giovedì 28 luglio 2011

Questione morale : tempi duri

radicali sondrio


COMUNICATO STAMPA

DOPO LA PRESENTAZIONE DEL RICORSO CONTRO L'ELEZIONE DI ANGELO COSTANZO (Pd) A CONSIGLIERE REGIONALE, I RADICALI CHIEDONO UN PRONUNCIAMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO E DELLA LEGA.


Il 6 luglio scorso i radicali hanno annunciato di aver presentato un ricorso al Tribunale di Milano contro l'elezione di Angelo Costanzo (Pd) a consigliere regionale

giovedì 7 luglio 2011

I RADICALI PRESENTANO RICORSO CONTRO L'ELEZIONE DI ANGELO COSTANZO



radicali sondrio


COMUNICATO STAMPA



I RADICALI PRESENTANO RICORSO CONTRO L'ELEZIONE DI ANGELO COSTANZO (Pd) A CONSIGLIERE REGIONALE.


DOPO IL CASO DELLE FIRME FALSE DELLA LISTA FORMIGONI, UN CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA SEMPRE PIU' “ABUSIVO”?




Nella giornata di oggi è stato depositato al Tribunale di Milano il ricorso presentato dai radicali contro l'elezione di Angelo Costanzo (Pd) a consigliere regionale della Lombardia.

domenica 26 giugno 2011

ENEA SANSI in sciopero della fame a fianco di MARCO PANNELLA


Enea Sansi. Anch'io, da oggi, in sciopero della fame 
Perché ho deciso di sostenere l'azione nonviolenta di Marco Pannella “l'Italia torni a potere in qualche misura essere considerata una democrazia”


24 Giugno 2011
 
Dalla scorsa mezzanotte, e per quanti giorni mi sarà possibile anche in relazione agli obiettivi declinati sul piano locale, ho iniziato uno sciopero della fame a sostegno dell'iniziativa di Marco Pannella affiancato, ad ora, da oltre 15.000 persone. Un piccolo contributo, nell'ambito della «necessità di un consapevole e attivo coinvolgimento dell’opinione pubblica e dei cittadini» e di «richiamare, ..., su tali questioni l’attenzione di tutti i soggetti istituzionali responsabili sollecitandoli ad adottare le indispensabili misure amministrative, organizzative e legislative» espressa nelle parole del Presidente della Repubblica, cui Pannella ha corrisposto alla mezzanotte con la sospensione dello sciopero della sete. Un “passaggio di testimone”, che raccolgo per il 'mio' tratto di pista con le motivazioni e alla ricerca di un dialogo con interlocutori alla mia portata indicati nella lettera-annuncio che ho inviato ieri e che riporto più sotto.
Voglio infine dedicare la mia azione, in segno di spirituale vicinanza, alla lotta nonviolenta che in questi stessi giorni a Cuba sta conducendo Jorge Cervantes García, come apprendo all'Oblò di fianco su questa nostra unica Nave battente le bandiere di libertà e democrazia. La notizia che la sua voce comincia a raggiungere molte persone, almeno fuori se non ancora dentro l'Isola, possa costituire alimento di fiducia e nuova speranza, consentendogli una tregua ristoratrice. Portiamo anche il suo, di “testimone”, per un breve tratto: di vita capace di spostare di un millimetro la soglia di libertà abbiamo bisogno e non certo di un corpo da scagliare contro gli avversari!





Morbegno, 23 giugno 2011

LETTERA APERTA
Stim.mi
Sig. Presidente del Tribunale di Sondrio
Sig. Procuratore della Repubblica
presso il Tribunale di Sondrio

Vi scrivo formalmente, indirizzando al Vs. Ufficio, ma mi rivolgo a Voi personalmente contando sulla cortesia di qualche minuto di attenzione.
Dalla mezzanotte di domenica, 19 giugno, Marco Pannella ha iniziato uno sciopero della sete perché l'Italia «torni a poter essere considerata,

domenica 5 dicembre 2010

Interrogazione parlamentare per la libertà di stampa (L' GAZETIN)

radicali sondrio


COMUNICATO STAMPA
UN APPELLO PER LA LIBERTA' DI STAMPA.


Il 16 novembre scorso è stata presentata alla Camera dei Deputati un'interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia, con prima firmataria l'on. RITA BERNARDINI congiuntamente agli altri deputati radicali eletti nelle liste del Partito Democratico

martedì 30 novembre 2010

Ior e Creval

Una sbirciatina nel territorio bancario cattolico: IOR, Credito Valtellinese, Credito Artigiano

IN RELIGIOSO SILENZIO



Giuliano Ghilotti
giulianoghilotti@fastweb.it

“E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago,
che un ricco entri nel Regno di Dio”
(un signore che scacciava i mercanti dal tempio)

“Ci sono uomini qui nella Città del Vaticano che hanno dimenticato il loro compito. Hanno ridotto questo luogo ad una piazza di mercato. Ecco perché farò questi cambiamenti”
(Papa Albino Luciani)

IOR, UN ARMADIO ZEPPO DI SCHELETRI
Cos’è, e quali sono i trascorsi dello IOR (Istituto per le Opere di Religione) tutti lo sanno; tranne la maggioranza degli italiani, ovviamente.
La storia di questa Banca vaticana degli ultimi decenni è un vero museo degli orrori: il suo vissuto si è sovente intrecciato con il peggio della cronaca politica, giudiziaria, nera, del nostro paese, con un numero spaventoso di delitti e oscuri personaggi.
Gelli, creatore della loggia massonica deviata P2, ed il suo vice Ortolani (nella sua casa vi furono riunioni pre-conclave prima dell’elezione di Paolo VI), entrambi con libero accesso nello staterello pontificio; Sindona (ritenuto il banchiere della mafia); Calvi, spregiudicato presidente del Banco Ambrosiano: questi ultimi due agivano col solido legame dell’arcivescovo Marcinkus, a lungo presidente IOR, pupillo di Paolo VI.
Alla morte del papa, subentra nella “chiesa dei poveri”, Albino Luciani, uomo di sicura fede in altro che nel potere e nel denaro (come direbbe Marco Pannella); semplice ma tutt’altro che sprovveduto, uomo capace, conoscitore di sei lingue, non impiega molto a capire l’abisso di corruzione in cui l’istituzione Chiesa sta sprofondando: fin dai primi giorni il suo è un incedere sorprendente di rottura che semina panico ai piani alti vaticani quanto speranze nella gente comune; il 28 settembre 1978 convoca il Segretario di Stato Jean Villot e gli preannuncia quanto già era nell’aria: piazza pulita allo IOR.
La mattina successiva dopo soli 33 giorni di “regno”, viene trovato morto: di infarto, per il Vaticano; avvelenato, secondo quanti hanno per anni indagato, col conforto delle persone fidate più prossime al papa, dei parenti, del medico di fiducia.
La nomina di Giovanni Paolo II consente a tutte le pedine di mantenere il loro posto e i tre citati “Banchieri di Dio” portano alle estreme conseguenze le losche trame, alimentando il tumore bancario con connivenze di denaro sporco di mafia droga ed armi, di tangenti e arricchimenti personali.
Il tentativo di sfuggire alla giustizia ed all’inevitabile crack delle banche cattoliche provocherà una lunga teoria di cadaveri, dal giudice Alessandrini al giornalistaPecorelli, dal liquidatore del Banco Ambrosiano Ambrosoli al colonello Varisco e al capo della squadra mobile di Palermo Boris Giuliano; nemmeno la morte in carcere diSindona con pessimo caffè corretto cianuro, di Calvi suicidato sotto il Ponte Dei Frati Neri di Londra e della sua segretaria che vola dal quarto piano della banca milanese, riesce a chiudere un epoca.
Anni dopo, nel 1993, lo IOR è alle prese con il caso Enimont, la madre di tutte le tangenti, (vedi documento cliccando QUI ; uno fra le migliaia che Mons. Dardozzi, per togliersi l’iceberg dallo stomaco, decise di rendere pubblici dopo la sua morte).
Quando la “bomba” esplode, lo squarcio svelerà tangenti per una sciocchezza di circa 130 miliardi di lire, di cui 2/3 transitate e ripulite dallo IOR, che inciamperà in altri cadaveri eccellenti, quelli dei suicidi del Presidente dell’ENI, Gabriele Cagliari e di Raul Gardini.
Il passato prefigura e pregiudica il presente. E veniamoci, al presente.

UN CONTO TIRA L'ALTRO
Secondo quanto riportato dalla stampa nazionale il 18 gennaio 2010 Bankitalia comunica alla Credito Valtellinese, che controlla il Credito Artigiano, di applicare gli“obblighi rafforzati” nei confronti dello IOR, in quanto banca estera extra-comunitaria. Entro 90 giorni lo IOR dovrà sottoscrivere l’impegno formale a “comunicare i dati e le informazioni sulla propria clientela, sullo scopo del rapporto, sulla fornitura di assegni, sull’esecuzione di bonifici e sulle operazioni in contanti”.
I Consigli di amministrazione di Credito Valtellinese e Credito Artigiano avrebbero quindi deciso con decorrenza 19 aprile 2010, di interrompere l’attività del conto corrente 49557 aperto dallo IOR presso la sede romana del Credito Artigiano, presso il quale a quella data risultano depositati circa 28 milioni di €.
Il 14 settembre 2010, la Direzione del Credito Artigiano avrebbe comunicato a Bankitalia che lo IOR ha richiesto, il 6 settembre, di procedere comunque con l’esecuzione di due bonifici di 3 e 20 milioni di € alla Banca del Fucino e alla JP Morgan Frankfurt, rivelando l’impossibilità di adempiere agli obblighi di verifica rafforzata e chiedendo la sospensione delle operazioni.
Parte l’indagine della Procura di Roma nei confronti del presidente IOR Gotti Tedeschi e del Direttore Generale Paolo Cipriani per omissioni in violazione delle norme anti-riciclaggio ed il sequestro dei 23 milioni di euro del conto.
Per il Vaticano, che interviene a difesa del buon nome dello IOR, si tratta di “un equivoco, che ora si sta esaminando” ribadendo “la sua totale fiducia nei dirigenti e la volontà della piena trasparenza delle operazioni finanziarie da esso compiute”.
Si tratterebbe di semplici “operazioni di tesoreria di cui è destinatario lo stesso Istituto su conti di sua pertinenza esistenti presso altri istituti di credito”.
La stampa riferisce che nel decreto di sequestro il G.I.P Maria Teresa Covatta rileva che tra dic. 2007 e nov. 2009, tra le voci in uscita (per 116,3 milioni) e in entrata (per 117,6 milioni), riscontra operazioni che lasciano aperto più di un dubbio; 72 milioni provenienti dalla estinzione di altri conti IOR verosimilmente accesi presso lo stesso Credito Artigiano e assegni per 2,1 milioni in assegni circolari di soggetti mai coincidenti con lo IOR, a favore di numerosi soggetti.

IL TRIANGOLO
A fine settembre viene accreditata per alcuni giorni l’ipotesi che la gola profondache avrebbe fatto intervenire l’organo ispettivo di Bankitalia possa essere Giovanni De Censi, presidente del Credito Valtellinese, fino all’intervento vaticano che lascia trapelare come ridicola tale ipotesi. Al contrario, fosse vera, dovremmo consideraretitolo di merito l’intervento di De Censi, finalizzato al rispetto della legalità.
Successivamente viene attribuito ad uno zelante (onesto, diremmo noi) funzionario romano del Credito Artigiano la paternità della denuncia: chiunque sia,rendiamogli onore e grazie.
De Censi è consigliere del Consiglio di Sovrintendenza dello IOR, ma è anche presidente del Credito Valtellinese, ritenuto il maggiore gruppo bancario cattolico italiano, che controlla, tra le tante banche, anche il Credito Artigiano.
De Censi, ritenuto in buoni rapporti col Ministro Tremonti, con le 500 agenzie delle sue banche e l’ascesa allo IOR, è personaggio di primissimo piano, nel mondo bancario italiano ed internazionale.
Ma perché nascondere l’identità di intestatari e destinatari e le causali dell’operazione? Sono fondi per il sostegno dei cristiani Montagnar in Vietnam, perseguitati e decimati da un regime sanguinario, o di qualcuna delle vittime della tirannide sparse nel mondo? Ci speriamo poco.
L’ipotesi che trova più credito, come indica il reato ipotizzato, è quella dellafinalità di riciclaggio, malgrado i buoni propositi (con i quali sono lastricate le vie dell’inferno) sempre espressi per il futuro, di trasparenza; e l’utilizzo di banche “amiche”per riuscire nell’operazione.
Dallo IOR è passato di tutto, fondi per bene e per opere di religione e fondi per male e per opere di malaffare: è possibile che questi ultimi siano ancora presenti e attivi nei conti IOR dispersi anche presso istituti diversi. Ma come fare a liberarsene senza svelarne i segreti (e rischiare indagini, sequestri e conseguenti bastonate al candidobuon nome dello istituto cattolico)?
O davvero dobbiamo credere all’equivoco nel parlarsi tra banche dove peraltro tutti si usa l’idioma italiano, chi con accento valtellinese, chi con sussiego vaticano?
Non si è visto nulla sulla stampa locale, finora, e forse l’opinione pubblica merita una qualche spiegazione o giustificazione.
Signori del Credito: svelate l’arcano!

Fonti: “Vaticano s.p.a.”,Gianluigi Nuzzi, ed. Chiarelettere; “In nome di Dio”, David Yallop, ed. Tullio Pironti; siti di “repubblica affari & finanza”, “corriere della sera”, “il sole 24 ore”,”la stampa”, ”apocalisse laica”, “adnkronos”.

martedì 16 novembre 2010

Formigoni truffatore!

Valter Vecellio. L’insostenibile silenzio su Formigoni
15 Novembre 2010
 
È un interrogativo che chiede risposta da parte del segretario del PD Pierluigi Bersani, ma anche degli altri leader di opposizione: Nichi Vendola, Antonio Di Pietro, perfino Beppe Grillo. È l’interrogativo di chi non comprende i loro silenzi su una vicenda scandalosa, e che in altri paesi di consolidata democrazia sarebbe dibattuta, chiarita, se ne chiederebbe ragione e l’opinione pubblica verrebbe messa in condizione di sapere, e poter giudicare.
Si parla dell’“affaire” Formigoni. Si è lasciato passare in cavalleria il fatto che l’attuale presidente della Regione Lombardia sia al suo quarto consecutivo mandato, laddove la legge prescrive non possono essere più di due. Ma ora ci si trova dinanzi a qualcosa di assai più grave: la legge prevede che ad ogni lista debbano corrispondere un certo numero di firme di elettori che, dinanzi ad un autenticatore, sottoscrivono quelle candidature. È stato accertato al di là di ogni ragionevole dubbio un clamoroso, accecante falso di liste collegabili a Formigoni: cittadini che hanno pubblicamente dichiarato di aver votato per il candidato avversario a Formigoni hanno scoperto di aver firmato liste di suo sostegno, naturalmente a loro insaputa; di più: esperti calligrafici hanno accertato che interi elenchi di firme sono stati vergati dalla stessa mano… Insomma, un clamoroso falso, una sfacciata violazione della legge.
La denuncia è dei radicali, lo gridano inascoltati da settimane: una truffa perpetrata con tanta disinvoltura da far pensare che l’impunità sia stata preventivamente garantita e assicurata.
La domanda è: come mai si accetta, anche da parte dei leaderdell’opposizione, e che dovrebbero essere i primi a guidare la battaglia per la legalità, che ci siano politici che stilano regole, e poi sono i primi a violarle? È un silenzio assordante... Bersani, Di Pietro, Vendola, Grillo: se un governatore di Regione viene eletto per il quarto mandato, e lo fa con delle liste truccate, non trovate che sia necessario, giusto, opportuno, urgente capire cosa è successo? Perché ad “Annozero”, con Formigoni di fronte, su questo non lo avete incalzato, non gli avete chiesto conto di nulla? Era lì davanti a voi, potevate profittarne, come mai non ci avete pensato?
Non si sta parlando qui di massimi sistemi, di alleanze e di scenari più o meno futuribili. Si parla di cose “banali”: informazione che non informa, opposizione che non si oppone, che tace e acconsente. È una questione di rispetto della legge, di legalità. È poca cosa? Ristabilire la verità su un fatto della massima gravità, non è forse questione essenziale, pre-giudiziale?

Valter Vecellio
(da Notizie Radicali, 15 novembre 2010)