mercoledì 24 aprile 2013

Eutanasia, tortura, carceri e droghe


Proposte di legge su eutanasia, tortura, carceri e droghe

I RADICALI INIZIANO LA RACCOLTA FIRME

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com



Anche in Provincia di Sondrio, i Radicali iniziano la raccolta di firme per le proposte di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e del testamento biologico, contro la tortura, a favore della legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri e per la depenalizzazione del consumo delle droghe con la conseguente riduzione dell’impatto penale.


Il primo appuntamento con i cittadini che vogliono sottoscriverle sarà sabato 27 aprile, dalle 9 alle 12, a Sondrio in piazza Campello, a cui seguirà l'intera giornata del sabato seguente, 4 maggio, con una presenza in piazza, a Sondrio e a Morbegno, dei Radicali.


I moduli sono inoltre disponibili presso i Comuni di Sondrio, Morbegno, Cosio, Ardenno, Berbenno e Cercino.


Ben oltre la metà degli italiani, secondo ogni rilevazione statistica, è a favore dell'eutanasia legale, per poter scegliere, in determinate condizioni, una morte opportuna invece che imposta nella sofferenza. I vertici dei partiti e la stampa nazionale, invece, preferiscono non parlare di come si muore in Italia, tranne quando alcune storie personali si impongono: Eluana e Beppino Englaro, Giovanni Nuvoli, i leader radicali Luca Coscioni e Piero Welby. Oggi, chi aiuta un malato terminale a morire - magari un genitore o un figlio che implora di porre fine alla sofferenza del proprio caro - rischia molti anni di carcere. Il diritto costituzionale a non essere sottoposti a trattamenti sanitari contro la propria volontà è costantemente violato, anche solo per paura, o per ignoranza e la conseguenza è il rafforzamento della piaga tanto dell'eutanasia clandestina che dell'accanimento terapeutico. Per rimediare a questa situazione, l'Associazione Luca Coscioni, propone un testo con poche regole chiare, che stabiliscano con precisione come ciascuno possa esigere legalmente il rispetto delle proprie decisioni in materia di trattamenti sanitari, compreso il ricorso all'eutanasia.

Le altre tre proposte sono promosse da Antigone, Arci, Cgil e da numerose altre associazioni che si occupano del mondo penitenziario e della questione giustizia.

La prima intende sopperire a una lacuna normativa grave: in Italia manca il crimine di tortura nonostante vi sia un obbligo internazionale in tal senso; il testo prescelto è quello codificato nella Convenzione delle Nazioni Unite.

La seconda riguarda i diritti dei detenuti e la riduzione dell’affollamento penitenziario, intervenendo sui flussi in ingresso e in uscita ovvero su quelle leggi che producono detenzione senza produrre sicurezza pubblica. Viene quindi rafforzato il concetto di extrema ratio per la carcerazione preventiva, proponendo modifiche alla legge Cirielli sulla recidiva, imponendo l’introduzione di una sorta di “numero chiuso” sugli ingressi in carcere, affinché nessuno vi entri qualora non ci sia posto. Congiuntamente all'istituzione di un Garante nazionale per i diritti dei detenuti, si prevede l’abrogazione del reato di clandestinità previsto dalla legge Bossi-Fini.

Infine la terza proposta mira a modificare la legge sulle droghe, che tanta carcerazione inutile produce nel nostro Paese, con il superamento del paradigma punitivo della legge Fini-Giovanardi, depenalizzando i consumi, diversificando il destino dei consumatori di droghe leggere da quello di sostanze pesanti, diminuendo le pene, restituendo centralità ai servizi pubblici per le tossicodipendenze.

giovedì 18 aprile 2013

Firmigoni


Cappato e Lipparini: "Grazie ai 3 anni di ritardo, il beneficiario è Senatore della Repubblica e i denuncianti sono fuori dalle istituzioni"

IL TRIBUNALE DI MILANO DICHIARA FALSE LE FIRME A SOSTEGNO DI FORMIGONI ALLE REGIONALI 

Radicali Sondrio 
radicalisondrio@gmail.com

Il Tribunale Civile di Milano ha depositato oggi il dispositivo della sentenza che dichiara false 723 firme prodotte a sostegno della Lista Formigoni in occasione delle lezioni regionali del 2010. Le controparti dei querelanti sono state condannate a pagare agli attori Cappato e Lipparini le spese processuali, liquidate in Euro 15.000,00, oltre accessori di legge. Si tratta di un numero di firme false tale da invalidare la presentazione a suo tempo della Lista Regionale per la Lombardia che sosteneva la candidatura dell’ex presidente della Giunta Regionale Lombarda Roberto Formigoni.

Marco Cappato e Lorenzo Lipparini, i Radicali che hanno intentato la causa contro la truffa Firmigoni, hanno dichiarato: "L'Italia è il Paese dell'impunità e dell'antidemocrazia. Il risultato, grazie anche alla sentenza della Corte costituzionale che ha imposto alla giustizia amministrativa di attendere la giustizia civile, è che colui che avrebbe dovuto andarsene a casa -in ragione della truffa elettorale senza la quale non avrebbe nemmeno potuto essere candidato e della diffamazione contro i Radicali- invece che a casa è al Senato della Repubblica italiana e si appresta a votare il nuovo Capo dello Stato. Nel frattempo, i suoi soci di menzogne leghisti e pidiellini governano tranquilli la Lombardia. Siamo anche il Paese dove chi ha scoperto e denunciato la truffa -i Radicali- stato cacciato dalle istituzioni regionali e nazionali. Ci auguriamo che qualcuno dei neoeletti Consiglieri regionali chiederà alla Regione se le parcelle degli avvocati difensori esterni della Regione Lombardia, che tanto hanno fatto per cercare di impedire o ritardare l’accertamento di una scomoda verità, siano state pagate dalla Regione, ovvero dai noi tutti cittadini contribuenti ed elettori."

Gli avvocati Mario Bucello, Simona Viola e Renato D’Andrea, che hanno assistito i Radicali nel giudizio hanno dichiarato: “La decisione da un lato ci conforta, perché mostra la sensibilità del Tribunale Civile di Milano verso le speciali e delicate esigenze di giustizia che circondano i giudizi elettorali per altro verso, nonostante gli sforzi di celerità profusi anche dal Tribunale, la sentenza giunge quando ormai il Consiglio Regionale - abusivamente eletto grazie a operazioni manipolative – è stato sostituito da nuove elezioni. Se l’accertamento della falsità fosse stato di competenza del Giudice Amministrativo avrebbe potuto sopraggiungere in tempo utile per invalidare le elezioni. In questo quadro è indispensabile porre rapidamente all’ordine del giorno del  nuovo Parlamento la necessità delle riforme volte a rendere effettiva la giustizia elettorale per scoraggiare nuovi abusi, assegnando al Giudice Amministrativo la competenza a decidere sulle falsità emerse nei procedimenti elettorali”.

giovedì 14 marzo 2013

La Destra - Storace per la Lombardia


Regionali 2013: oltre 500 firme in tre giorni con un solo autenticatore

I RADICALI PRESENTANO UN ESPOSTO SULLA LISTA LA DESTRA - STORACE PER LA LOMBARDIA

Gianfranco Camero
gianfrancocamero@gmail.com


Mercoledì 13 marzo, gli esponenti radicali Giovanni Sansi e Gianfranco Camero hanno depositato alla Procura della Repubblica di Sondrio un esposto riguardante le firme della lista provinciale “la Destra Storace per la Lombardia”, con candidato Domenico Barbalace, collegata alla candidatura alla Presidenza della Regione di Roberto Maroni.

Sebbene questa lista sia stata poi esclusa dalla partecipazione alle recenti elezioni regionali, sono state comunque presentate presso l'Ufficio elettorale circoscrizionale sondriese oltre 500 firme raccolte con il sostegno della Lega Nord, dopo che un accordo fra i due partiti, comportante la modifica del simbolo, aveva costretto i promotori de “La Destra di Storace” ad una corsa contro il tempo per riavere le sottoscrizioni nella nuova modulistica.

A seguito dell'accesso agli atti esercitato dai Radicali, dall'esame dei moduli è emerso che la raccolta delle firme si è svolta in soli tre giorni con le seguenti modalità, attestate dall'unico autenticatore, Maurizio Piasini, consigliere provinciale della Lega Nord, che ne ha certificato l'autenticità: a Sondrio il 21 gennaio scorso, risultano aver firmato 48 elettori residenti a Sondalo, Grosio e nella zona di Tirano e sempre a Sondrio, il giorno seguente, ben 64 elettori provenienti da Livigno, 59 dalla zona di Tirano e 23 dalla zona di Morbegno, mentre il terzo giorno, a Tirano, hanno sottoscritto 62 elettori residenti principalmente nella zona di Sondrio ed in parte in Comuni dell'alta Valtellina.

In proposito gli esponenti radicali hanno dichiarato: “Riteniamo alquanto bizzarro questa sorta di turismo elettorale che ha coinvolto un totale di 256 elettori, che in tre giorni risultano essersi recati anche ad un centinaio di chilometri da casa (come nel caso di Livigno) per sottoscrivere, probabilmente in gran parte, la presentazione di una lista collegata, risultando invece più verosimile che la raccolta delle firme qui considerate sia avvenuta principalmente tramite fiduciari locali, in assenza di autenticatore o comunque in presenza di un soggetto diverso da quello che ne ha certificato l'autenticità, il tutto nel contesto di illegalità tipico di queste procedure elettorali".

"A conferma di ciò sono ormai numerosi i procedimenti pendenti sulla irregolarità nella raccolta di firme alle scorse elezioni, oltreché alle precedenti elezioni regionali: dall'indagine della procura di Lodi su una vera e propria rete specializzata nel fornire firme false ai movimenti politici e che ha avuto avvio da un elenco di 500 sottoscrittori de “La Destra di Storace” firmato da un giudice di pace che in realtà non l’aveva mai visto, sino alla procura di Monza che ha aperto un’inchiesta sulle firme della lista Maroni indagando per falso un consigliere provinciale monzese della Lega Nord, mentre ci siamo opposti all'archiviazione del procedimento a carico di Alberto Pasina (Pdl) per le 1.300 firme del 2010 apparentemente raccolte tutte a Sondrio l'ultimo giorno possibile, per finire con il presidente della provincia di Milano, Guido Podestà (Pdl), che dovrà affrontare un processo riguardante la falsità di 926 firme a sostegno del listino di Roberto Formigoni e della lista del Pdl in occasione delle regionali precedenti”.

venerdì 22 febbraio 2013

Un voto radicale per la lista: AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA'


radicali sondrio


COMUNICATO STAMPA 

UN VOTO RADICALE AL SENATO PER LEGALIZZARE SONDRIO E L'ITALIA. 


DICHIARAZIONE DI GIOVANNI SANSI.

Con l'eliminazione dalla competizione elettorale regionale e per la Camera dei Deputati della lista AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA', che ha posto come obiettivo prioritario quello di interrompere le condizioni di criminalità delle istituzioni lombarde e nazionali, il voto radicale sarà possibile solo per la competizione al Senato, dove sono presenti quei militanti radicali che hanno condotto l'unica lotta politica e giudiziaria di alternativa al sistema di potere Formigoni-Penati-Compagnia delle Opere-Cooperative, avendo scoperto e denunciato la truffa delle firme false del Pdl ed ottenuto le dimissioni di due Consiglieri regionali (uno del Pd, Costanzo, e uno del Pdl, Pozzi), eletti ancorché incandidabili.

Nella lista AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA' per il Senato i candidati locali sono:

GIOVANNI SANSI, iscritto al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale ed alle associazioni Radicali dall'inizio degli anni '90 e da una decina di anni referente locale per il Partito Radicale, ha partecipato attivamente a tutte le campagne elettorali che hanno visto impegnati i Radicali, dalle liste “Bonino-Pannella” alla “Rosa nel Pugno” oltreché alle iniziative politiche referendarie sui diritti civili e le libertà economiche e più recentemente alle manifestazioni per l'amnistia, associandosi al digiuno di Marco Pannella.
FRANCO GIANONCELLI, presidente dell’Associazione “Avanti Diritto”, che per la sua storia, per il suo vissuto, per le sue battaglie è il miglior candidato al parlamento che la provincia di Sondrio possa esprimere per rappresentare la lista “Amnistia Giustizia e Libertà”, che fa dei diritti umani e della giustizia il proprio cavallo di battaglia.

Per la campagna elettorale è stato realizzato un manifesto con l'immagine dei due candidati, affisso in tutta la provincia, dove si chiede provocatoriamente agli elettori: “Vi siete chiesti quanti arrestati, indagati e coinvolti in scandali ci sono stati nel partito che avete votato alle precedenti elezioni? E chi sono coloro che, dal governo e dall’opposizione, hanno accumulato l’attuale spaventoso debito pubblico e consentito lo sfascio della giustizia? Sono quelli che ora chiedono il “voto utile” (certamente per loro) e promettono di cambiare!... se volete crederci ancora...”
Sempre nel manifesto, un rimando al sito di Radicali Sondrio per conoscere “alcune scomode verità sul tribunale di Sondrio”, riguardanti principalmente la gestione della Sezione fallimentare che da trent'anni è coinvolta in scandalosi episodi di saccheggio delle risorse di aziende fallite o fatte fallire e su cui i Radicali hanno promosso ripetute manifestazioni di denuncia.

Giovanni Sansi, a cui l'ottusa burocrazia penitenziaria ha impedito di compiere la visita delle carceri lombarde che si era prefisso con il Consigliere regionale Paola Camillo, ha dichiarato:

“Dopo 25 anni di ripetute condanne delle Corti europee a causa dello sfascio del sistema giudiziario e penitenziario, oggi siamo persino arrivati ad un' ordinanza senza precedenti con cui il Tribunale di Sorveglianza di Padova solleva una questione di incostituzionalità e chiede alla Consulta se vi sia la facoltà di sospendere e rinviare l'esecuzione in carcere della pena di un detenuto non soltanto quand'essa potrebbe determinare «grave infermità fisica» (unico evento oggi contemplato dalla legge), ma anche nei casi in cui verrebbe scontata in condizioni intollerabili di sovraffollamento e dunque si risolverebbe in «trattamenti disumani e degradanti», secondo la definizione della Corte europea dei Diritti dell'uomo di Strasburgo nelle sentenze che hanno condannato già due volte l'Italia per aver lasciato ai carcerati meno di 3 metri quadrati a testa.
E ancora, poche settimane fa, il rapporto annuale dell’EURISPES ci dice che sui diritti civili la stragrande maggioranza degli italiani è molto più avanti della politica: 71,2% di favorevoli alle unioni di fatto, 79,4% alla fecondazione assistita, 63,9% alla pillola abortiva, 77,3% al testamento biologico, 64,6% alla eutanasia. Intanto i vertici dei partiti, che dovrebbero legiferare tenendo conto di questi dati, nei loro programmi ignorano i diritti civili o avanzano proposte del tutto inadeguate. Tutti, tranne i radicali e la lista da loro promossa per le prossime elezioni: Amnistia, Giustizia e Libertà.”


Morbegno, 20.02.13 p. RADICALI SONDRIO
Gianfranco Camero
e-mail: gianfrancocamero@gmail.com - tel. 0342610141

giovedì 7 febbraio 2013

Alcune verità sul Tribunale di Sondrio

La giustizia di casa nostra

ALCUNE SCOMODE VERITA' SUL TRIBUNALE DI SONDRIO

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com



Quasi nessuno conosce la complessa realtà del Tribunale di Sondrio, dove alcuni magistrati onesti e capaci convivono, non sappiamo come, con quella “tradizione” di nequizie che lo accompagna da almeno un trentennio. Di “queste cose” non si parla, salvo noi. A titolo di esempio riprendiamo alcune “perle giudiziarie”, non potendo dare un quadro analitico completo delle tante vicende inquietanti.


LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE
Venticinque anni fa anni fa Radicali Sondrio senza soldi né mezzi avviavano, malgrado il silenzio degli organi di informazione, una campagna nei confronti del Presidente del Tribunale Luigi Minotta che contribuì alle dimissioni di quest’ultimo dalla Magistratura, per evitare guai peggiori, essendo indagato per interessi privati in atti d’ufficio.

DEPRADATE LE AZIENDE FALLITE, O FATTE FALLIRE
Le scarse cronache di quel tempo (‘l Gazetin, La Padania e poco altro) e qualche raro procedimento giudiziario giunto a buon fine portarono alla luce una realtà inquietante, quella di curatori fallimentari che ingrassavano sui fallimenti di aziende, depredate per interessi privati, senza alcuna cura per i diritti dei creditori.

UN CURATORE FALLIMENTARE IN GALERA
È il caso del fallimento della ISAV di Giovanni Grignano, gestito dal curatore fallimentare Alberto Necchi, finito in carcere nel 1987 (Gazetin, sett. 2010 – Bassissima, lordissima, lentissima): qui ne sono state fatte di tutti i colori, nella completa impunità e sotto gli occhi assonnati o complici di giudici e procuratori, distribuendo addirittura fondi ad una azienda non più esistente da 13 anni (Robustellini Spa), creando a tale scopo documenti falsi (Gazetin, nov. 2011 – Falso d’autore).
E c’è chi in pochi mesi e con poco sforzo, da curatore, si porta a casa il modesto compenso di 80 milioni di £, ed eravamo nel 1995 (Gazetin, ott. 2011 – Profitti e perdite).

CONDANNA EUROPEA
La gestione del Tribunale di Sondrio di questa vicenda comportò per lo Stato Italiano una condanna della Commissione Europea dei Diritti dell’Uomo, per la durata biblica della gestione fallimentare (15 anni).

TRIBUNALE DI SONDRIO E TRIBUNALE DI BRESCIA: MARCIO QUI, MARCIO LA'.
Competente per le imputazioni a magistrati di Sondrio è il Tribunale di Brescia.
La lotta esemplare di Giovanni Grignano portò a denunciare un gruppo di persone di un certo rango (giudici, curatori fallimentari, avvocati, esponenti di banche locali, periti) per associazione a delinquere, abuso d’ufficio, omissioni di atti d’ufficio, omessa denuncia, corruzione, favoreggiamento personale e reale, truffa aggravata, falsa perizia, oggetto di 38 pratiche per procedimenti penali poi occultati (con altri 20.000 fascicoli) presso la Procura di Brescia, sino all’intervento del Procuratore Generale di Milano che “perquisì” il Tribunale di Brescia “recuperando” i procedimenti penali occultati, nascosti in una soffitta a dimostrazione che le accuse di Grignano avevano sostanza e gravità; l’unico a pagare pare sia stato un cancelliere del Tribunale di Brescia. (vedi comunicato stampa radicali/Avanti diritto sett. 2011)

CONTINUA L'ABBUFFATA
Da allora ad oggi le cose non sono cambiate, se non in peggio. Il caso della soc. Gianoncelli, “aiutata” a fallire e depredata, con un procedimento in atto da 14 anni ed il suo carico di ingiustizie è testimone dello stato dell’arte di una giustizia malata che elargisce sopraffazioni e arbitrio invece che legge e diritto (Gazetin, dic. 2009 – Fallimenti S.p.a.; Gazetin, giu. 2010 – Il piacere di fare le ...spese; Gazetin lug. 2011 – Il Gioco dell’Oca).
Per chi volesse opportunamente approfondire sono a disposizione un decennio di cronache di Enea Sansi, Vanna Mottarelli e altri temerari, pubblicate su 'l Gazetin con l’audace ambizione di far conoscere qualche verità nel mare dell’omertà (http://labos.valtellina.net/gazetin/Gianoncelli0.htm).
Scandalo nello scandalo, la vicenda del giudice Paci e della sua sentenza con le motivazioni interamente copiate (21 pagine e mezza su 22), errori compresi, dal documento dell’avvocato dei “fallimenti” Nicola Marchi, con qualche cambio, sottrazione, sostituzione di vocabolo qui e là.
In seguito alla pubblicazione dell’articolo apparso sul Gazetin (giu. 2011 – Io copio, tu incolli lei paga) è stato quanto meno disposto il pensionamento del giudice, presumiamo per motivi di salute.

FRANCO GIANONCELLI
Franco, Presidente dell’Associazione “Avanti Diritto” una delle vittime di questa giustizia malata, persona di grande onestà e dignità, malgrado gli affronti e le ingiustizie subite, socio di una ditta portata al fallimento, è oggi candidato al Senato della Lista Amnistia, Giustizia, Libertà.
Le speranze sono riposte nell’azione civile dei cittadini che vorranno non più tollerare che la giustizia sia infangata ed il diritto sia rovesciato nel suo contrario.
L’invito al lettore è quello di diffondere queste note, di votare al Senato i candidati della Lista Amnistia Giustizia libertà, di sostenere l’azione dell’Associazione “Avanti Diritto”.

SERVIZI IGIENICO-SANITARI
Non lasciamo soli i pochi magistrati “capaci ed onesti”: il Tribunale, da solo, nemmeno riesce a risolvere i problema dell’acqua dei suoi cessi. (Gazetin, nov. 2010 – Servizi igienici-giudiziari).

venerdì 25 gennaio 2013

Lista di scopo “amnistia giustizia libertà”.

La lista AGL è votabile solo per il Senato della Repubblica, poichè a causa dell'insufficiente numero di firme, non sono state ammesse le liste per la Camera dei Deputati e per la Regione Lombardia.
radicali sondrio

COMUNICATO STAMPA

APPELLO A FIRMARE PER CONSENTIRE LA PRESENTAZIONE DELLE LISTE RADICALI.
I CANDIDATI LOCALI: GIOVANNI SANSI, FRANCO GIANONCELLI E GIANFRANCO CAMERO. 


Nello scorso fine settimana è iniziata anche in provincia di Sondrio la raccolta di firme per consentire la presentazione delle liste “AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA'” promosse dai Radicali.
Sebbene le prime uscite abbiano avuto un riscontro molto positivo da parte dei cittadini, i Radicali rivolgono un appello alla sottoscrizione nel poco tempo che ancora rimane, tenuto conto che i partiti rappresentati nel Consiglio regionale, come ultimo atto della naufragata legislatura, hanno deciso all'unanimità che quelli che avevano denunciato lo scandalo delle firme false e taroccate nella scorsa elezione dovevano raccogliere le firme mentre loro no...
I prossimi appuntamenti saranno a Sondrio (piazza Campello) e Morbegno (piazza S. Antonio e piazza Mattei) sabato 19 gennaio e la mattina seguente.
È inoltre possibile sottoscrivere la lista AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTÀ presso i Comuni di Sondrio (ufficio anagrafe e sportello del cittadino), Morbegno, Cosio Valtellino, Talamona e Traona.
Volutamente “lista di scopo” per rientrare nella legalità dopo 25 anni di ripetute condanne delle Corti europee a causa dello sfascio del sistema giudiziario e penitenziario, con 10 anni per arrivare ad una sentenza definitiva, 9 milioni di processi arretrati, 170mila prescrizioni (di classe) all'anno, 67mila detenuti in 45mila posti regolamentari, il 40% dei reclusi ancora in attesa di giudizio e il 50% di questi che risulterà innocente...

I candidati locali inseriti nelle liste sono:

per il Consiglio regionale ed il Senato

GIOVANNI SANSI, 45 anni, artigiano falegname, iscritto al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale ed alle associazioni Radicali dall'inizio degli anni '90.
Da una decina di anni referente locale per il Partito Radicale, ha partecipato attivamente a tutte le campagne elettorali che hanno visto impegnati i Radicali, dalle liste “Bonino-Pannella” alla “Rosa nel Pugno” oltreché alle iniziative politiche referendarie sui diritti civili e le libertà economiche e più recentemente alle manifestazioni per l'amnistia, associandosi al digiuno di Marco Pannella.
Promotore di ripetute manifestazioni di denuncia riguardanti la gestione della Sezione Fallimentare del Tribunale di Sondrio che da trent'anni è coinvolta in scandalosi episodi di saccheggio delle risorse di aziende fallite o fatte fallire, ha difeso la libertà di stampa contro chi non tollera la critica civile all'operato della magistratura e visitando in diverse occasioni il carcere cittadino ha segnalato la situazione di sovraffollamento e la scarsità di attività riabilitative nonché l’inutilità, per i detenuti e per la società, della reclusione.
Convinto sostenitore della necessità dell'autofinanziamento della politica, è da sempre contrario ai finanziamenti pubblici ai partiti, ai sindacati e alle chiese, attivandosi per raccogliere fondi all'insegna del motto “o li chiedi o li rubi”.

per il Senato


FRANCO GIANONCELLI, presidente dell’Associazione “Avanti Diritto”, che per la sua storia, per il suo vissuto, per le sue battaglie è il miglior candidato al parlamento che la Provincia di Sondrio possa esprimere per rappresentare la lista “Amnistia Giustizia e Libertà”, che fa dei diritti umani e della giustizia il proprio cavallo di battaglia.
La sua storia inizia nel 1997 con l’iniquo fallimento della propria azienda, che chiude e i dipendenti vengono licenziati. Perde il suo patrimonio frutto di anni di sacrifici di più generazioni. La salute e il cuore ne risentono (è portatore di pace maker).
Ma poiché crede nella giustizia e si fida delle istituzioni non ci sta. Con uno scatto d’orgoglio inizia a combattere con dignità e determinazione quella che negli anni diventerà una sempre più ardua battaglia.
Lo fa per avere ristoro dei torti subiti, per ridare credibilità alla propria azienda, nell’interesse di quegli stessi creditori in nome dei quali il fallimento è stato dichiarato e che a distanza di oltre quindici anni stanno ancora aspettando di ricevere un euro.
Si sono susseguite cause civili, denunce penali, sensibilizzazioni a mezzo stampa. È stato quasi tutto inutile. Le sue domande sono state sistematicamente rigettate, le sue denunce archiviate e le informazioni a mezzo stampa punite. Eppure la sua vicenda ha consentito di far scorgere uomini e fatti, interni al sistema giudiziario della provincia di Sondrio, che usano la giustizia come strumento e paravento per interessi personali, con una continuità inquietante, come denunciano i radicali dal 1987, dalla campagna che contribuì alle dimissioni dalla magistratura del Presidente del Tribunale di Sondrio Luigi Minotta, indagato per interesse privato in atti d’ufficio.
Ecco perché alla veneranda età di ottant’anni ha accettato di candidarsi al parlamento per mettere la sua esperienza al servizio di tutti.

per la Camera

GIANFRANCO CAMERO, radicale sin dalla tenera età, vittima delle “ultimarie” che, diversamente dalle più note primarie, investe della candidatura il perdente ovvero chi meno di altri riesce a trovare giustificazioni per sottrarsi: così forse non si seleziona il migliore, ma sicuramente si sceglie il più “disinteressato”.

Morbegno, 16.01.13 p. RADICALI SONDRIO

Gianfranco Camero

e-mail: gianfrancocamero@gmail.com - tel. 0342610141

giovedì 24 gennaio 2013

Sentenza Tar


Più di 600 euro di spese legali

IL COMUNE DI MILANO DOVRA' PAGARE MARCO CAPPATO PER IL MANCATO ACCESSO AGLI ATTI SUI DESTINATARI DEI BIGLIETTI OMAGGIO DI SANSIRO 

Radicali Sondrio
radicalisondrio@gmail.com



Il TAR Lombardia ha condannato  il Comune di Milano a pagare al Presidente del Gruppo Radicale – federalista europeo, Marco Cappato, 600 Euro di spese di lite -più altri oneri- per il mancato accesso agli atti, nei termini di legge, sui destinatari dei biglietti omaggio di San Siro.
Il Comune fornì gli elenchi fuori dai termini, a seguito del ricorso di Cappato, facendo dunque cessare la materia del contendere, ma determinando comunque la “soccombenza virtuale” del Comune e il pagamento delle spese.