del 30 dicembre scorso, da parte di  una delegazione di Radicali Sondrio congiuntamente a due parlamentari, ci sono stati forniti, dopo qualche insistenza, i dati richiesti con apposito questionario.
E' stata dichiarata una capienza regolamentare di 65 posti, sebbene dai siti ufficiali del Ministero della Giustizia questa cifra risulti essere di 31 al 15/07/15 e di 29 al 31/12/15, mentre nel 2010 ci era stato risposto che erano 27. Eppure l'edificio risale a più di un secolo fa (per intenderci ai tempi di Lombroso) e l'impianto quello è rimasto, salvo modifiche non strutturali.  
Erano presenti 36 detenuti comuni, tutti uomini, di cui 25 con condanna definitiva e 11 in attesa di giudizio: 10 sono tossicodipendenti, di cui 2 in terapia metadonica. Gli stranieri sono 25, i residenti fuori regione 27, solo 12 effettuano colloqui regolari e un detenuto usufruisce di permessi premio, in 6 lavorano come dipendenti dell’amministrazione penitenziaria. 
Quanto al personale operante nel carcere, sono in servizio effettivo 20 agenti (rispetto ad una pianta organica che ne prevede 30), 1 educatore (sui 2 prescritti), mentre per gli stranieri non è prevista la figura del mediatore culturale.
Dopo un recente incontro con la Direttrice del carcere, Stefania Mussio, Gianfranco Camero ha dichiarato:
“Sebbene dai dati dello stesso Ministero della Giustizia continui a risultare un eccesso di detenuti rispetto alla capienza regolamentare (49.592 contro 52.846 al 29/02/16), abbiamo finalmente compreso perché il Ministro Orlando ripeta che l'emergenza carceraria è terminata: se è possibile raddoppiare la capienza (almeno sulla carta) in tutta Italia, come sembra accadere a Sondrio, sicuramente c'è posto per tutti!
Poi non sarà comunque come per Breivik, l'attentatore di Oslo, responsabile di 77 vittime, condannato a 21 anni di carcere, che sta scontando in una prigione norvegese di massima sicurezza, con 252 celle dotate di ogni comfort: tv, frigo e bagno con doccia, arte contemporanea alle pareti, palestra, laboratori, sovraffollamento inesistente, metà del personale costituito da donne, guardie disarmate. Il fatto però che lì il tasso di recidiva sia del 20%, mentre da noi circa il 70%, vorrà pur dire qualcosa.
I progetti che compaiono nella relazione del Garante dei diritti dei detenuti di Sondrio dell'aprile dello scorso anno (corsi di informatica, formazione professionale di tipo artigianale, lo “sportello del cittadino detenuto” per la tutela giuridica dello stesso), dovendosi basare solo sul volontariato, non trovano realizzazione per la mancanza di risorse finanziarie e per le diverse opinioni e modi di agire che caratterizzano i numerosi (e spesso precari) responsabili che si sono succeduti nella direzione dell'istituto penitenziario.
Diventa quindi un'illusione, nella maggioranza dei casi, il modello riabilitativo, pure sancito dalla Costituzione, così come andrebbe ripensato l'attuale modello di giustizia “retributiva”, che considera il reato come 'violazione di una norma' e la pena come 'conseguenza giuridica' che sanziona tale condotta e che ha generato un'impostazione formalistica del diritto penale ed un conseguente sistema altamente burocratizzato e astratto, nel quale le persone rimangono del tutto marginali.

Guardando a nuovi modelli, come la giustizia “riparativa”, andrebbe affrontata una sorta di rivoluzione copernicana, considerando il problema centrale della giustizia penale non più il concetto astratto di ordine giuridico, bensì la persona come singolo e come essere relazionale, a cominciare dalla vittima del reato e dall'obbligo che ne consegue per chi l'ha commesso di porre rimedio alle conseguenze lesive della sua condotta.”

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NE HANNO DATO NOTIZIA:
TellusFolio (domenica 6 marzo 2016): articolo disponibile qui.
Ristretti Orizzonti (lunedì 7 marzo 2016): articolo disponibile qui. 
La Provincia di Sondrio (lunedì 7 marzo 2016): 

Il Giorno, ed. Sondrio (martedì 8 marzo 2016): 

La Gazzetta di Sondrio (martedì 8 marzo 2016): articolo disponibile qui.
TeleUnica Sondrio (mercoledì 9 marzo 2016):